Un Hamas in crisi cerca l'unità nazionale

Nena News
10.10.2013
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=88216&typeb=0&Un-Hamas-in-crisi-cerca-l'unita-nazionale

Un Hamas in crisi cerca l'unità nazionale

Meshaal fa appello a Fatah per una sollevazione popolare congiunta per riprendere il controllo di Gerusalemme. E a Gaza negozia con i salafiti.

di Emma Mancini

Betlemme, 10 ottobre 2013, Nena News - Un Hamas indebolito cerca nelle altre fazioni palestinesi nuova forza. Ieri il leader del movimento islamista, Khaled Meshaal, da Ankara ha fatto appello all'unità per contrastare l'occupazione israeliana. Meshaal si è rivolto direttamente all'Autorità Nazionale Palestinese, chiedendo alla leadership di Ramallah di abbandonare il negoziato in corso con Israele per lanciare insieme una nuova sollevazione popolare. Obiettivo: la liberazione di Gerusalemme.

       Manifestazione del partito salafita a Gaza (Foto: Abed Rahim Khatib/Flash 90)

 "Proteggere Gerusalemme e la Moschea di Al Aqsa dalla giudaizzazione, la demolizione e la divisione dovrebbe essere un obiettivo nazionale comune - ha detto Meshaal - Dobbiamo dire ai noi stessi, alle future generazioni e al mondo che Gerusalemme è l'essenza della causa e del conflitto ed è il simbolo storico, politico, religioso nazionale".

Liberare Gerusalemme. Come? Secondo Hamas, attraverso una forza militare araba, islamica e palestinese che riassuma il controllo della Città Santa. Ma non solo: a muoversi non dovrà essere solo il mondo arabo, ma anche il popolo palestinese, guidato da una leadership unita. Una sorta di Terza Intifada regionale.

Meshaal ha lanciato il suo appello dalla Turchia, dove si trova per un incontro con il premier Erdogan: Hamas deve lasciare il Qatar, dove aveva spostato il suo ufficio politico in esilio, e ora cerca una nuova sistemazione. Dopo aver abbandonato il vecchio alleato siriano ed essere stato ripudiato dalla Giordania, il movimento palestinese è alla caccia di nuovi alleati nella regione.

Un'impresa resa sempre più difficile dalla caduta dell'Islam politico in Egitto, principale sponsor di Hamas che sta vivendo una serie crisi interna. Tanto da cercare la riconciliazione non solo con Fatah, ma anche con i salafiti di Gaza. Secondo quanto riferito dal leader del gruppo, Abu Abdullah Al-Maqdisi, si è aperto il dialogo tra i due movimenti islamisti, dopo mesi di tensioni. A fare da intermediari sarebbero alcuni leader religiosi dal Qatar e dal Kuwait, il cui obiettivo è una riconciliazione politica che ponga fine agli scontri (anche fisici) tra le due fazioni.

Secondo fonti interne, i due partiti stanno discutendo sulla base di un'agenda di otto punti, tra cui il cessate il fuoco da parte salafita, la creazione di un comitato congiunto che risolva eventuali dispute e il riconoscimento della libertà dei salafiti di fare politica ufficiale e di gestire organizzazioni sociali, civili e religiose.Tra le richieste del gruppo c'è anche la restituzione delle armi confiscate e il rilascio dei detenuti politici, condizioni che Hamas non intende però soddisfare.

Negli ultimi anni, Hamas ha lanciato numerosi attacchi ai gruppi salafiti gazawi, uccidendo anche alcuni membri della leadership, nel timore che il loro estremismo finisse per indebolire il governo de facto della Striscia. Da parte loro i salafiti accusano Hamas di essersi troppo ammorbidito e di aver abbandonato la via della resistenza firmando il cessate il fuoco con Israele. Nena News