Un’ altra guerra a Gaza rafforzerebbe Hamas

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marzo 27, 2019- Opinione di Amira Hass, Haaretz

Amira Hass Opinion A War Now Will Strengthen Hamas

Il Premier israeliano potrebbe essere immerso in problemi qui a casa, ma la vittoria della destra nelle elezioni del prossimo mese è assicurata, con o senza una nuova guerra. Anche Hamas ha problemi interni, ma la sua continuità è garantita.

Una nuova guerra potrebbe servire ad Hamas per rafforzare la sua reputazione di movimento di resistenza il cui unico interesse è la liberazione della Palestina o almeno l’abolizione del blocco su Gaza.

Una nuova guerra farebbe tacere le voci che lo criticano. Quelle voci critiche sono diventate più forti nelle ultime due o tre settimane dopo che  l’organizzazione ha brutalmente disperso i manifestanti, – come evidenziato in un altro coraggioso rapporto del Centro palestinese per i diritti umani – ha imprigionato centinaia di persone in centri di detenzione non autorizzati e illegali.

L’organizzazione ha portato via i feriti dagli ospedali e li ha detenuti, ha fatto irruzione nelle case della gente e li ha imprigionati , ha torturato i detenuti e ne  ha   condannato decine e decine nei tribunali militari, nonostante fossero civili.

Una nuova guerra sarebbe il modo più efficace per prevenire nuove manifestazioni contro l’orribile sofferenza economica e mentale subita dagli abitanti della Striscia.

Potremmo quindi concludere che  il razzo lanciato lunedì  è il risultato di un piano cinico da parte della dirigenza di Hamas, una considerazione calcolata della risposta al fine di deviare la critica sulla crudeltà che ha mostrato verso la sua gente?

Oppure possiamo essere un po’ meno cinici: il razzo è stato una risposta al trattamento riservato ai prigionieri palestinesi da parte del Servizio penitenziario israeliano? In ogni caso, anche se questo fosse vero, non esiste una scusa pseudo-patriottica per gettare i residenti di Gaza, la metà dei quali ha meno di 17 anni, in una nuova guerra.

Qualsiasi guerra, o anche un’operazione militare, avviata da Israele sarebbe così dolorosa e mortale che il popolo palestinese, tra Giordania e Mediterraneo, e la diaspora la considererebbero totalmente sproporzionata rispetto al danno e allo shock causato da un solo razzo caduto su una casa in Israele.

 Il discorso automatico palestinese sarebbe di nuovo: abbiamo il diritto di difenderci; Hamas ha fatto bene a sviluppare armi che minacciano il cuore dell’entità sionista e abbiamo il diritto di rispondere alle incessanti sparatorie contro i nostri pescatori e agricoltori dei quali nessuno parla .

Deve esserci una risposta nazionalista all’uccisione e al ferimento di manifestanti disarmati o all’assedio, diranno.

Dichiareranno: “La legge internazionale ci permette di combattere l’occupazione” e altri slogan esausti.

Sono verità fondamentali (Israele in effetti attacca costantemente la Striscia di Gaza, a cominciare dalla crudele chiusura che impone) che  gli israeliani non ascoltano.

Non ci saranno discussioni sul fatto che il razzo lanciato lunedì abbia colpito civili israeliani e non un obiettivo militare. I palestinesi e Hamas ricorderanno che come Israele ha bombardato centinaia di case con i residenti all’interno perché ospitavano un uomo sospettato di appartenere ad una forza armata palestinese, così ogni casa israeliana è un obiettivo militare legittimo, perché qualcuno che vive lì è o è stato nell’esercito.

Il numero di civili che ci si può aspettare che Israele uccida in una nuova guerra è così grande, la sofferenza che potrebbe imporre all’intera popolazione di Gaza è così immensa, che qualsiasi protesta contro Hamas sembrerà insignificante. Non siamo solo noi, ma anche i palestinesi a unirsi quando salutano i loro eroi armati.

Quindi, governo di Israele, per favore, se non vuoi rafforzare Hamas, non lanciare una nuova guerra contro i due milioni di persone intrappolate nella Striscia di Gaza.

Per favore, israeliani, se credete che non si dovrebbe rafforzare Hamas, non spingete Netanyahu a lanciare ostilità. Non possiamo permettere che l’incubo terribile che gli abitanti di Gaza hanno sperimentato tre volte in 10 anni si ripeta.