Israele membro di fatto della NATO

GlobalResearch
09.03.2013

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Israele, membro di fatto della NATO

 di Michael Chossudovsky (*)

 

Il Segretario generale della NATO, generale Anders Fogh Rasmussen, ha ricevuto il 7 marzo il presidente di Israele, Shimon Peres, nella sede della NATO a Bruxelles.  

Ordine del giorno: intensificare la operazione militare tra Israele e l’Alleanza Atlantica, concentrandosi sui temi dell’antiterrorismo.  

Israele condividerà con piacere le conoscenze acquisite e le capacità tecnologiche con la NATO. Israele ha esperienza nell’affrontare situazioni complesse, e dobbiamo rafforzare la cooperazione per poter combattere uniti il terrorismo globale e aiutare la NATO nei compiti complessi che affronta, compreso l’Afganistan”.

                        

Israele è già coinvolta in operazioni “coperte” e nella guerra non convenzionale congiuntamente agli USA e alla NATO.  

Questo accordo è di particolare importanza perché approfondisce le relazioni Israele-NATO al di là del cosiddetto “Dialogo Mediterraneo”.  

La dichiarazione congiunta mira ad una cooperazione Israele-NATO “nella lotta contro il terrore e nella ricerca della pace …. in Medio Oriente e nel mondo”.  

Ciò che questo suggerisce è la partecipazione di Israele nella guerra attiva insieme alla NATO, cioè come membro di fatto dell’Alleanza Atlantica.  

In altre parole Israele verrebbe direttamente coinvolta se USA e NATO lanciassero un’operazione militare propriamente detta contro la Siria, il Libano o l’Iran.  

Israele si è offerta di aiutare la NATO in operazioni anti-terrorismo con Hezbollah e l’Iran.

Le due parti si sono accordate, durante la discussione, sul fatto che Israele e la NATO sono soci nella lotta al terrore ….” Dice la dichiarazione.

IL presidente Peres ha sottolineato la necessità di mantenere ed aumentare la cooperazione tra Israele e la NATO, e la capacità di Israele di cooperare e portare aiuti tecnologici e conoscenze per la vasta esperienza acquisita nel campo dell’anti-terrorismo.  

Israele è disposta a condividere con la NATO le conoscenze acquisite e le sue capacità tecnologiche. Israele ha esperienza nell’affrontare situazioni complesse e dobbiamo rafforzare la cooperazione per lottare insieme contro il terrore globale e aiutare la NATO di fronte alle complesse minacce che affronta, anche in Afganistan”, ha detto Peres a Rasmussen. 

                 

Storia della cooperazione militare tra Israele e la NATO 

Vale la pena segnalare che nel novembre 2004, a Bruxelles, la NATO e Israele firmarono un importante protocollo bilaterale che spianò il cammino alla realizzazione di esercitazioni militari congiunte della NATO e di Israele. Un accordo aggiuntivo fu firmato nel marzo 2005 tra il Segretario generale della NATO e il Primo Ministro Ariel Sharon. 

L’accordo di cooperazione militare bilaterale del 2005 fu visto dai militari israeliani come un mezzo per “elevare la capacità di dissuasione di Israele rispetto a potenziali nemici che lo minacciassero, soprattutto l’Iran e la Siria”.  

La premessa fondante della cooperazione militare tra Israele e la NATO è che “Israele è sotto attacco”.  

Ci sono prove di coordinamento militare e di intelligence tra la NATO e Israele, che comprendono consultazioni relative ai territori occupati.  

Prima del lancio dell’operazione Piombo Fuso a Gaza, la NATO scambiava già informazioni con Israele, condivideva esperienze sulla sicurezza e organizzava addestramenti militari…. L’ex capo della NATO Scheffer ha visitato Israele durante l’attacco a Gaza. E a quell’epoca i funzionari della NATO ritenevano che la cooperazione con Israele era essenziale per la loro organizzazione” (Al Ahram, 10 febbraio 2010).  

L’accordo bilaterale di Bruxelles del marzo 2013 tra Israele e la NATO è il punto di arrivo di più di 10 anni di cooperazione tra le parti.  

Questo accordo “obbliga la NATO ad andare in aiuto a Israele in base alla dottrina della sicurezza collettiva”? 

L’accordo rafforza l’attuale processo di pianificazione militare e logistica USA-NATO-Israele riguardo a qualsiasi azione futura in Medio Oriente, compreso un bombardamento aereo delle centrali nucleari dell’Iran.  

La delegazione presidenziale israeliana era formata da vari alti consiglieri militari e governativi, compreso il brigadiere Generale Hasson Hasson, Segretario militare del Presidente Peres, e Nadav Tamir, suo consigliere politico. 

Il testo dell’accordo Israele-NATO dopo i negoziati a porte chiuse non è stato pubblicato.  

Dopo la riunione la NATO ha pubblicato una dichiarazione congiunta. Il Segretario generale Rasmussen ha dichiarato in conferenza stampa:  

“Israele è un importante partner dell’Alleanza nel Dialogo Mediterraneo. La sicurezza della NATO è legata alla sicurezza e alla stabilità della regione mediterranea e del Medio Oriente. E la nostra Alleanza dà un enorme valore al nostro dialogo politico e alla nostra cooperazione pratica. Israele è uno dei nostri paesi associati più antichi. Affrontiamo le stesse sfide nel Mediterraneo Orientale. 

E come affrontiamo le minacce alla sicurezza del secolo XXI, abbiamo tutti i motivi per approfondire la nostra duratura associazione con i paesi del Dialogo Mediterraneo, compresa Israele. Sappiamo tutti che la situazione regionale è complessa. Ma il Dialogo Mediterraneo continua ad essere un singolare forum multilaterale, in cui Israele e sei paesi arabi possono discutere, insieme ai paesi europei e a nordamericani, sfide comuni alla sicurezza. Vedo altre opportunità per approfondire il nostro già serrato dialogo politico e la nostra cooperazione pratica a mutuo beneficio”.  

(*) Scrittore, professore emerito di Economia all’Università di Ottawa, fondatore e direttore del Centro di Ricerche sulla Globalizzazione. 

(traduzione di Daniela Trollio del Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”, via Magenta 88 Sesto San Giovanni)