Violenze dei coloni israeliani: report marzo/aprile 2011

AIC - Alternativenews.org
14.06.2011
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Violenze dei coloni israeliani: Report Marzo/Aprile 2011

di Ahmad Jaradat e Emma Mancini

Le violenze dei coloni israeliani contro i palestinesi residenti a Nord e Sud della Cisgiordania sono ancora aumentate a marzo ed aprile 2011. Le brutali aggressioni contro terre, abitazioni, persone sono parte di un progetto ovvio e sistematico, volto a rendere la vita dei palestinesi impossibile. 

awarta

In questi ultimi mesi i residenti del villaggio di Awarta, a Nord della Cisgiordania, hanno subito numerosi attacchi

 

I coloni hanno annunciato il piano “Pagate il prezzo”, dopo che l’esercito israeliano ha smantellato alcune case mobili in diversi insediamenti in Cisgiordania. Tale strategia è portata avanti attraverso la confisca delle terre, aggressioni fisiche con sassi, pistole e coltelli, la distruzione di alberi di ulivo e gli attacchi alle abitazioni. 

Nella maggior parte delle aggressioni a marzo ed aprile 2011, la collaborazione tra coloni e soldati israeliani appare evidente. L’esercito coopera con le aggressioni violente dei coloni contro i palestinesi residenti; ne sono prova le vessazioni dei militari contro i contadini e i residenti che tentano di difendere le proprie terre e i propri villaggi dalle aggressioni. 

Sia a Nord che a Sud della Cisgiordania, l’esercito interviene in supporto alle violenze dei coloni, invece di fermarle. I soldati sono coinvolti in numerosi episodi di violenza, arrestando i palestinesi che denunciano gli attacchi dei coloni o cacciandoli dalle proprie terre. Spesso, funzionari di polizia e ufficiali militari rigettano le denunce dei palestinesi contro i coloni: come ha ammesso lo scorso aprile il comandante della polizia militare israeliana, Meir Ohana, solo il 6-9% delle denunce sporte dai residenti palestinesi viene preso in considerazione. Il resto è totalmente ignorato e centinaia di casi di abusi e di attacchi vengono archiviati. 

Hebron e la regione meridionale della Cisgiordania 

Il 2 marzo, coloni degli insediamenti dell’area orientale del distretto di Betlemme hanno distrutto 25 alberi di ulivo appartenenti ai residenti del villaggio di Al-Frides. Secondo alcuni testimoni oculari, i coloni hanno agito sotto gli occhi dei soldati che non sono intervenuti per fermarli. Gli alberi di ulivo nell’area sono stati spesso il target degli attacchi dei coloni. 

Il 5 marzo, dozzine di coloni degli insediamenti del centro di Hebron sono scesi in strada attaccando case e negozi. I palestinesi residenti hanno chiuso i negozi e sono fuggiti per evitare aggressioni. I militari presenti non hanno fermato le violenze; al contrario, hanno bloccato molti palestinesi e controllato le loro carte d’identità, mentre i coloni di Beit Hasada lanciavano pietre alle persone che camminavano nei marciapiedi. 

Il 19 marzo, il contadino Fadil Ahmed Raba’e, 55 anni, del villaggio di Litwani nelle South Hebron Hills, è stato ferito da alcuni coloni arrivati dall’insediamento di Ma’on. I coloni hanno attaccato lui e la sua famiglia, mentre stavano lavorando nei campi. Altri contadini sono stati aggrediti dai coloni nello stesso momento. Quando l’esercito israeliano è arrivato sul posto, invece di impedire ai coloni di attaccare i contadini, ha arrestato Husain Fadil Al Huriani, 17 anni, e Amjad Mosa Raba’e, 28 anni. Il soldati li hanno picchiati con i calci dei fucili. Lo stesso giorno, coloni di Susiya hanno portato le loro 500 pecore a pascolare nei campi palestinesi piantati a grano, danneggiando il raccolto. 

Il 21 marzo, Mahmoud Ibraheem Ali Awad, 32 anni di Yatta, città a Sud-Est di Hebron, è rimasto ferito quando dei coloni dell’insediamento di Ma’on lo hanno colpito al petto con un coltello. L’aggressione si è verificata in mattinata, mentre l’uomo si stava recando al lavoro. Awad è stato portato all’ospedale di Hebron dove le sue condizioni sono state definite stabili. 

