Impossessarsi dei terreni palestinesi dichiarandoli terra di Stato.

Nena News
13.03.2013
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=55034&typeb=0&Taking-over-Palestinian-land-by-declaring-it-state-land

 

Impossessarsi dei terreni palestinesi dichiarandoli Terra di Stato.

 
Con l’ausilio di queste tattiche, tra il 1979 e il 2002, Israele ha dichiarato Terra di Stato più di 900.000 dunam di terreni palestinesi.
 

da B’Tselem – Centro di informazione israeliano per i diritti civili nei Territori Occupati.  

Fin dalla sentenza dell’Alta Corte di Giustizia su Elon Moreh (1979) che vietava l’appropriazione delle terre di privati palestinesi ai fini della costruzione di colonie per civili israeliani, il governo israeliano annunciò che avrebbe costruito colonie solo su terreni che fossero stati dichiarati terra di Stato. Lo stato concluse che non ci sono ostacoli a istituire colonie su terreni demaniali, a differenza dei terreni appartenenti a privati, o a fare di essi l’uso che le autorità ritengano necessario.  
                            

 

Tuttavia, questo punto di vista è in contrasto con la legge che stabilisce che la terra di stato nella West Bank, anche se dichiarata tale prima del 1967, non deve essere destinata per l’uso dello Stato di Israele, ma piuttosto per quello della popolazione locale palestinese. Israele, in quanto occupante, non ha la sovranità sull’area e quindi non ha la proprietà della terra, neppure di quella “dichiarata terra di stato”. Ciononostante, in pratica non ci sono state terre che sono state assegnate a uso dei palestinesi, mentre la stragrande maggioranza delle stesse è stata consegnata a uso esclusivo delle colonie.

Quando il governo israeliano ha deciso di istituire delle colonie sulla terra di Stato si è trovato di fronte un problema: c’era solo una quantità molto limitata di terreni registrati come terra di Stato (circa 527.000 dunam [ pari a 52.700 ettari]) ed erano situati tutti nella Valle del Giordano e nel deserto di Giudea. Lo stato, tuttavia, voleva costruire colonie sulla dorsale centrale delle montagne della West Bank. Le autorità hanno risolto il problema riscrivendo le norme e applicando un’interpretazione completamente diversa del Codice Ottomano de Suolo, che resta il codice di diritto fondiario valido. Tra il 1979 e il 2002, con l’utilizzo di queste tattiche Israele ha dichiarato terra di Stato più di 900.000 dunam. Questa cifra rappresenta un incremento del 170% della quantità della terra di Stato nella West Bank antecedente l’occupazione israeliana.


La nuova interpretazione impiegata da Israele ha favorito la dichiarazione di terra di Stato anche nel caso di quei terreni che erano considerati di proprietà privata o collettiva palestinese ai sensi del Codice del Suolo, come era inteso prima dagli ottomani, poi dagli inglesi e, infine, dai giordani quando controllavano la West Bank. Per l’acquisizione di diritti di proprietà della terra, la versione israeliana ha imposto rigorose condizioni di coltivazione agricola continuata. Inoltre, ha violato le disposizioni di legge locali, che concedono alle comunità palestinesi i diritti di utilizzo dei pascoli collettivi e di altre terre pubbliche.


Un’analisi comparativa di B’Tselem condotta nel distretto di Ramallah  per il report “Con il pretesto della legalità”, pubblicato nel 2012, rivela enormi differenze tra la percentuale di terreni giordani registrati come proprietà del governo in aree a titolarità registrata e l’ammontare delle terre dichiarate di stato da Israele in aree che i giordani non sono riusciti a registrare prima del 1967. I risultati dell’indagine supportano la conclusione che una percentuale significativa del territorio che Israele ha dichiarato Terra di Stato è di fatto proprietà di titolari privati palestinesi e che è stata espropriata ai legittimi proprietari tramite manipolazioni giuridiche e in violazione della legge locale come pure del diritto internazionale.


(tradotto da mariano mingarelli)