Violenza israeliana contro non violenza nell’attacco alla Freedom Flotilla 2018

dalla Testimonianza della dr.ssa Swee Ang,medico chirurgo ortopedico dell’ospedale St Bartholomew e del Royal London Hospital, medico di bordo della imbarcazione “al Awda” della “Freedom Flotilla” 2018

http://www.bocchescucite.org/testimonianza-della-dr-ssa-swee-ang-medico-di-bordo-della-imbarcazione-al-awda-della-freedom-flotilla-2018/, 6/8/18

L’intercettazione    Quella sera avevamo l’obiettivo di raggiungere Gaza. A bordo 22 persone, compreso l’equipaggio, con 15.000 USD di antibiotici e bende per Gaza. Alle 12,31 abbiamo ricevuto una chiamata – persa – da un numero che inizia con + 81 … Mikkel stava guidando la barca in quel momento. Il telefono ha squillato di nuovo con il messaggio che stavamo sconfinando nelle acque israeliane. Mikkel ha risposto che eravamo in acque internazionali e avevamo il diritto ad un “passaggio innocente” secondo le leggi marittime.

L’accusa di sconfinamento è stata ripetuta ancora e ancora con Mikkel che ripeteva il messaggio che stavamo navigando in acque internazionali. Questo è proseguito per circa mezz’ora, mentre al-Awda si trovava a 42 miglia nautiche dalla costa di Gaza. Prima dell’inizio di questa ultima tappa, avevamo trascorso 2 giorni a studiare azioni non violente e ci eravamo preparati in previsione dell’invasione israeliana della nostra barca.  Presto abbiamo visto almeno tre grandi navi da guerra israeliane all’orizzonte con 5 o più motoscafi (Zodiac) che sfrecciavano verso di noi. Quando gli Zodiac si sono avvicinati, ho visto che trasportavano soldati con mitragliatrici e che c’erano a bordo delle grandi mitragliatrici montate su un cavalletto che puntavano verso la nostra barca.

L’assalto     Dal mio punto di osservazione, il primo soldato israeliano è salito a bordo della cabina, è salito dalla scala della barca fino al piano superiore. La sua faccia era mascherata da un panno bianco e molti altri lo seguivano, tutti mascherati. Erano tutti armati di mitragliatrici e piccole macchine fotografiche sul petto.  Immediatamente hanno fatto irruzione alla timoneria superando la prima fila, torcendo le braccia dei partecipanti, sollevando Sarah e scaraventandola via. Joergen, lo chef, essendo grosso, prima di essere aggredito, è stato colpito col Taser. Hanno attaccato la seconda fila tirando sù Emelia, l’infermiera spagnola e rimuovendola, rompendo così la linea. Si sono quindi avvicinati alla porta della timoneria ed hanno colpito col Taser Charlie, il primo ufficiale, e Mike Treen che stavano ostacolando il loro ingresso nella timoneria. Anche Charlie è stato picchiato. Mike non ha ceduto al fatto di essere sottoposto a colpi di Taser negli arti inferiori, quindi è stato colpito col Taser al collo ed al viso. Più tardi ho visto il sanguinamento sul lato sinistro della faccia di Mike. Quando l’ho esaminato era semincosciente.

Hanno fatto irruzione nella timoneria tagliando la serratura, e spento con forza il motore e tolto la bandiera della Palestina prima di abbattere la bandiera norvegese e calpestarla.

……….siamo stati tutti perquisiti e ci è stato ordinato di consegnare i nostri telefoni cellulari, altrimenti li avrebbero presi con la forza. Questa parte della ricerca e della confisca era sotto il comando di una donna soldato. Oltre ai telefoni cellulari sono stati rimossi anche medicinali e portafogli. Nessuno ad oggi (4 agosto 2018) ha riavuto il proprio cellulare.

Sono andata ad esaminare Mike e Charlie. Charlie aveva recuperato conoscenza e i suoi polsi erano legati insieme con fascette di plastica. Mike stava sanguinando dal lato della sua faccia, ancora non completamente cosciente. Le sue mani erano strettamente legate insieme con le fascette e la circolazione alle dita era impedita e le sue dita ed il palmo della mano cominciavano a gonfiarsi. A questo punto, tutta la gente seduta sul pavimento ha urlato chiedendo che le fascette fossero tagliate. Mezz’ora circa più tardi le fascette sono state tagliate ad entrambi.

……….. Herman è stato obbligato ad entrare nella timoneria da solo. Divina, nota cantante svedese, nel frattempo si era liberata dal retro e si era messa davanti per guardare attraverso la finestra della timoneria. Ha iniziato a piangere ed urlare “Basta-basta stanno picchiando Herman, gli stanno facendo del male”: stavano lanciando Herman contro la parete della timoneria e picchiandogli il petto. Arne l’ingegnere ha rifiutato di riavviare il motore, così gli israeliani hanno portato Herman giù e lo hanno colpito di fronte ad Arne chiarendo che avrebbero continuato a colpire Herman se Arne non avesse riavviato il motore. Arne, che ha 70 anni, quando ha visto la faccia di Herman diventare color cenere, ha ceduto e ha avviato il motore manualmente.

