Aggiornamento sul processo ai “Tre di Humboldt” : confrontarsi con l’apartheid nella Corte Penale di Berlino.

Mentre la brutalità del sistemico apartheid di Israele viene svelata, gli attivisti per i diritti umani che denunciano i crimini di Israele contro l’umanità diventano bersaglio di  persecuzione politica.

di Stavit Sinai, Majed Abusalama e Ronnie Barkan

MondoWeiss, 21.05.2019

Mentre la brutalità del sistemico apartheid di Israele viene svelata, gli attivisti per i diritti umani che denunciano i crimini di Israele contro l’umanità diventano bersaglio di  persecuzione politica. Berlino sta attualmente assistendo a un giro di vite sulla libertà di espressione, con le autorità tedesche che cedono alle pressioni del governo israeliano per criminalizzare il dissenso. Mentre Berlino negli ultimi decenni si era posizionata come l’ultimo baluardo del Sionismo,  attualmente le iniziative che lo contestano  costituiscono una crescente preoccupazione per le autorità. I recenti sforzi per reprimere tali voci critiche includono la risoluzione anti-BDS del Parlamento tedesco, così come gli arresti violenti, la cancellazione delle prove video e l’imbavagliamento dei manifestanti contro IsraeleTag. Non dimenticando, poche settimane fa, la revoca del visto europeo a Rasmea Odeh e la cancellazione, per volere del governo israeliano, del suo discorso pubblico insieme alla poetessa Dareen Tatour  .

In tutto questo, comparendo davanti al giudice Miller nella Corte Penale di Berlino, abbiamo scelto di trasformare la repressione dello Stato tedesco in uno strumento di resistenza. Siamo attualmente sotto processo  con l’accusa di invasione di proprietà privata e aggressione per aver protestato, nel giugno 2017 presso l’Università Humboldt di Berlino, contro la deputata israeliana MK Aliza Lavie e per aver denunciato la sua responsabilità in crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Davanti al giudice

Il processo è iniziato con le nostre dichiarazioni di apertura che hanno enfatizzato il dovere di denunciare le politiche criminali di Israele. Il giudice ha zittito il pubblico  che  ha applaudito ad ognuna delle nostre dichiarazioni, lette ad alta voce in ebraico e in arabo. Majed ha distribuito il testo della sua dichiarazione al pubblico. Quando il giudice gli ha ordinato di sedersi, ha risposto: “Loro [il pubblico] non sono meno importanti di lei.”

La seconda udienza ha messo in luce le motivazioni che sono alla base del processo. È iniziata con l’avvocato difensore Nadija Samour, che ha letto a voce alta una richiesta per convocare i periti Richard Falk e Virginia Tilley, autori del rapporto dell’UNSWAU che accusa Israele di praticare l’apartheid come forma di regime istituzionalizzato e di oppressione sistematica.

Il rapporto delle Nazioni Unite è incorporato nella storia del caso Humboldt. Iniziando da  Ronnie, che durante la protesta aveva citato dei dati del rapporto che teneva in mano, per consegnarlo poi a MK Lavie mentre veniva scortata fuori dall’aula. Abbiamo citato il rapporto nella nostra dichiarazione pubblica “Speaking Up in Times of Apartheid”, fatto che l’accusa ha in seguito presentato come parte delle prove contro di noi.

Prima del processo, il Prof. Falk aveva appoggiato la nostra azione in un evento congiunto per sfidare l’apartheid israeliano, esortando le istituzioni della società civile e le persone a utilizzare gli strumenti a loro disposizione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’attuale attività criminale di Israele.

