Scuole Palestinesi distrutte nella Palestina occupata

Il giorno prima dell’avvio dell’anno scolastico, le autorità israeliane hanno smantellato tre strutture scolastiche nell’area C della West Bank. Sono 55 le scuole che rischiano la demolizione in Cisgiordania  http://www.bocchescucite.org/cisgiordania-distrutte-3-scuole-le-ong-garantire-il-diritto-allo-studio/

25 agosto 2017   Due strutture educative nell’area C della Cisgiordania (il 59%, a totale controllo israeliano) sono state distrutte dall’Israeli Civil Administration (Ica, un corpo civile che ha il compito di attuare le politiche israeliane sui territori ma che è sotto il comando dell’autorità militare): si tratta della scuola elementare della comunità di Jubbet adh-Dhib, a est di Betlemme, e di quella della comunità beduina di Jabal al-Baba smantellate il giorno prima dell’inizio delle lezioni. La settimana scorsa l’esercito aveva rimosso i 10 pannelli solari e 12 batterie della scuola elementare di Abu Nuwar, installate un mese prima da una ONG con un finanziamento UE di €19,000, con la motivazione di assenza di licenza di installazione, rendendo le condizioni della struttura intollerabili per gli studenti. Lo rendono noto le quattro ONG Save the children, The Norwegian refugee council, Action against hunger e Gvc: “In totale sono 55 le scuole della West Bank su cui pende un ordine di demolizione da parte delle autorità israeliane”. E ancora: “in Cisgiordania i bambini affrontano rischi e minacce soltanto cercando di raggiungere la scuola, tra cui violenze e aggressioni da parte di coloni e soldati israeliani, attività militari dentro o vicino alle scuole, tempo perso a causa della chiusura di aree per motivi militari, ritardi nell’attraversare i checkpoint, minacce di distruzione e demolizione delle scuole stesse”. A Shufaat, campo profughi a Gerusalemme est, 15 mila bambini attraversano ogni giorno un checkpoint per poter andare a scuola.

Bambini di Jubbet adh-Dhib, est di Betlemme, hanno trovato la loro scuola distrutta

Nel contempo è a rischio demolizione anche la La Scuola di Gomme, realizzata da Vento di Terra Ong ad Khan al Ahmar,presso il confine con la Giordania, sostenuta negli anni dalla diplomazia internazionale, e in particolare dalle Agenzie ONU, una struttura senza fondamenta realizzata con pneumatici usati, progettata dallo studio Arcò di Milano, per fare fronte alla proibizione delle Autorità Israeliane di realizzare costruzioni in muratura nell'area C e alle specifiche esigenze locali.

Una struttura che per caratteristiche costruttive e materiali utilizzati, è considerata un esempio nell’ambito dell’architettura bioclimatica. La scuola è stata costantemente attaccata dal movimento dei coloni quale “minaccia all’esistenza dello stato di Israele”.

Il 14 settembre 2017 l’esecutivo israeliano presenterà alla Corte Suprema israeliana la propria posizione in merito alla demolizione richiesta dai coloni.

L’intenzione espressa dell’esecutivo israeliano è demolire la scuola e riallocare in tempi brevi gli alunni nel plesso di Al Jabal, distante una decina di chilometri.

Vento di Terra Ong e AssopacePalestina hanno lanciato un appello a personalità del mondo della politica, della cultura e dell’arte per chiedere al Governo Italiano e all’Unione Europea di intervenire per la difesa della Scuola di Gomme

La Scuola di Gomme di Khan al Ahmar,presso il confine con la Giordania