DI AHMAD JARADAT E NIKKI HOGDSON
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Gerusalemme, 18 agosto 2011 – Le aggressioni (danneggiamento di proprietà agricole, incendi di alberi di ulivo e distruzione di campi di grano), appaiono come un piano sistematico di attacco delle terre vicine alle colonie: molti contadini palestinesi temono che i coloni stiano organizzando tali aggressioni al fine di confiscare terreni utili all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Numerosi attacchi si sono verificati ad Hebron, costringendo almeno tre palestinesi, tra cui un bambino di sei anni, a ricorrere alle cure mediche.

 

Hebron e il Sud della Cisgiordania

Nel pomeriggio del 3 maggio, almeno dieci coloni provenienti da diversi insediamenti del centro di Hebron hanno attaccato alcune case palestinesi in Shuhada Street, nella città vecchia. Alcuni dei coloni erano armati. Un testimone oculare, Neif Da’na, ha raccontato che i coloni hanno lanciato pietre contro le abitazioni e i residenti che stavano lavorando là vicino. In particolare, gli aggressori si sono focalizzati sulla casa di Al-Sharabati e su alcuni negozi. Il residente Mofeed Sharabati ha detto: “Non è la prima volta che i coloni degli insediamenti della città, attaccano le nostre case. Simili attacchi avvengono spesso e noi ne informiamo l’esercito israeliano, ma non cambia nulla”.

Il 7 maggio, a mezzogiorno, coloni dell’outpost di Ramot Yashai nel centro di Hebron hanno cercato di arrestare due bambini in Shuhada Street. Secondo molti testimoni, circa 20 coloni – molti dei quali giovani – hanno fermato Marwan Mufeed Sharabati (6 anni) e Waas Zaidan Sharabati (7 anni) cercando di portali via. Quando le famiglie sono intervenute, un gruppo di palestinesi è corso a salvarli: sono scoppiati scontri tra i coloni e i residenti, durante i quali Marwan è stato picchiato da un colono. È stato poi portato all’ospedale Alya in città. Quando i soldati sono arrivati sul posto, hanno chiesto sia ai coloni che ai residenti di lasciare l’area, ma si sono rifiutati di registrare la denuncia richiesta dalla famiglia Sharabati.

Il 10 maggio, coloni dell’insediamento di Beitar Illit, ad Ovest del distretto di Betlemme, hanno danneggiato e sradicato 80 alberi di ulivo appena piantati e appartenenti al Naji Shosha, del villaggio di Hosan. La terra in questione si trova vicino alla colonia ed era già stata data alle fiamme dai coloni alcuni anni fa. I coloni hanno danneggiato anche le reti intorno alla proprietà. Shosha ha raccontato: “Ogni tanto i coloni attaccano la mia terra. Non vogliono che pianti nulla perché intendono confiscarla. Dallo scorso anno ho presentato tre denunce all’Amministrazione Civile israeliana del distretto di Betlemme contro le aggressioni dei coloni. I funzionari hanno promesso che li avrebbero fermati, ma nessuna concreta misura è stata presa per impedire le aggressioni”.

Nel pomeriggio del 15 maggio, un gruppo di coloni di Kiryat Arba, a Est di Hebron, hanno attaccato la casa della famiglia Is’afan con pietre e Molotov. La casa è situata vicino alla colonia e la famiglia è costretta a vivere in una sola stanza a causa delle aggressioni. Jamal Is’afan ha raccontato che alcuni mobili sono andati in fiamme a causa delle Molotov. La famiglia ha informato la Temporary International Presence in Hebron, che è arrivata e ha documentato l’accaduto. Alcuni degli attacchi precedenti erano addirittura avvenuti in presenza della TIPH: la casa della famiglia Is’afan è stata più volte oggetto di attacchi, “il mezzo utilizzato dai coloni per costringerci a lasciare l’area, molto vicina all’insediamento, e che loro vorrebbero confiscare e annettere alla colonia”.

Il 21 maggio, un 21enne di Hebron, Azmi Ek-Shouyokhi, è rimasto ferito dopo che un colono lo ha inseguito mentre stava guidando. Ek-Shouyokhi ha raccontato: “Il colono mi ha inseguito mentre guidavo nella bypass road, a Sud di Hebron. Quando ho capito che voleva aggredirmi, ho provato ad accelerare e a scappare in una strada vicina. Ma il colono mi ha seguito e ha cercato di buttarmi fuori strada. Alcuni coloni che erano con lui sono usciti dall’auto e mi hanno aggredito con pietre e pugni. Alcuni palestinesi presenti nell’area hanno chiamato l’ambulanza, che mi ha portato all’ospedale Al-Ahli di Hebron”.