Le atrocità di Gaza 2014 presentate in tribunale

Dopo Samour è intervenuto l’avvocato difensore Lukas Theune che ha letto  ad alta voce la sezione del rapporto di Amnesty International intitolata  “Famiglie sotto le macerie: attacchi israeliani a case abitate”. Il rapporto descrive le violazioni del diritto internazionale da parte delle forze israeliane durante l’attacco a Gaza del 2014, violazioni per le quali Lavie  ha responsabilità diretta in quanto,  come membro della Commissione per la Difesa e gli Affari Esteri, aveva supervisionato l’operazione militare che ha provocato la morte di 2200 persone, tra cui 551 bambini e 89 famiglie, cancellate completamente.

Sono state  presentate testimonianze tratte dal rapporto di Amnesty International che descrivono “l’orrore di scavare freneticamente tra le macerie e la polvere delle proprie case distrutte alla ricerca dei corpi dei bambini e delle persone care.” Il giudice ha risposto affermando che “questa udienza non è un evento politico. ” In seguito ha respinto la rilevanza dell’intero rapporto affermando che ” questo non è un tribunale internazionale “, mettendo in guardia dal ritardare ulteriormente il processo legale.

presso l’Università di Zurigo. (Foto: Martin Büechi)

Il Pubblico Ministero ammette: “Certo che è politico!”

L’avvocato Theune ha fatto notare all’accusa che in casi analoghi in cui gli imputati non avevano precedenti penali le accuse erano state fatte cadere, aggiungendo che dopo la nostra azione a Humboldt  Yair Lapid, il candidato principale per  la carica di Primo Ministro, aveva inviato una dura lettera al sindaco di Berlino. Il Pubblico Ministero ha convenuto che la cancellazione di reati simili, quando commessi per la prima volta, “è comune , ma non quando l’azione è politica.” L’avvocato della Difesa Matthias Schuster ha risposto che era stata l’accusa, e non la difesa,  ad aver politicizzato l’evento,  dichiarazione a cui il Pubblico Ministero ha risposto affermando : “Ovviamente è un processo politico “.

Quando la vera motivazione dell’azione penale è diventata più chiara, l’avvocato difensore Theune ha presentato un video pubblicato da uno dei membri della delegazione di Lavie. Il video, ripreso dal punto di vista della delegazione, mostra Majed in una luce molto diversa dalle testimonianze riportate contro di lui: ha parlato solo dopo aver ricevuto il permesso di farlo, e stava per lasciare l’aula. Uno dei relatori di Lavie era  preoccupato riguardo la  sua intenzione di uscire,  e l’aveva pregato di “restare e ascoltare”,  mentre diceva in ebraico al suo collega: “Non dovrebbero  mandarlo fuori. No, no! Questo non va bene! “Anche se è stata presentata una prova documentata  dell’innocenza di Majed, l’accusa ha scelto di assumersi la responsabilità del suo status di persona in attesa di residenza, motivandolo con la sua insistenza nel “voler istituire un tribunale contro Israele”.

Poiché il giudice non è stato in grado di pervenire  a una decisione e non è stato possibile  fissare altre udienze nelle prossime settimane,  si dovrà ricorrere a un nuovo processo, che sarà programmato per i prossimi mesi.

Mentre   persino a Berlino la situazione si sta ritorcendo contro Israele, è sempre più cruciale  denunciare i crimini israeliani ed esigere  da Israele la responsabilità delle sue azioni.  Indire un nuovo processo nei prossimi mesi favorirebbe questo sforzo,  poiché compiremmo un altro passo verso l’abolizione dell’apartheid e l’inizio di una nuova era in Palestina.

A proposito di Stavit Sinai, Majed Abusalama e Ronnie Barkan:  Stavit Sinai è una dissidente israeliana e attivista anti-apartheid. Ha conseguito un dottorato in sociologia. (@Stav_si); Majed Abusalama è un giornalista e attivista per i diritti umani, nato a Jabalia, Gaza. (@majedabusalama); Ronnie Barkan è un dissidente israeliano, un attivista del BDS e un attivo  critico dell’apartheid. (@Ronnie_barkan).

Traduzione di Grazia Parolari per InvictaPalestina.org

https://www.invictapalestina.org/archives/36306