Nella  prigione     Sapevo di avere circa duecento euro e stavano cercando di rubarlo. Ho chiesto la restituzione e ho rifiutato di lasciare la stazione fino a quando non me l’avessero dato. Stavo urlando per la prima volta. Ero felice di averlo fatto perché alcune altre persone erano state deprivate dei loro soldi. Il giornalista di Al Jazeera Abdul aveva tutte le sue carte di credito e 1.800 dollari da lui prelevati, così come il suo orologio, il suo telefono satellitare, il suo cellulare personale, il suo documento d’identità. Pensava che i suoi beni fossero custoditi con il suo passaporto ma quando è stato rilasciato per la deportazione ha amaramente appreso che gli veniva restituito solo il passaporto. Tutti i contanti e gli oggetti di valore non sono mai stati resi. Sono semplicemente svaniti.  Siamo passati di stazione in stazione in quella zona militare chiusa, spogliati e perquisiti più volte, spossessati di quanto avevamo fino a che alla fine non avevamo altro che i vestiti che indossavamo con nient’altro che un cinturino con un numero sopra. Sono stati rimossi anche tutti i lacci delle scarpe. Alcuni di noi hanno ricevuto delle ricevute per gli articoli portati via, ma io non ho avuto alcuna ricevuta. Siamo stati fotografati diverse volte e abbiamo visto due dottori. A questo punto ho saputo che Larry era stato spinto giù per la passerella e ferito ad un piede e spedito all’ospedale israeliano per il controllo. Il suo sangue era sul pavimento.  Avevo freddo e fame, indossavo solo una maglietta e pantaloni quando hanno finito con me. Il mio cibo è stato portato via; l’acqua è stata portata via, tutti gli oggetti personali compresi gli occhiali da lettura portati via. La mia vescica stava per esplodere, ma non ho avuto il permesso di andare in bagno.  Non mi è stato ancora permesso di andare in bagno, ma sono stata spinta nel cellulare, raggiunta da Lucia, l’infermiera spagnola, e dopo un po’ di attesa alla prigione di Givon.

Cina      Le guardie mi hanno chiamato “Cina”(la dott.ssa Swee Ang è di origine Singapore) e mi hanno trattato con estremo disprezzo. La mattina del 30 luglio 2018, il Vice Console britannico mi ha fatto visita. Una persona gentile l’aveva chiamato in riguardo alla mia situazione. E’ stata una benedizione, dopo sono stata chiamata “Inghilterra” e c’è stato un enorme miglioramento nel modo in cui “Inghilterra” è stata trattata rispetto al modo in cui lo è stato “Cina”.  Alle 6.30 del 31 luglio 2018, abbiamo sentito Larry urlare, dalla cella maschile, nel corridoio che aveva bisogno di un dottore. Era ovviamente in gran dolore e pianto. Noi donne abbiamo risposto chiedendo alle guardie di permettermi di andare a vedere Larry per potere essere in grado di aiutarlo. Abbiamo urlato “abbiamo un medico” e abbiamo usato i nostri cucchiai di metallo per colpire il cancello di ferro per attirare la loro attenzione. Mentendo, ci hanno detto che il loro medico sarebbe arrivato tra un’ora. Non ci abbiamo creduto e abbiamo ricominciato. Il dottore si è effettivamente presentato alle 4 del pomeriggio, circa 10 ore dopo, e Larry è stato mandato direttamente in ospedale.

Come se fossero i proprietari del Mar Mediterraneo    Noi, le sei donne a bordo di al-Awda, abbiamo imparato che hanno cercato di umiliarci e disumanizzarci completamente in ogni modo possibile. Siamo rimaste scioccate anche dal comportamento dell’Esercito israeliano, in particolare dal furto meschino e dal trattamento delle donne prigioniere internazionali. Gli uomini carcerati entravano regolarmente nella cella delle donne senza darci un preavviso per indossare i vestiti.  Hanno anche cercato di ricordarci la nostra vulnerabilità in ogni fase. Per quanto riguarda le acque internazionali, sembra che la questione non ci sia per la Marina israeliana. Possono dirottare e rapire barche e persone in acque internazionali e farla franca. Si sono comportati come se fossero i proprietari del Mar Mediterraneo. Possono rapire qualsiasi barca e rapire i passeggeri, metterli in prigione e criminalizzarli.   Non possiamo accettarlo. Dobbiamo parlare, contrastare questa illegalità, oppressione e brutalità. Eravamo completamente disarmati. Il nostro unico crimine secondo loro è che siamo amici dei palestinesi e volevamo portare loro assistenza medica.

La dr.ssa Swee Ang è medico chirurgo ortopedico dell’ospedale St Bartholomew e del Royal London Hospital