Scommessa assurda

Nena News
20.07.2013
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=81711&typeb=0&Illogical-Wager 
 

Da al-Arab al-Yawm
tradotto dall’arabo da Mideast Mirror Ltd
 

Scommessa assurda.
Oggi, a Gaza, i giovani, donne e uomini, sognano di una propria edizione della rivoluzione egiziana del 30 giugno che li liberi dalle pressioni fatte sulla loro vita personale in nome della religione.
 

di Nahed Hattar

Hamas ha scommesso sulla caduta del regime nazionalista e laico del presidente Bashar al-Assad a favore di un regime islamista controllato dalla Fratellanza Musulmana . Questa scommessa era assurda fin dall’inizio. Nessun’altro regime alternativo, non importa di che tipo, avrebbe fornito ad Hamas quello che gli ha messo a disposizione il regime baathista. Inoltre la scommessa risultava suicida sia nella premessa che nel suo successivo decorso. Nessun’altro regime siriano alternativo, non importa di quale impostazione ideologica, si sarebbe costituito se non all’interno dei termini dettati dall’alleanza U.S./Paesi del Golfo – in altre parole, all’interno di un quadro di pace con Israele sulla base delle precondizioni israeliane.

E’ buona fortuna della Palestina come pure per i rimanenti combattenti per la resistenza all’interno di Hamas, che questi abbia perduto la sua scommessa suicida. Purtroppo, però, l’ha persa insieme alla fiducia di Damasco e alla simpatia della maggioranza dei siriani i cui cuori feriti rammentano ancora l’immagine di Khalid Mish’al [Capo del comitato centrale di Hamas] avvolto nella bandiera del mandato francese della Siria [il vessillo adottato dall’opposizione siriana] . E l’uso da lui fatto del termine ‘Sultano’ riferendosi a [Primo Ministro turco] Recep Tayyip Erdogan continua a riecheggiare nelle loro orecchie. Parlare delle opzioni di Hamas è importante per coloro che fanno politica, ricerche e per i mezzi di informazione. Ma non ha alcun valore in un più ampio spazio sociale e culturale. Il parlare di Hamas è rimasto ostile alla Siria, ha crivellato di ferite il suo caldo grembo, che gli aveva offerto tutto senza chiedere nulla in cambio. Premesso ciò, che spazio e quale futuro c’è per Hamas in Siria? 

Hamas si è rallegrato dell’ascesa della Fratellanza Musulmana in Egitto. C’era da aspettarselo; dopo tutto, Hamas stessa è un’organizzazione della Fratellanza. Inoltre, ha sperato nella presidenza della Grande Sorella [d’Egitto] per compensarlo della perdita della Siria, suprattutto da quando l’Emirato di Hamas [Gaza] si trova a confinare con la nuova autorità della Fratellanza in Egitto. 

Mi limiterò a giustificare una tale aspettativa come ingenuità, per non dire di più. Perché, una presidenza dominata dalla Fratellanza, il cui presupposto internazionale e regionale primario consiste nel sostenere gli Accordi di Camp David, era possibile portasse in Egitto a un qualche mutamento nelle politiche nei confronti della causa palestinese? Ciò che è successo è stato l’esatto contrario. Il regime della Fratellanza Musulmana in Egitto ha costretto Hamas a sottostare per un qualsiasi accodo internazionale alle richieste di Israele, ha vietato qualsiasi attacco armato di resistenza e trasformato i combattenti della resistenza in una forza di polizia che bersaglia le moderne acconciature sportive dei giovani di Gaza e controlla dappresso l’applicazione del divieto di una qualsiasi commistione di sessi nelle scuole elementari.
                             

 

Invece di essere Hamas a fare affidamento sul regime della Fratellanza in Egitto per i suoi progetti palestinesi, la situazione si era capovolta. E’ Hamas che si è trasformato in uno strumento della Fratellanza nei progetti egiziani di quest’ultima. Mentre ci sono molti dubbi sulle azioni attribuite ad Hamas a sostegno di questo progetto, è del tutto chiaro che si è trovato completamente immerso nel conflitto inter-egiziano. Il risultato è che la rivoluzione del 30 giugno contro la Fratellanza Musulmana ha rivelato una forte ondata di ostilità nei confronti di Hamas, col dilagare di fiotti accuse contro il movimento. 

Oggi, a Gaza, molti giovani, uomini e donne, sognano di una propria edizione particolare della rivoluzione egiziana del 30 giugno che li liberi dalle pressioni fatte sulla loro vita personale in nome della religione! Molte forze sociali e politiche di Gaza aspirano oggi a liberarsi della dittatura che preme pesantemente sui loro petti. 

Hamas ha messo tutto quello che possiede nel cestino del Qatar, nell’illusione che, di conseguenza, si sarebbe trovato al centro della gestione di un progetto regionale. Ma questo è rapidamente svanito nell’isolamento crescente che soffoca Doha a livello del Golfo e degli arabi. Ora dovrà saldare il conto, fino all’ultimo centesimo, del conflitto tra Arabia Saudita e Qatar. 

L’aggressione alla Siria è sulla via di essere sconfitta. Il Sultano Ottomano è alle prese con il cadavere dei suoi sogni in Piazza Taksim. Mursi comparirà dinanzi al procuratore generale. [l’ex primo ministro del Qatar] Hamad Bin Jassem è isolato a Londra. E l’Organizzazione Internazionale della Fratellanza Musulmana è di nuovo fuggita in Belgio, portando la richiesta di associazione di Hamas tra le carte che si è presa con se. 

(tradotto da mariano mingarelli)