Giornalisti sotto attacco in Israele

Israele classificata  al 91° posto nel mondo per la libertà di stampa

Charlotte Silver, 2 agosto 2017  https://electronicintifada.net/blogs/charlotte-silver/surge-israeli-attacks-journalists

Nel corso delle due settimane di manifestazioni non violente contro il tentativo di Israele di impossessarsi della spianata delle moschee vi è stata da parte delle forze Israeliane un’ondata repressiva  nei confronti dei giornalisti che relazionavano sulle proteste Palestinesi. La polizia ha impedito ai giornalisti l’entrata nella città vecchia mentre ciò veniva consentito a turisti ed a coloni. E’ ormai la regola che truppe e polizia israeliana attacchino giornalisti e fotografi Palestinesi nel corso di manifestazioni, ma questa volta l’aggressione ha riguardato anche giornalisti di media maistream israeliani ed internazionali.

L’ Associazione per i Diritti Civili israeliana ha rilevato di diversi giornalisti ed operatori di Sky News, Reuters, Al Jazeera and RT feriti dalle forze israeliane, colpiti da pallottole ricoperte e da assordanti, picchiati od obbligati ad allontanarsi.

Anche dopo la fine delle manifestazioni sono proseguiti gli attacchi alla stampa: il 29/, tre giorni dopo la fine delle manifestazioni, soldati isreaeliani hanno fatto irruzione nei locali di organizzazioni dell’informazione ospitate negli uffici di PalMedia a Ramallah, negli uffici di Al-Quds TV e delle radio libanesi Al-Mayadeen and Al-Manar, come di RT, con la motivazione di “incitamento”, requisendo documenti e materiali, riferisce to Ma’an News Agency.

Su 180 stati di cui viene valutato il grado di libertà di stampa nel 2017 Reporters Sans Frontiers (https://rsf.org/en/ranking) pone l’Arabia Saudita al 168 posto, Bahrain al 164, Egitto al 161 e Giordania al 138 mentre Israele è al 91.

Israele cerca di chiudere Al Jazeera : prende esempio dalle dittature arabe http://mondoweiss.net/2017/08/jazeera-country-dictators/

8 Agosto  Il ministro delle comunicazioni israeliano Ayoub Kara intende chiudere l’ufficio di Al Jazeera impedendo le trasmissioni e revocando le credenziali di servizio stampa alla rete di Doha. Kara l’ha accusata di essere “strumento dello Stato Islamico” e di aver relazionato in modo scorretto sui fatti relativi alla spianata delle Moschee. Al Jazeera Media Network ha denunciato tale decisione che segue ad analoghe dichiarazioni di Netanyahu. Altri ministri avevano fatto dichiarazioni analoghe dopo che  un gruppo di coloni aveva fatto un'incursione  dentro gli uffici di Al Jazeera.

Ciò da seguito alle azioni di un numero di Paesi Arabi del Golfo (Saudi Arabia, UAE, Bahrain, Egypt, e Giordania) che hanno chiuso gli uffici di Al Jazeera, di cui hanno spento le trasmissioni via cavo e via satellite e bloccati siti web “Ci identifichiamo con i moderati del Mondo Arabo che combattono il terrorismo e l’estremismo religioso” dichiara Kara al Jerusalem Post.

Con questa azione, commenta Marwan Bishara di Al Jazeera, “Israele prende esempio dalle dittature arabe” mentre Amnesty lo considera un attacco sfrontato alla libertà di espressione in Israele e nella palestina Occupata.

Mark Levine, professore di Storia del Medio Oriente all’Università di California valuta che prendersela con Al Jazeera possa anche essere una mossa di  Netanyahu per distrarre l’opinione pubblica dalle vicende di corruzione per le quali cui sta rischiando l’incriminazione.

Israele prende esempuio dalle dittature arabe del Golfo