Quando l’erba dei vicini è quella di Israele

Comunicato stampa della Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Roma 12 aprile 2016

In relazione all’annuncio che il paese ospite della trasmissione televisiva di Beppe Severgnini “L’Erba dei Vicini” di giovedì 14/4 sarebbe stato Israele, La Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese ha postato sul profilo facebook della trasmissione la seguente lettera indirizzata al conduttore:

Saremo in tanti e tante giovedì prossimo, dr. Severgnini, a seguire la sua trasmissione con interesse ed attenzione particolari, perché il vicino di turno sarà Israele. E’ ben evidente che un conto è confrontarsi poniamo con Olanda o Francia, altro conto è che il confronto sia con Israele. Olanda e Francia, come del resto, nel suo piccolo, anche l’Italia, hanno un pesantissimo passato coloniale di cui possono rispondere ormai solo dinnanzi alla Storia; Israele invece ha un pesantissimo presente coloniale del quale, se un giorno risponderà alla Storia, oggi deve/dovrebbe rispondere alla Politica, ai Tribunali Internazionali ed alle opinioni pubbliche di tutto il mondo.

Nella trasmissione saranno ovviamente presentate le eccellenze di Israele. E ne ha senza dubbio: sul piano tecnologico, scientifico, artistico, economico, degli armamenti (!), dell’agricoltura, etc. Sarebbe assurdo non presentarle. Ma sarebbe altrettanto assurdo non presentare Israele anche come paese occupante, che mantiene la Cisgiordania sotto una ferrea occupazione, ha posto sotto assedio la Striscia di Gaza - dove un milione e ottocentomila persone manca di tutto – ed ha costruito le proprie eccellenze ed il proprio benessere anche grazie a più di mezzo secolo di confische, espropri e accaparramento di risorse dei territori che occupa.Si parlerà probabilmente delle efficacissime misure di sicurezza che Israele può vantare e del suo diritto di difendersi, ma si dovrebbe parlare anche del diritto del Popolo Palestinese di difendersi e ribellarsi all’invasore e di pretendere di vivere in libertà e dignità, cosa che gli è negata. Altrimenti all’opinione pubblica si darebbe di Israele una visione non solo parziale, ma distorta ed il confronto sarebbe falsato. Come si falserebbe la realtà se si tacesse che all’interno di Israele, persino tra gli alti gradi delle forze armate e nella diplomazia, sono molti gli oppositori e i critici del governo per la politica nei confronti dei Palestinesi e che non solo in Israele si sta sviluppando un’opposizione ebraica al sionismo.

Confidiamo,dunque, dr Severgnini, che saranno presentati tutte e due i volti di Israele, quello di cui si vanta e quello che cerca di nascondere. Ci aspettiamo, per fare un esempio, che a proposito del vanto israeliano di aver fatto fiorire il deserto non si taccia che la fioritura è dovuta all’acqua che l’impresa di Stato Mekorot capta dalle sorgenti palestinesi e trasporta negli insediamenti israeliani, sottraendola ai villaggi palestinesi ai quali ne vende poca e a prezzo più alto che alle utenze israeliane. Tutto ciò in conclamata violazione del diritto internazionale.

A proposito di violazioni del Diritto Internazionale tenga conto – e ne informi i telespettatori – che Israele ha collezionato ben 87 Risoluzioni di condanna da parte dell’Onu, che anche il Parlamento Europeo con la Risoluzione del 5 luglio 2012 ha ribadito che gli insediamenti dei coloni israeliani sono illegali, che il IV Comma dell’articolo 8 dello Statuto della Corte Penale Internazionale dichiara “crimini di guerra” le modalità con le quali Israele costruisce le colonie. E potremmo continuare a lungo. Glielo chiediamo perché solo un­a opinione pubblica bene informata può influire efficacemente sulle istituzioni nazionali ed internazionali affinché si adoperino per far cessare l’occupazione israeliana che è condizione indispensabile per portare pace e giustizia nella delicatissima area geografica del Medio Oriente.

Buona ed equilibrata trasmissione.

Per la Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese: Manca - Rete Radié Resh; Anna Farkas - US Citizens for Peace & Justice; Carla Razzano – Donne in Nero; Loretta Mussi – BDSRoma; Marco Ramazzotti Stockel – Ebrei Contro l’Occupazione; Meri Calvelli - Centro di Scambi Culturali Italo Palestinese VIK – Gaza; Nino Lisi – Per Non dimenticare Gaza; Rossella Palaggi – AssoPace Palestina; Alessandra Capone, Flavia Donati, Franco Speranza, Luisa Moruzzi, Marco Di Renzo, Noemi Colombo, Paola Slaviero, Rossana Platone

Come poi si è visto, la trasmissione è stata tutto men che equilibrata: La partecipazione di Moni Ovadia, come scrive Rossella Gori, è stata solo una ciliegina, a fronte di Ramallah e tutta la Palestina considerate parte di Israele, soldati e soldatesse da soap-opera e nessun accenno alla brutalità delle demolizioni, degli abusi, delle violenze dell'occupazione.(NdR)