LA DANZA DELLO SCORPIONE

Musallam Akram – La danza dello scorpione

EDIZIONI il Sirente – 2011

                                    musallamakramladanzadelloscorpione

 

<<In una sala da ballo sulla costa israeliana il narratore scorge uno scorpione tatuato sul corpo di una giovane donna francese, con la quale trascorre la notte. La ragazza sparirà, sarà invece il piccolo scorpione colore indaco a prendere vita e ad ossessionare i suoi sogni ogni notte, nel tenace quanto fallimentare tentativo di arrampicarsi su uno specchio dal quale scivolerà, consumato da un’estenuante, vorticosa danza.
Costruito su questa metafora, La danza dello scorpione denuncia la situazione palestinese dopo gli Accordi di Oslo e il fallimento della Seconda Intifada. E lo fa con grande lucidità e amarezza, con quella autoironia che è una delle caratteristiche principali della letteratura palestinese.

L’impotenza dello scorpione è anche quella del padre del narratore, che ha perso una gamba – e con essa la sua virilità – non a causa dell’occupazione, ma semplicemente per un chiodo arrugginito. Tuttavia non potendo accettarne la perdita, egli chiede a suo figlio di grattare la sua gamba amputata. Altre figure, dotate ciascuna di una forte carica simbolica, appaiono in tutta la storia per scomparire presto, tra cui quella di un ex-detenuto, “somaro della rivoluzione”, che è appena stato rilasciato dopo diciotto anni di carcere, e che è costretto a riprendere servizio presso coloro che lo hanno sempre considerato un vero e proprio somaro……>> 

“Ci sono luoghi che, mentre scorre la vita, si trasformano in zone oniriche e tu senti che possiedono le chiavi della tua immaginazione e che ti stordiscono per farti sognare. Hai la sensazione che rievochino i tuoi sogni, che li facciano affiorare a poco9 a poco o forse, più precisamente, che ti concedano di sognarli. Sono luoghi compressi, magnetici o qualcosa di simile.”

 

Akram Musallam, nato il 1972 in Palestina, appartiene alla giovane generazione di autori palestinesi. Ha vinto nel 2007 il prestigioso premio della fondazione Al-Qattan.