Per una vera riforma dell’Autorità Palestinese

da:  Marwa Fatafta (2)

https://al-shabaka.org/briefs/neopatrimonialism-corruption-and-the-palestinian-authority-pathways-to-real-reform/Policy BriefPolitics

I palestinesi risulterebbero collocare la corruzione al secondo posto dopo la crisi economica, al di sopra anche della occupazione israeliana, vedendo i funzionari della Autorità Palestinese come gruppo elitario autoreferenziato lontano dalla lotta palestinese e dalle sofferenze quotidiane della popolazione.

Quali fattori di corruzione e clientelismo più evidenti, vengono citati :

  • l’assunzione da parte del Presidente dell’Autorità Palestinese sia del potere esecutivo che di quello legislativo, attraverso il controllo del Parlamento(1)
  • la norma che consente al Presidente di nominare il capo della Corte Suprema e il capo del comitato di vigilanza sui giudici
  • l’assenza di criteri per determinare assunzioni, salari e promozioni

Ne risultano decisioni e norme non condivise o largamente discutibili tra le quali

  • La legge sui cybercrime del 2017 che autorizza le autorità a bloccare i websites e divsorvegliare i social media ed i loro utenti. Dei palestinesi possono venire arrestati per aver espresso le loro visioni politiche e condannati fino a 15 anni.
  • Il pagamento dei salari a Gaza solo ai 50mila dipendenti della AP, per assicurarsene la fedeltà
  • Le spese di rappresentanza, quali il palazzo presidenziale su un terreno di 4700 mq, più altri 4000 di edifici ausiliari compreso un eliporto
  • L’accordo con Israele sul canale Mar Rosso-Mar Morto con le conseguenze sull’amministrazione delle risorse idriche per i palestinesi

Il modello di aiuti stipulato a Oslo fu quello neoliberista impostato su donatori esterni, cosa che ha danneggiato l’economia palestinese: l’agricoltura, già pilastro dell’economia palestinese, tra il 2001 e il 2005 ha ricevuto solo l’1% dei contributi da parte dell’AP, mentre l’85% è andato alla pubblica amministrazione. Il peso dell’agricoltura sul PIL di conseguenza è passato dal 13,3% nel 1994 al 5,9% nel 2011.

Mentre della riforma del sistema finanziario palestinese – e dei suoi danni politici- si è detto nell’articolo che precede, una vera riforma dell’Autorità Palestinese dovrebbe comportare almeno:

  • Decentramento e separazione dei poteri
  • Trasparenza orizzontale e verticale sia sugli aspetti di gestione amministrativa del territorio, che sui processi politici di interesse generale, avendo come riferimento le strutture di base realizzate nel corso della Prima Intifada
  • Perseguibilità e fine dell’impunità per i pubblici funzionari

(2) Marwa Fatafta, Ricercatrice palestinese, studiosa di problemi della governance, corruzione, trasparenza e dei movimenti della società civile nel mondo arabo

(1) Va rilevato l’annuncio da parte del Presidente Mahmoud Abbas dell’imminente scioglimento del Comitato Legislativo Palestinese, dominato da Hamas http://www.palestinemonitor.org/details.php?id=532ggja21964ypb1eioxfq

Traduzione e adattamento a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese