Due in Uno

Kashua Sayed – Due in Uno.

Neri Pozza – 2013 

             

 

<<Beit Safafa è il quartiere più ricco di Gerusalemme Est. Prediletto dagli arabi israeliani provenienti dal nord, il quartiere ha prezzi di case, carne e altri generi di prima necessità così alti che nelle panetterie vi sono due tariffari, uno per i locali e l’altro per gli immigrati.

A Beit Safafa vive l’avvocato protagonista di queste pagine, un giovane procuratore con una promettente carriera da principe del foro gerosolimitano davanti a sé. Vive in una villetta, due piani con salotto spazioso, cucina ultramoderna e due ampie stanze da letto. E ogni giorno raggiunge il centro a bordo della sua elegante Mercedes nera. Insomma, l’avvocato è, come si usa dire, un uomo che ne ha fatta di strada, un bravo ragazzo che ha di certo realizzato il sogno di sua madre, comune a tutte le madri arabe in Israele: avere un figlio medico o avvocato di successo.

Tuttavia, ha anche un cruccio che l’affligge non poco. Si vergogna delle sue lacune in fatto di musica, letteratura, teatro e cinema. Lacune rilevanti, visto che suoi colleghi israeliani parlano disinvoltamente di tali argomenti. Perciò, di tanto in tanto fa una capatina in una vecchia libreria a dare una sbirciata  ai titoli di narrativa raccomandati da Ha’aretz, il giornale cui è opportunamente abbonato.

Un giorno, nel settore dei libri usati della libreria, scopre, e decide di comprare all’istante, una copia sgualcita di Sonata a Kreutzer, il celebre racconto di Tolstoj, che sua moglie gli ha una volta stranamente menzionato. La sera a letto, prima di spegnere la luce sul comodino, sfoglia delicatamente il libro e, a pagina centodue, si trova tra le mani un minuscolo bigliettino bianco, con un testo scritto in arabo con la grafia di sua moglie: “Ti ho aspettato e non sei venuto. Spero che vada tutto bene. Volevo ringraziarti per la notte scorsa, è stata meravigliosa. Mi chiami domani?”.

Da quell’istanti l’avvocato dismette i panni del professionista illuminato e prende quelli dell’arabo consumato dal sospetto e dalla gelosia. Umiliato nel suo onore, comincia a seguire la moglie per le strade di Gerusalemme cercando di scoprire il suo tradimento e di trovare il suo posto nel mondo.

Romanzo che descrive magnificamente l’incontro-scontro tra due mondi, arabo ed ebraico, in una Gerusalemme dov’è impossibile non schierarsi dall’una o dall’altra parte, e dove ogni scelta è gravida di conseguenze, Due in uno ha ottenuto uno straordinario successo di critica e di pubblico in Israele>>.

 

Sayed Kashua  è nato nel 1975 a Tira, in Israele. Ha studiato sociologia e filosofia alla Hebrew University di Gerusalemme. Autore di altri due romanzi scritti in ebraico, Arabi danzanti (2003) e E fu mattina (2005), Kashua scrive sul quotidiano Ha’aretz e sul settimanale Kol Ha’Ir, dove ritrae con umorismo la vita degli arabi in Israele. E’ autore della celebre sitcom Avoda Aravit, scritta in arabo e trasmessa dalla televisione israeliana, in cui una coppia di giovani arabi, desiderosi di integrarsi nell’ambiente culturale ebraico dominante, si misura, in maniera esilarante, con il razzismo e l’intolleranza di entrambi i mondi.

Kashua vive in un quartiere ebraico di Gerusalemme con la moglie e due figli.