Resistenza popolare nonviolenta

http://www.unponteper.it/palestina-raccontare-la-resistenza-popolare-nonviolenta/

Sei mesi, 26 interviste ufficiali, momenti informali di incontro e dialogo, come accade quando si vive a lungo all’interno di una comunità: è questo il lavoro svolto da Un ponte per…, che ha portato all’elaborazione della ricerca sulla resistenza popolare nonviolenta palestinese presentata il 17 novembre. “Emerging Nonviolent Civil Society Actors in the Euro-Mediterrenan Region” è una ricerca di Chiara Moroni, volontaria di Un ponte per…,realizzata nell’ambito di un progetto di cooperazione dell’International Institute for Nonviolent Action (NOVACT), con il sostegno dell’Unione Europea e grazie al lavoro congiunto con i nostri partner del Palestinian Popular Struggle Coordination Committee (PPSC).  Un lavoro importante, utile a comprendere quello che è accaduto nell’ultimo decennio nei Territori palestinesi occupati. Nei suoi villaggi, i tanti che a partire dal 2004 hanno intrapreso la strada della resistenza popolare nonviolenta all’occupazione militare israeliana, all’esproprio delle terre per la costruzione del muro dell’Apartheid, alla militarizzazione del territorio, così come ha raccontato Mohammed Khatib a Lucca nel corso della Giornata ONU 2014. Comunità che hanno resistito alla violenza dell’esercito israeliano con risposte creative, organizzate dal basso, in cui un ruolo di primo piano è stato assunto molto spesso dalle donne (come nel caso di NabiSaleh) e dei bambini. Villaggi in cui si è imparato ad utilizzare come “arma” una macchina fotografica o una telecamera, “rifiutando di morire in silenzio”, come spiega lo slogan del Comitato di Al Mufaqqara, nelle colline a sud di Hebron.