Il piano ferroviario israeliano per la West Bank dovrà affontare centinaia di difficoltà

Haaretz.com
25.07.2013
http://www.haaretz.com/news/national/.premium-1.538043

 

Il piano ferroviario israeliano per la West Bank dovrà affrontare centinaia di difficoltà.

 

Il piano mira a rafforzare il collegamento di Israele con le colonie, ma è improbabile che, nei prossimi due o tre anni, sarà realizzato lo scavo del tunnel attorno alle città di Hebron, Ramallah e Nablus. 

di Amira Hass

Il grandioso progetto ferroviario della West Bank che è stato approvato questa settimana dai funzionari della difesa è confezionato su misura per i coloni ebrei, ora e nel futuro, non per palestinesi della West Bank. Il piano, che ha la pretesa di fornire una rete ferroviaria regionale, è stato spinto dal ministro dei trasporti Yisrael Katz. Questo è il ministro che, di recente sul sito Walla, ha dichiarato che “uno stato palestinese è inaccettabile, soprattutto a causa del nostro diritto a questa terra.”
                

 

Sono già stati investiti svariati milioni di NIS in questo progetto che prevede un tracciato di 473 chilometri e 30 stazioni su 11 linee, con lo scopo di collegare città e regioni, e a loro volta le città e le regioni con la Giordania e la Siria. 

Il piano non è nuovo. Il 24 maggio 2005, l’Amministrazione Civile del Ministero della Difesa promosse un piano generale realizzato dalla divisione infrastrutture delle ferrovie israeliane. Il piano, presentato nel maggio 2011, fu destinato a “creare continuità tra le linee ferroviarie all’interno della Linea Verde e quelle previste per la Giudea e Samaria.” 

In altre parole, per giustificare l’enorme investimento, il piano mira a rafforzare ulteriormente il legame tra città israeliane e colonie nella West Bank e per incoraggiare gli ebrei a vivere in quest’ultima. Anche se i palestinesi utilizzano la rete ferroviaria, il percorso, come le strade della West Bank, è stato progettato secondo le esigenze della popolazione ebraica. Non considera il fatto che la West Bank è parte dello Stato palestinese riconosciuto dalle Nazioni Unite. 

L’invito dei progettisti all’Autorità Palestinese di prendere parte alla pianificazione è ingannevole. Diversi piani infrastrutturali modesti e molto più urgenti che l’AP vuole fare avanzare hanno accumulato polvere per anni nelle Commissioni dell’Amministrazione Civile o sono stati respinti. L’Autorità Palestinese non è stata invitata come futuro governo di uno stato confinante, ma piuttosto per ritrarlo come recalcitrante. 

Innumerevoli discussioni 

Da nessuna parte il piano può essere prossimo alla realizzazione né può giungere a questa fase, ma fornirà un sacco di posti di lavoro e farà ritenere ai burocrati dell’amministrazione che siano indispensabili. Questi funzionari dovranno sopportare le innumerevoli discussioni su tutte le eccezioni che saranno presentate. 

Con il bilancio che si assottiglia, l’AP dovrà reclutare ancor più avvocati e pianificatori per presentare queste obiezioni dei villaggi e delle città poste lungo il tragitto proposto. Gruppi israeliani per i diritti umani parteciperanno probabilmente a queste proteste o presenteranno loro proprie obiezioni, come potrebbero alcuni partiti politici e un coraggioso gruppo ambientalista. 

Gli attivisti metteranno in guardia tutte le imprese internazionali che producono parti per le linee o le vetture dal cooperare con l’occupazione. Se l’Europa aveva bisogno di una spinta per mettere in atto le sue direttive sulla non cooperazione con le colonie e le aziende ad esse collegate, ha ottenuto il giorno giusto. 

La proposta deve essere presentata in un mese. Le obiezioni lo devono 60 giorni dopo; cioè, tre mesi. Ci sono precedenti per la presentazione di decine di migliaia di eccezioni ai piani generali, come nel caso del piano edilizio Safdie ad ovest di Gerusalemme. Un piano di fabbricati a Kalansua (in Israele) ne ha ricevute 1.700. Tutti i dissenzienti sono stati invitati giovedì per una discussione. 

Anche se saranno presentate solo 1.000 eccezioni al piano ferroviario, la loro lettura e il dibattito porterà via mesi, se non anni. Anche se l’ufficio centrale di pianificazione (tutti gli israeliani) approverà il piano, senza dubbio i dissenzienti faranno appello alla Corte Suprema di Giustizia, che necessiterà di tempo per studiare i particolari. E’ quindi improbabile che nei prossimi due o tre anni vengano scavati tunnel nelle colline dei dintorni di Hebron, Ramallah e Nablus. 

Ma poiché questo piano è stato approvato solo giorni dopo che il Segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry, ha annunciato la ripresa delle trattative per la creazione di uno Stato palestinese, esso solleverà solo seri dubbi sulle vere intenzioni di Israele. Questo si verificherà anche tra gli osservatori più ottimisti – coloro che tendono a prestare fede alla dichiarazioni del primo ministro Benjamin Netanyahu. 

(tradotto da mariano mingarelli)