Stress post traumatico in aumento tra i bambini palestinesi

AIC - Alternative Information Center
28.07.2011
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In aumento i casi di stress post traumatico tra i bimbi palestinesi

di Emma Mancini
 

L’occupazione israeliana è ogni giorno più insostenibile e il conflitto colpisce duramente i più piccoli. In Cisgiordania e a Gaza sono in preoccupante aumento i casi di disturbi da stress post traumatico, ansia e depressione tra i bambini. È quanto si evince dal report di Medici Senza Frontiere pubblicato da IRIN, servizio dell’ufficio dell'Onu per gli Affari Umanitari.
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 A Gaza nel corso del 2010, ben il 44% dei pazienti affetti da problemi di salute mentale curati nelle cliniche di MSF avevano meno di dodici anni. Un dato allarmante: in un contesto di violenza strutturale come quello palestinese, i minori sono colpiti due volte, sia dall’evento traumatico in sé, sia dagli effetti che quell’evento ha su genitori e parenti. Nella città di Nablus, in Cisgiordania, oltre la metà delle consulenze offerte da MSF è rivolta a minori di 18 anni. 

“Nel 2011 più della metà delle visite condotte a Gaza e Nablus hanno riguardato minorenni – ha spiegato Hélène Thomas, coordinatrice degli psicologi di MSF-France a Gerusalemme – Bambini e adolescenti presentano sintomi particolari di stress psicologico: incontinenza, incubi, difficoltà nell’apprendimento (a leggere e parlare), problemi di concentrazione e memoria. Quindi fallimenti scolastici e comportamenti aggressivi”. 

“Nel 2010, nella Striscia di Gaza – ha proseguito la Thomas – quasi la metà dei pazienti con meno di 15 anni è stata seguita e curata perché affetta da disturbi da stress post traumatico e un terzo per altri disturbi d’ansia, mentre a Nablus sono stati un quinto i minori di 15 anni che hanno ricevuto il trattamento per post trauma. I bambini associano le emozioni con i simboli dell’evento traumatico subito: i soldati che perquisiscono la loro casa con i cani provocano nel bambino la fobia per i cani, perché associano l’animale e quindi la paura a quell’evento” 

Nel 2010, le cliniche di Medici Senza Frontiere hanno seguito 702 nuovi pazienti nei sei centri presenti a Gaza e in quello di Nablus e hanno dato assistenza psicologica a 6.099 palestinesi; nel 2009 le consulenze erano stati 4.912. E recentemente MSF ha incrementato il numero di cliniche nei Territori Palestinesi Occupati, puntando sulla formazione specifica del proprio staff in materia di psicologia e disturbi mentali.

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Accanto a MSF operano altre organizzazioni specializzate in salute mentale. Tra queste la palestinese TRC – Treatment and Rehabilitation Center for Victims of Torture, che in Cisgiordania fornisce un trattamento di riabilitazione a coloro che hanno subito violenza organizzata e torture. Al centro arrivano molto bambini affetti da disturbi d’ansia e da stress post traumatico: lo scorso anno lo staff di 36 psicologi e sei psichiatri ha curato 3.800 pazienti, di cui il 15% bambini. 

Il centro offre una particolare psicoterapia, chiamata EMRD. Inventata negli Stati Unti nel 1987, si fonda sulla desensibilizzazione e la rielaborazione del trauma attraverso movimenti oculari, ovvero sulla creazione di stimoli bilaterali tra i due lati del cervello. “Tale terapia – ha spiegato Khader Rasras, direttore esecutivo di TRC e psicologo – mira a far agire le memorie del dolore, diminuire il loro potenziale e mettere i pazienti in grado di superarli. Si chiede al bambino di ricordare l’episodio traumatico e mentre gli eventi vengono ripercorsi il bambino segue il movimento ondeggiante delle dita del medico con gli occhi”. 

Un metodo interattivo che pare funzionare con i più piccoli perché si avvale di giochi e disegni. Un esempio: Lina, una bimba di otto anni di Ramallah, ha assistito all’aggressione e all’arresto di suo padre da parte dei soldati israeliani. La madre ha chiesto l’aiuto di TRC dopo che Lina ha iniziato a manifestare balbuzie, insonnia e perdita di peso. La nuova terapia sta migliorando le sue condizioni, Lina risponde bene. A soli otto anni si è vista strappare il padre da casa e non lo ha ancora potuto riabbracciare: è in detenzione amministrativa, senza accuse, senza processo.