Longa manus Mossad e Ministero Israeliano in Germania

Longa manus Mossad e Ministero Israeliano in Germania

Caccia (israeliana) alle streghe: Il clima politico in Germania diventa sempre più intollerante nei confronti di persone che nemmeno sostengono il BDS, ma che assumono un atteggiamento oggettivo nella questione palestinese-israeliana (ndr)

https://www.palaestina-portal.eu/2019%20-%20Bundestag%20gegen%20BDS.htm

https://www.jungewelt.de/artikel/357812.kulturpolitik-j%C3%BCdisches-museum-berlin-erster-und-bester.html


Il 12 giugno scorso, il giornale israeliano Haaretz ha riferito di un colloqui tra Gilad Erdan, Ministro degli Affari Strategici, e il capo del servizio dell’intelligence "Mossad" Yossi Cohen, per coordinare le energie contro campagne BDS in tutto il mondo. A tal fine, sono stati contattati leader politici e diplomatici all'estero, nonché le organizzazioni ebraiche negli Stati Uniti e in Europa.

Un giorno prima, il 11 giugno, "Spiegel Online" aveva informato di una forte protesta del Consiglio centrale degli ebrei in Germania contro il Museo Ebraico di Berlino, perché questo aveva raccomandato la lettura dell’appello dei 240 accademici ebrei e israeliani. In esso avevano protestato contro l'accusa secondo cui il BDS era complessivamente antisemita. Il Consiglio Centrale ha scritto sotto il titolo "La coppa è piena": "Il Museo Ebraico di Berlino sembra essere fuori controllo del tutto. In queste circostanze, bisogna pensare se il termine "ebreo" sia ancora appropriato." Già all'inizio di quest'anno, il direttore del museo Peter Schäfer doveva respingere la campagna di sospendere la mostra "Welcome to Jerusalem" perché documentava anche la visione musulmana e cristiana della città.

Il museo ebraico di Berino

Schäfer si è dimesso dopo molte polemiche il 14 giugno scorso. La causa è stato un tweet dall'ufficio stampa del museo con una raccomandazione di lettura in connessione con il movimento BDS (boicottaggio, disinvestimenti, sanzioni). L'articolo raccomandato trattava le critiche di 240 scienziati ebrei e israeliani su una decisione del Bundestag che condannava la campagna BDS come antisemita.

Il quasi licenziamento di Peter Schäfer, uno dei più importanti studiosi al mondo di Ebraismo, in seguito a un’aggressiva campagna di “fake news” orchestrata dall’ambasciatore di Israele in Germania, Jeremy Issacharoff, e da Josef Schuster, presidente del Consiglio Centrale degli Ebrei di Germania, ha dimostrato chiaramente che il governo tedesco non è più interessato a preservare l’autonomia artistica e accademica del museo. E io non sono interessato a lavorare per una istituzione che rinuncia alla sua indipendenza per servire gli interessi politici di questo o quello stato.( così Yossi Bartal in

Haaretz, 22 giugno 2019)

Adesso più di 400 scienziati del giudaismo, principalmente statunitensi, israeliani e tedeschi, hanno dichiarato la loro solidarietà al ex-direttoe del Museo ebraico Schäfer. "Come scienziati nel campo degli studi ebraici, stiamo energicamente protestando contro la calunnia di un collega meritevole", si legge in una dichiarazione in lingua inglese su Internet, come confermato dalla giudeista Susannah Heschel del Dartmouth College (New Hampshire, USA). Dopo false accuse, Schäfer è stato costretto a dimettersi e la sua reputazione è stata messa in discussione pubblicamente, dice la dichiarazione. Gli scienziati hanno chiesto "scuse pubbliche" a coloro che diffondevano "bugie" su di lui. perché Schäfer fu il primo e più importante scienziato del giudaismo nella Germania del dopoguerra.

Tra i firmatari ci sono Micha Brumlik e Christina von Braun (Berlino), Stefanie Schueler-Springorum (Centro per la ricerca dell’antisemitismo), lo storico Mark Roseman (Indiana), Shmuel Feiner (Bar-Ilan University, Israele) e i filosofi Yitzhak Melamed (Baltimore) e Judith Butler (Berkeley).

(Traduzione Leonhard Schäfer)