Comunità ebraica italiana a fianco di Israele

Nena News
17.11.2012
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Comunità ebraica italiana al fianco di Israele

Nelle dichiarazioni di questi giorni, duri attacchi verbali contro Gaza ed Hamas. Pacifici: "Vietare manifestazioni studenti a Roma, sventolano bandiera Palestina"

di Gabriele Benvenuti

Roma, 17 Novembre 2012, Nena News - "La popolazione israeliana è sottoposta in queste ore a una prova durissima". Lo sostiene Renzo Gattegna, Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, in una dichiarazione riportata dal sito web dell'UCEI, e intitolata: "Al fianco di Israele". Secondo Gattegna, la "realtà angosciante" che il popolo israeliano sta affrontando in questi momenti, deve essere riportata al pubblico "in modo corretto e rigoroso", perché sostenere "Israele è, o dovrebbe essere, l'impegno di tutti quei cittadini che si riconoscono nei valori universali che sono alla base delle nostre democrazie [Italia e Israele, N.d.R.]: libertà, diritti, fratellanza".
                              pacifici



Meno pacato e diplomatico, risulta essere il linguaggio utilizzato dal sito web della Comunità Ebraica di Roma, per riportare "in modo corretto e rigoroso" le motivazioni dell'operazione "Colonna di nuvola" [ora rinominata "Pillar of Defence", N.d.R.]. "Israele andrà avanti fino a quando Hamas capirà", è il titolo dell'articolo che riprende le dichiarazioni dell'Ambasciatore di Israele a Roma, Naor Gilon: "L'obiettivo è rendere chiaro all'altra parte che così non si può andare avanti, speriamo che capiscano presto, se no dovremo agire più a lungo e più in profondità".

Sempre nell'agguerrito sito della CER pubblica, a sostegno del diritto di auto-difesa di Israele, le dichiarazioni del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, rilasciate il 15 Novembre in un intervista a "Radio anch'io", programma di RAI Radio 1. Come riporta il sito della CER, il Presidente Fini dichiara: "Se Israele, per tutelare la propria sicurezza, interviene per eliminare o limitare l'azione terroristica di Hamas, bisogna certamente essere consapevoli delle conseguenze che ci possono essere, ma bisogna anche ricordare che si tratta di legittima difesa".

Nello stesso articolo, intitolato "Israele ha diritto a difendersi", è rilanciata l'intervista del quotidiano "La Repubblica" allo scrittore israeliano Abraham Yehoshua, "icona del pacifismo", il quale afferma: "È tempo che Israele riconosca che Gaza è un nemico. Ed agisca di conseguenza: smetta di fornire elettricità e far passare cibo. Dichiari ufficialmente che siamo in uno stato di guerra e agisca di conseguenza".

Per puntellare le proprie argomentazioni, la CER ripropone lo statement del rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri e Sicurezza, Catherine Ashton, in un articolo dal titolo: "Per l'Ue gli attacchi di Hamas sono inaccettabili". Peccato che non vengano spiegate le radici del conflitto ed il principio di proporzionalità, ribadito dalla stessa Ashton. La condizioni di vita inumane nelle quali la popolazione Palestinese di Gaza è costretta a vivere, quindi, ed il vincolo sancito dal diritto internazionale dei conflitti armati che prevede, o dovrebbe prevedere nel caso si tratti delle IDF, un uso proporzionato della forza militare, che faccia distinzione tra obiettivi civili e militari, e che non causi vittime tra la popolazione civile.

La CER si trova in questi giorni sotto i riflettori per le dichiarazioni del Presidente Riccardo Pacifici, secondo il quale andrebbero vietate le manifestazioni a Roma, dopo che alcuni studenti, in corteo il 14 novembre, avevano sventolato bandiere della Palestina al passaggio della Sinagoga.