Il terrore al servizio dell'immigrazione ebraica

Haaretz, 12.01.2015

http://www.haaretz.com/opinion/.premium-1.636526

I palestinesi sostengono che l'operazione terrorista nel supermarket kosher, che si dice sia stata fatta a loro nome, ha solo causato loro un ulteriore danno.

di Amira Haas

 

Solo poche ore dopo gli omicidi di Charlie Hebdo a Parigi, la teoria che il Mossad fosse dietro l'attacco terroristico si è diffusa  tra i palestinesi. L'obiettivo sarebbe quello di convincere la Francia che l'Islam è il problema, e che quindi dovrebbe dimenticare l'occupazione israeliana.
Adottare la  teoria del complotto ha permesso alle persone di navigare tra due poli: hanno espresso disgusto per gli omicidi, ma evitato di condannare le motivazioni fornite dagli assassini (proteggere l'onore dell'Islam e del profeta Maometto) e le probabili motivazioni reali, ovvero la discriminazione e il razzismo contro i non-bianchi all'interno della Francia.
I palestinesi non possono che identificarsi con altre vittime di discriminazione e razzismo. Ma sentono anche da vicino, e personalmente, la paura dei conflitti interni arabi e il terrore delle  organizzazioni islamiche . È facile contare le dozzine di palestinesi vittime dello stato islamico, ma è difficile quantificare la continua paura di tutti i palestinesi per il benessere delle loro famiglie, amici e conoscenti in Siria, Libano e Giordania - vittime di quelle stesse guerre interne, del terrore, della brutalità - e, nelle ultime settimane, per le vittime del freddo fra i profughi. Pertanto i due sentimenti polari opposti sono l'essenza dell'opinione palestinese sugli eventi di Parigi.

In teoria, dopo l'attacco terroristico al  supermercato kosher Hyper Cacher a Porte de Vincennes e l'omicidio di quattro ebrei francesi (di origine nordafricana, almeno due di loro avevano "un aspetto arabo"), la teoria del complotto è stata minata, ma  poi sono arrivate le dicharazioni che Israele avrebbe incoraggiato l'emigrazione degli ebrei di Francia ed Europa in Israele e la teoria del complotto ha ricevuto una spinta: l' attacco è  finalizzato agli interessi sionisti e colonialisti.
Fino a che punto questa teoria abbia preso piede tra i palestinesi è difficile da stimare. Nel frattempo, non solo il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha condannato e ha inviato le sue condoglianze, ma lo ha fatto anche Hamas. L'Organizzazione di Liberazione della Palestina e le organizzazioni non governative in Cisgiordania, tra cui il sindacato dei giornalisti, hanno organizzato un raduno di massa  domenica pomeriggio per "solidarietà con la Francia, la nazione amica, contro il terrore". E il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha detto che questo terrorismo è eretico e sta danneggiando l'Islam più di qualunque vignetta o libro.
Nella stessa misura i palestinesi possono rendersi conto che l'operazione terroristica al supermercato kosher, effettuata apparentemente a loro nome, sta facendo loro solo del male. L'immigrazione di massa degli ebrei in Israele non solo avvantaggia l'equilibrio demografico, ma permette e giustifica il controllo di più terra palestinese su entrambi i lati della Linea Verde.  Al loro arrivo riceveranno  diritti che sono negati ai palestinesi.
Per esempio: gli ebrei di Francia potranno vivere a Gerusalemme e continuare a mantenere la cittadinanza francese. Allo stesso tempo Israele ha ritirato lo status di residenza ai palestinesi di  Gerusalemme che per motivi di lavoro o di famiglia hanno acquisito uno status permanente in altri paesi. In pratica vengono espulsi dal paese. Un Ebreo francese può avere due case in Israele e un' altra in Francia. Un palestinese che vive in Area C con la sua famiglia  ed ha  anche una casa nella zona A, è condannato all' espulsione dalla sua casa in Area C. Così l'Occidente che consente agli ebrei di tenere la doppia cittadinanza, è un partner nella discriminazione e nell' espulsione dei palestinesi.
Palestinesi (e altri arabi) che si dividono tra sostenitori del regime in Siria e suoi oppositori sono unanimi su una questione: l'Occidente, l'imperialismo occidentale e gli stretti alleati degli Stati Uniti - il Qatar e l'Arabia Saudita - contribuiscono a creare il disastro: sostengono regimi arabi repressivi  e, attraverso il sostegno indiretto e diretto, milizie e movimenti terroristici che operano in nome dell'Islam  interpretandolo in modo  sempre più stravagante e omicida. L'obiettivo: consentire il controllo occidentale sulle risorse petrolifere, garantire il continuo ciclo economico redditizio (armi  e,  dopo la distruzione, la  ricostruzione), garantire sempre il benessere e la sicurezza di Israele.
L'attenzione globale che si è concentrata sui morti a Parigi rafforza la teoria palestinese in particolare e terzomondista in generale: per le  potenze occidentali, quando si tratta di politica, la vita dei non-bianchi non è presa  in considerazione, conta solo il benessere e il comfort dei bianchi, includendo tra questi ebrei e israeliani.
E qui, ancora una volta  il confronto è  inevitabile: gli ebrei, con uguali diritti in Francia e con uno stato economico e sociale confortevole, spaventati per gli  attacchi da parte dei musulmani, saranno accolti a braccia aperte in Canada, e forse in altri paesi occidentali, non solo in Israele. Profughi palestinesi in Siria la cui vita è in pericolo ogni momento non hanno un posto dove rifugiarsi. L'Europa  ha accettato solo una manciata di loro.  Non un solo leader occidentale a quanto pare  chiede che Israele permetta ai rifugiati palestinesi della Siria di poter raggiungere i familiari in  Cisgiordania, o nella stessa Israele .
I cittadini di Francia di origine arabo-musulmano del Nord Africa  sono sensibili a questo tipo di discriminazione europea  e la considerano  un approccio colonialista. Sia la Francia che  l'Europa devono capire che la continua espulsione e espropriazione dei palestinesi costituisce una parte centrale del problema: una politica veramente aggressiva contro l'occupazione israeliana è parte della soluzione.
Tweets di Amira Hass a Hass_Haaretz
 
Sintesi e traduzione a cura di "Frammenti vocali  in Medio Oriente: Israele e Palestina"
http://frammentivocalimo.blogspot.it/2015/01/amira-hass-il-terrore-al-servizio.html