I russi della “ondata Putin” stanno abbandonando Israele

Liza Rozovsky Apr 15, 2017

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La cosidetta Putin aliah, l'ondata migratoria Putin, è un termine che in Israele si riferisce a quei russi appartenenti alla classe media che hanno lasciato la Russia in anni recenti a causa del peggioramento delle loro condizioni di vita sotto Putin. Per molti di loro, Ebrei o di ascendenza ebraica, Israele ha costituito una naturale soluzione sopratutto per via dell'acquisizione immediata della nazionalità. (I russi, detti rusim, di origine più o meno ebraica, sono quasi un sesto della popolazione israeliana, NdT)

Tali motivazioni furono anche quelle dell’immigrazione dei russi degli anni ‘90 ma con la differenza che per costoro, provenendo da situazioni di guerra fredda e di cortina di ferro, la emigrazione in Israele era vista allora come una decisione definitiva e senza ritorno.

Per la più recente ondata immigratoria russa,  specie per coloro che sono arrivati a seguito del fallimento dei movimenti di protesta in Russia seguiti alle elezioni parlamentari del 2011 e del 2012 ed a seguito dell'annessione della Crimea e l'inizio della guerra nell'Ucraina orientale, la realtà in Israele risulta assai diversa dalle attese. Coloro che ne avevano le possibilità non hanno dismesso attività e mestieri che potevano essere gestiti alla distanza e non hanno in fondo mai considerato di voler essere Israeliani per sempre e ad ogni costo.

Per molti di questa mini-ondata migratoria si è trattato di una doccia fredda, hanno preso in considerazione altre opportunità che venivano loro offerte e se ne sono andati. Alcuni sono ritornati in Russia, altri se ne sono andati in altri paesi diversi dalla Russia.

La immigrazione verso Israele nel 2016 è calata del 12%

 Trad. e sintesi di Claudio Lombardi