Il 9 giugno, coloni di Kiryat Arba hanno dato fuoco a circa 20 dunam (1 dunam: 1 km quadrato) di alberi di ulivo a Jalis Hill, vicino alla colonia. I vigili del fuoco di Hebron hanno spento l’incendio. Gli alberi appartenevano alle famiglie Irmaila, Ja’bari e Al-Jamal.

Il 14 giugno, coloni degli insediamenti di Hebron hanno lanciato pietre contro case palestinesi a Shuhada Street. Il residente Abed-Elrahman Salaima ha raccontato all’AIC che oltre 40 coloni, alcuni armati, hanno colpito la sua casa e altre due abitazioni appartenenti a Idrees Zahida e Ali El-Nazer. Ha poi aggiunto che i soldati arrivati dal vicino checkpoint non hanno fermato i coloni, nonostante avessero assistito personalmente alle aggressioni.

Il 18 giugno, otto coloni degli insediamenti di Hebron hanno aggredito il 21enne Inas Hisham Abo Halawa. Il ragazzo ha raccontato: “Nel pomeriggio mentre camminavo verso casa a Tel-Romeida, vicino Shuhada Street, otto giovani coloni mi hanno fermato e senza alcuna ragione mi hanno picchiato in faccia e sulla schiena con pugni e pietre. Sono rimasto ferito e sono stato portato in ospedale, dove ho trascorso due giorni per le cure”.

Nablus e il Nord della Cisgiordania

Il 3 maggio, un gruppo di coloni dell’insediamento di Itzhar, a Sud del distretto di Nablus, sono penetrati nel villaggio di Hawwara a mezzanotte e hanno attaccato la Scuola Secondaria per ragazzi, dando fuoco all’aula usata per la preghiera. L’esercito israeliano è arrivato sul posto e ha registrato l’accaduto. Il giorno precedente, alcuni coloni erano entrati nel villaggio di Karyout, a Est di Nablus, e avevano marciato per le strade gridando slogan contro gli arabi. L’esercito ha costretto i residenti a rimanere dentro casa per tre ore fino alla fine della “manifestazione”, proteggendo i dimostranti.

Lo stesso giorno, un colono di ‘Ale, a Sud di Nablus, ha attaccato dei contadini che lavoravano la terra vicino all’insediamento. Radi Farhan Ahmed Issa, 45 anni, è stato picchiato dal colono conosciuto con il nome di Koren, noto per i frequenti attacchi che compie contro i residenti locali. Issa ha raccontato: “Abbiamo ottenuto il permesso dall’Amministrazione Civile israeliana per entrare nella nostra terra perché è molto vicina alla colonia. Quando siamo arrivati al mattino per lavorare, Koren è venuto, armato, e ha bucato con un coltello le ruote del nostro trattore. Poi ci ha puntato contro una pistola e ci ha ordinato di andarcene o ci avrebbe sparato. Noi siamo andati dai soldati, abbiamo mostrato loro il nostro permesso e raccontato quanto era successo, ma non hanno fatto nulla. Ora andremo avanti a livello legale”.

Il 9 maggio, circa 15 coloni sono penetrati durante la notte nella Scuola Secondaria per ragazze nel villaggio Al-Sawiya, a Sud del distretto di Nablus. Hanno scritto slogan razzisti contro gli arabi alle pareti della scuola. Ahmed Sawalha, direttore del Centro di Educazione del Sud di Nablus, ha raccontato: “Questa scuola è stata il loro target molte volte lo scorso anno e in generale si è registrato un aumento delle violenze dei coloni contro le scuole del distretto. Gli attacchi  di solito si verificano di notte e sono dannosi per il processo educativo”.

Il 14 maggio, coloni di Itzhar hanno lanciato pietre contro l’automobile di Wael Abbas mentre stava guidando nella via principale vicino alla colonia. Il parabrezza è andato in frantumi e Wael è rimasto ferito al volto. La moglie, con lui in auto, è stata ferita da una pietra che l’ha colpita alla testa. Entrambi sono stati portati all’ospedale di Nablus.

Nel pomeriggio del 22 maggio, circa 20 coloni dell’insediamento di Tapuah, nel distretto di Salfeet, hanno attaccato un gruppo di donne del villaggio di Yasouf, a Est di Salfeet. L’aggressione è avvenuta mentre le donne stavano tornando a casa in auto. Quando hanno raggiunto Za’tara Road, hanno visto circa i coloni, alcuni armati, e un veicolo militare. I coloni hanno iniziato a lanciare pietre alla macchina. Ahlam Adnan Harb, una delle donne che erano nell’auto, ha detto: “I coloni ci hanno lanciato pietre e hanno rotto uno dei vetri dell’auto. I soldati che erano lì non li hanno fermati. Il conducente dell’auto è fuggito più velocemente possibile per evitare le pietre”.