Lo stesso giorno, intorno alle 12, coloni di Givat Kharsina, Nord-Est di Hebron, hanno attaccato con i sassi alcune case palestinesi a Ovest della colonia e le automobili appartenenti alla famiglia Sultan. Nel pomeriggio, dei coloni hanno aperto il fuoco contro palestinesi nel villaggio di Beit Ummar, Nord di Hebron, mentre stavano partecipando ad un funerale nel cimitero vicino alla via principale del paese. Durante l’attacco sono rimasti gravemente feriti due residenti: Mohammed Ali Mahmoud Abo Safiya, 59 anni, è stato colpito da un proiettile alla vita; e Iyad Bassam Khaleel Al-Za’aqeeq, 32 anni, colpito alla gamba sinistra. Entrambi sono stati portati all’ospedale Al-Ahali di Hebron. Mohammed Ali è morto tre ore dopo. Quando i compaesani hanno protestato nelle strade per l’accaduto, i soldati li hanno attaccati con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. 

Il 28 marzo circa 20 coloni, alcuni di loro armati, hanno attaccato i contadini nell’area di Al-Bowaib nelle South Hebron Hills. Rateb Jobour, direttore dei Comitati Popolari contro le Colonie, ha raccontato che “i coloni sono arrivati con soldati e poliziotti e sono entrati nell’area, lanciando pietre ai contadini e alle capre. Hanno detto ai contadini di andarsene e di non tornare, altrimenti avrebbero sparato alle pecore”. Questo tipo di attacchi nell’area sono noti e comuni: la violenza dei coloni è lo strumento utilizzato per portare avanti la confisca delle terre. 

Il 31 marzo a mezzogiorno, Lana Al-Ja’bari, 3 anni, è stato ferita in un incidente stradale provocato da un colono che è subito fuggito senza fornire alcuna assistenza. L’esercito israeliano è arrivato e ha registrato l’evento. Lana è stata portata nell’ospedale locale, le sue condizioni sono state descritte come stabili. L’evento si è verificato vicino alla Moschea di Abramo. 

Il 1° aprile coloni dell’outpost di Beit Hadasa, nel centro di Hebron, hanno bruciato le reti e le tende utilizzare dalla gente per proteggersi dal sole e dalla pioggia. I vigili del fuoco di Hebron hanno spento l’incendio, mentre il gruppo Giovani Contro le Colonie ha pubblicato una dichiarazione di condanna all’accaduto. 

Il 6 aprile, cinque coloni hanno raggiunto con i cani un asilo palestinese situato vicino alla Moschea di Abramo e hanno minacciato i bambini incitando i cani ad attaccarli. I bambini si sono spaventati molto ed è stata chiamata l’ambulanza. Quando la Mezza Luna Palestinese è arrivata per aiutarli, i soldati del vicino checkpoint hanno bloccato i medici, dicendo che non potevano aprire il passaggio per le auto a causa della mancanza di elettricità. Il gruppo è stato costretto ad andare a piedi. Come raccontato da Naser Karaja, della Mezza Luna, i medici hanno trovato i bambini spaventati e in lacrime. 

Il 12 aprile, coloni degli outpost del centro di Hebron sono entrati nel cimitero islamico e hanno scritto parole razziste sulle tombe, come “Morte agli arabi” e “Andatevene, è la nostra città” 

Il 16 aprile, un gruppo di coloni dell’insediamento di Beit Hadasa nella città di Hebron ha colpito con delle pietre la casa della famiglia Al-Muhtaseb, situata vicino all’outpost. Quando i membri della famiglia hanno provato a difendersi, i soldati arrivati dalla vicina caserma militare hanno arrestato per due ore Mo’taz Al Muhtaseb, 13 anni, secondo quando riportato da Giovani Contro le Colonie. Questo genere di comportamento da parte dei soldati mostra la cooperazione stretta tra l’esercito e i coloni. 

Il 24 aprile, coloni da Kfar Itzion hanno aperto e scaricato i tubi delle fogne della colonia sulla terra coltivata palestinese a Wadi Shukhait, appezzamento appartenente a numerose famiglie del villaggio di Beit Ummar. Le acque nere hanno subito coperto 10 dunam (1 dunam=1km quadrato) di terra piantata a vigneti. Secondo il portavoce del Palestinian Solidarity Project, Yousef Abu Mariyya, quella terra è stata colpita più volte con gli scarichi delle fogne, l’ultima volta il 20 marzo. “Spesso affrontiamo questo tipo di aggressioni dai coloni e sempre lo notifichiamo alla polizia israeliana, ma loro non li fermano”. Le acque nere danneggiano alberi e vigneti: decine di alberi sono stati distrutti lo scorso anno a causa degli scarichi delle fogne. 

