Il minore dei mali possibili

Weizman Eyal – Il minore dei mali possibili

Nottetempo – 2013

                    

 

<<Da sant’Agostino a Leibniz, da Voltaire a Hannah Arent, l’idea del “male minore” ha percorso il pensiero morale occidentale, tra critiche e parodie. Oggi è entrata di prepotenza nella storia e nella pratica dei conflitti, nel diritto umanitario e nelle istituzioni che dovrebbero salvaguardarlo. Dalla carestia etiope del 1984 agli assedi israeliani in Palestina, dai bombardamenti intelligenti in Iraq alla guerra dei droni, gli apparati militari, il diritto internazionale, la politica e il mondo degli operatori umanitari stringono ambigue alleanze in nome della definizione del “minore dei mali possibili”. E, come in un laboratorio, le vittime si trovano a essere calcolate, a tutela di un bene residuale, in base ai parametri “accettabili” di una violenza modulata e preventiva di un male maggiore.

L’architetto e teorico israeliano Eyal Weizman dispiega la mappa degli orrori contemporanei, dei loro eufemismi e della paradossale strategia etica della “necro-economia”: guerre umanitarie, equazioni per il calcolo dei morti civili, vittime collaterali, distruzioni pianificate.>>

Eyal Weizman, architetto e teorico israeliano, insegna al Goldsmiths College di Londra, dove dirige il Centre for Research Architecture e il progetto Forensis Architecture. Tra i suoi libri tradotti in italiano ricordiamo Architettura dell’occupazione (2009) e il Male minore, edito da nottetempo nel 2013