Israele sfrutta illegalmente le risorse naturali nei Territori Palestinesi Occupati.

AIC – Alternative information Center
03.09.2012
http://www.alternativenews.org/english/index.php/news/economy-of-the-occupation/5168-israel-unlawfully-exploits-resources-in-opt.html

 

Israele sfrutta illegalmente le risorse negli OPT 

da Al-Haq 

Al-Haq ha il piacere di annunciare la pubblicazione di “Saccheggio del Mar Morto: Sfruttamento Illegale Israeliano delle Risorse Naturali nel Territorio Palestinese Occupato”. Il rapporto esamina le responsabilità di Israele per quanto riguarda il trattamento delle risorse naturale del territorio occupato nell’area del Mar Morto, e ribadisce che, ai sensi del diritto internazionale umanitario, Israele è obbligato a gestire le risorse naturali appartenenti ai Territori Occupati Palestinesi (OPT) senza comprometterle o ridurle. Di conseguenza, è vietato il loro sfruttamento in modo tale che intacchi il loro capitale e si traduca in benefici economici per i cittadini israeliani, compresi i coloni, o per la sua economia nazionale.

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                       Emporio di cosmetici del Mar Morto nella colonia del Kibbutz Kalia sul Mar Morto.

 

 

Con l’assegnazione di notevoli contributi finanziari ai coloni, così come con la concessione della licenza per l’escavazione e la realizzazione di prodotti che utilizzano i fanghi estratti dalla zona occupata del Mar Morto ai Ahava Dead Sea Laboratories Ltd, dei quali il 44,5% delle azioni sono di proprietà delle colonie di “Mitzpe Shalem” e “Kalia”, Israele è apertamente in violazione dei suoi obblighi di forza occupante dei Territori Occupati. Esso incoraggia e agevola lo sfruttamento delle risorse naturali palestinesi e favorisce attivamente il loro saccheggio da parte di soggetti privati. 

Commentando la relazione, Shawan Jabarin, direttore generale di Al-Haq, ha dichiarato: “Le autorità israeliane negano ai palestinesi l’accesso alle loro risorse naturali in tutti gli OPT, ma questa prassi è particolarmente evidente nella zona occupata del Mar Morto. Anche questo conferma con chiarezza che Israele trae vantaggio economico dall’occupazione. Dato che i coloni della zona e i Ahava Dead Sea Laboratories Ltd. traggono profitto diretto dall’appropriazione delle risorse naturali del Mar Morto e dal commercio dei prodotti estratti e trasformati in questa regione, essi dovrebbero essere ritenuti responsabili primari del crimine di guerra di saccheggio.” 

Alla luce della gravità delle violazioni del diritto internazionale commesse nella zona occupata del Mar Morto, la relazione chiede alle autorità israeliane di porre immediatamente fine al saccheggio delle risorse naturali e di bloccare la concessione di consistenti incentivi finanziari ai coloni che vivono nell’area. Israele deve, inoltre, revocare la concessione di estrazione mineraria del fango concessa ai Ahawa Dead Sea Laboratories Ltd. nel 2004. 

Gli Stati Terzi sono chiamati a rispettare i loro obblighi giuridici internazionali e devono adottare misure concrete per premere su Israele perché metta fine alle sue violazioni del diritto internazionale umanitario. Inoltre, gli stessi devono astenersi dal fornire una qualsiasi forma di assistenza nei confronti di violazioni di questo tipo, che includa il mantenimento di rapporti commerciali con i soggetti economici coinvolti presumibilmente nel saccheggio nella zona occupata del Mar Morto. 

Da parte sua, l’Unione Europea (UE) deve garantire che solo gli enti israeliani registrati e residenti in Israele, e che svolgono la loro attività proprio in Israele, sono idonei a prendere parte ai programmi europei, e di adottare misure restrittive sull’importazione di prodotti israeliani provenienti dalle colonie a causa delle gravi violazioni di norme tassative del diritto internazionale che coinvolgono le colonie e le infrastrutture loro connesse. 

(tradotto da mariano mingarelli)