Nablus e la regione settentrionale della Cisgiordania 

Il 3 marzo, coloni di Nahaliel, vicino al villaggio di Beit Ello a Ovest di Ramallah, hanno dato fuoco ad una macchina appartenente a un residente del villaggio. Il funzionario del comune, Mohammed Radwan, ha raccontato che “decine di coloni sono arrivati nel villaggio nelle prime ore del mattino e hanno bruciato la macchina di Hani Saleh Bazzar. Quando i residenti hanno scoperto la presenza dei coloni nel loro villaggio, li hanno affrontati. I coloni sono fuggiti nel vicino insediamento di Nahaliel”. Ha poi aggiunto che non è la prima volta che i coloni sono coinvolti in aggressioni contro il villaggio: qualche settimana prima, avevano scritto frasi razziste sui muri del villaggio e parole offensive contro il profeta Maometto. Hanno anche tirato pietre contro le finestre, rompendone alcune. Testimoni oculari hanno detto che gli attacchi contro il villaggio di Beit Ello generalmente si focalizzano sull’area di Al Daher, vicina alla colonia e dove vivono circa mille palestinesi. 

Il 4 marzo, coloni di Shvut Rachel a Sud-Est del distretto di Nablus hanno danneggiato circa 500 alberi di ulivo appartenenti alle famiglie del villaggio di Sorra. Secondo il Palestinian Settlement File Office per il Nord della Cisgiordania, “i coloni hanno attaccato nelle prime ore del mattino, danneggiando e distruggendo circa 500 alberi. Alcuni dei coloni sono entrati nel villaggio e hanno colpito le case con le pietre”. Questi attacchi sono parte del piano dei coloni “Paga il prezzo”, annunciato contro tutti i palestinesi della Cisgiordania. Il piano è stato lanciato dopo che l’esercito israeliano ha smantellato diverse case mobili in alcune colonie, inclusi gli outpost di Giv’at Gil’ad a Nord. 

Il 5 marzo, circa cento colonie di Halamish, a Ovest del distretto di Ramallah, sono arrivati nel villaggio palestinese di Nabi Saleh. I coloni, alcuni di loro armati, hanno tentato di entrare e si sono scontrati fisicamente con alcuni residenti che difendevano il villaggio. I soldati sono arrivati poco dopo e hanno lanciato gas lacrimogeni contro i palestinesi e hanno impedito ai coloni di entrare nel villaggio. I coloni sono giunti con auto e bus, ma i residenti hanno bloccato le strade di ingresso al paese con grosse pietre. 

Il 7 marzo, tre palestinesi del villaggio di Qasra a Sud del distretto di Nablus sono stati feriti dai coloni entrati nel villaggio nel pomeriggio. Gli aggressori, giunti con tre auto, hanno tirato pietre contro le case e le persone. I feriti sono Hasan Ibraheem Yousef, Ribhi Azmi e Othman Mohammed Khriwesh, tutti portati all’ospedale Rafidia di Nablus. 

Nel pomeriggio del 10 marzo dozzine di coloni, di cui alcuni armati, provenienti da Tapuach nel distretto di Nablus sono entrati nel villaggio di Yasouf. I residenti li hanno affrontati e ci sono stati scontri fino all’arrivo dell’esercito. Invece di fermare i coloni, i soldati hanno lanciato lacrimogeni e bombe sonore contro i palestinesi. Gli scontri sono proseguiti per un’ora. 

Il 12 marzo, dopo la fine dello Shabbat, dei coloni hanno attaccato numerosi villaggi in diversi distretti della Cisgiordania, soprattutto a Nord. Gli attacchi sono arrivati come risposta all’omicidio di 5 coloni a Itamar, il giorno precedente. Nell’area di Betlemme, due palestinesi sono rimasti feriti quando 200 coloni hanno colpito con le pietre le auto nell’incrocio stradale di Kfar Etizion. I feriti sono membri della famiglia Abu Aker: la loro auto è stata colpita mentre viaggiavano da Hebron a Betlemme nel pomeriggio. Il guidatore, Nidal Abu Aker, è stato ferito seriamente alla testa ed è stato portato all’ospedale di Betlemme. Anche Mohammed Khaleel Abu Aker è stato ferito alla testa, meno gravemente. 

Nello stesso momento, altri coloni hanno attaccato con le pietre alcune case di Alroub Camp e Beit Ummar. I soldati, arrivati con i coloni, hanno lanciato lacrimogeni e bombe sonore contro i residenti che tentavano di difendere se stessi e le proprie case. Un altro gruppo di coloni ha attaccato le case vicine alla bypass road a Est di Halhol. La casa di Abel Alrahman Fathi Karaja è stata danneggiata e le finestre sono andate distrutte. I coloni hanno anche rotto i vetri dell’auto parcheggiata di fronte casa. Anche l’auto di Ibraheem Saraheen è stata colpita e danneggiata. L’esercito ha chiuso la strada impedendo ai palestinesi di utilizzarla. 

