Circoncisione: quando i neonati etiopi e sudanesi sono utilizzati come cavie

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da Haaretz, 1 dicembre 2016

Una registrazione video mostra questo rabbino, che è stato riconosciuto in Israele, dichiarare di avere falsificato le qualifiche per i suoi studenti inviandoli a circoncidere nuovi nati in famiglie etiopi senza nemmeno accompagnarli.

“Perchè esercitarsi su queste famiglie? “ha domandato il giornalista a Asulin. “Non hanno né padre né madre, per cui qualunque cosa tu faccia non sarà un problema. Ha capito? Se tagli di traverso, non diranno nulla perché non capiscono niente.” Queste famiglie che praticano la circoncisione non sempre lo fanno per motivi religiosi, ma piuttosto culturali e, secondo Asulin, sono facili da ingannare. Incoraggia i suoi studenti a presentarsi alle famiglie etiopi e sudanesi fingendosi qualificati a praticare la circoncisione, mentre in realtà sono inesperti.

“Perché tutti quanti vanno da loro? Perché è lì che si impara. Sono carne da cannone, come si suol dire,” dice Asulin. E quest’ultimo si fa pagare un prezzo molto alto dai suoi studenti per “insegnare” loro la circoncisione .

Dice il rapporto che Asulin non è il solo a incoraggiare i propri studenti a imbrogliare le famiglie povere. Conversazioni registrate tra circoncisori delle città di Petah Tikva, Bat Yam e Rishon Lezion hanno dimostrato che questa pratica è diffusa, come rivela lo stesso rapporto.

L’indagine è stata condotta da Kan, un nuovo canale televisivo, afferma il quotidiano Haaretz.

Da Haaretz, trad. Simonetta Lambertini – Invictapalestina.org