A Ramallah, decine di coloni hanno attaccato le case del villaggio di Nabi Saleh, dopo aver chiuso l’entrata principale. A Nord della Cisgiordania, un gruppo di coloni si è ritrovato nell’incrocio stradale tra Ramallah e la zona Nord e ha attaccato con le pietre le auto che passavano. Circa 100 coloni, molti di loro armati, hanno aggredito il villaggio di Hawwarah a Sud di Nablus, lanciando pietre contro le case e distruggendo molte finestre. I residenti hanno cercato di difendersi, ma i soldati israeliani hanno imposto il coprifuoco al villaggio e lanciato bombe sonore, lacrimogeni e proiettili, questo tipo di aggressioni è proseguito per tre giorni in tutta la Cisgiordania. 

Nel villaggio di Qasra, nel distretto di Nablus, il 14 marzo alcune auto palestinesi sono state bruciate e danneggiate da dozzine di coloni che hanno attaccato il paese nelle ore serali. La maggior parte della case nella parte Nord del villaggio sono state colpite con le pietre e i residenti sono stati feriti. La sera del 13 marzo, un gruppo di coloni aveva attaccato negozi e case vicino alla strada principale di Beit Ummar, danneggiando e rubando piante dal negozio di fiori di Shihada Alami. Nello stesso momento, alcune macchine sono state colpite con le pietre, auto appartenenti a Abel Al-Hameed Mahmoud Alami e Mohammed Alami.

Nella serata del 14 marzo, oltre cento coloni di Itamar hanno attaccato le abitazioni del villaggio di Awarta, a Sud di Nablus. I coloni hanno lanciato pietre contro case e auto, distruggendone vetri e finestre. Il giorno dopo, hanno portato quattro case mobili nelle terre delle famiglie del villaggio, mentre altri coloni danneggiavano circa 20 dunam di terra nel vicino villaggio di Yanoon. Il presidente del Consiglio Locale, Rashed Morrar, ha detto che “fin dal mattino i coloni hanno livellato la terra e costruito case verdi sopra”. La terra si trova a Nord-Est del villaggio. 

Nel pomeriggio del 16 marzo, coloni hanno attaccato con le pietre un’ambulanza dell’Union of Health Work Committees. L’evento si è verificato nella strada principale vicino al checkpoint di Hawwara, a Sud di Nablus. Faras Khader, direttore della sezione emergenze del UHWC, ha raccontato che l’ambulanza è stata attaccata mentre trasportava due pazienti verso Nablus. Ha aggiunto che i coloni hanno fermato l’ambulanza sotto gli occhi dei soldati, che non hanno fatto nulla per fermarli. 

Il 17 marzo, il 33enne Sami Sonober del vilaggio di Yetma, Nord della Cisgiordania, è stato ferito dopo essere stato aggredito con un coltello da dei coloni. Ha raccontato che sei coloni armati lo hanno attaccato mentre si recava al lavoro nella colonia di Shilo, a Nord di Ramallah. È stato portato in ospedale e le sue condizioni sono state descritte come stabili. Sami è stato ferito alla testa, alla schiena e alla vita. La polizia israeliana ha documentato l’evento, interrogandolo prima di lasciare la colonia. 

Il 18 marzo, un  gruppo di coloni si è ritrovato a mezzogiorno nell’incrocio di Za’tara Road, a Est di Salfeet, e ha lanciato pietre contro le auto dei palestinesi. Fath Allah Isa Boziah, 45 anni del villaggio di Hares, è rimasta ferita dal vetro distrutto da un sasso. L’evento si è verificato sotto gli occhi dei soldati israeliani, al checkpoint vicino alla colonia. Quando l’uomo li ha avvicinati per denunciare il fatto, i soldati lo hanno allontanato. 

Il 19 marzo, Mahmoud Rashad Hasan Atalah, 30 anni di Tulkarem, è stato ferito alla testa e al petto dai coloni di Yitzhar che hanno colpito la sua auto con delle pietre. È stato portato all’ospedale Rafidia di Nablus con un’ambulanza della Mezza Luna Palestinese. 

Il 23 marzo, coloni di Itamar hanno danneggiato e distrutto 300 alberi di ulivo nel villaggio di Aqraba. Gli alberi erano stati piantati due mesi prima dall’UAWC, Union of Agricultural Work Committees. Il direttore, Sa’ada Abo Shaikha, ha raccontato che gli alberi erano stati piantati per incrementare le terre coltivate in Palestina. 

Il 24 marzo, coloni di Maskiyot hanno costruito un a tenda nella terra appartenente a Nabeel Daraghma, del villaggio di Ai nel-Hulwa, e hanno issato una bandiera israeliana. I coloni erano accompagnati dai soldati. Quando Daraghma è arrivato per protestare, i militari gli hanno ordinato di andarsene a casa: un’altra prova della collaborazione tra esercito e coloni. Il giorno dopo i coloni hanno montato una rete intorno alla tenda. 

Il 3 aprile un gruppo di coloni di Ma’ale Efraim, a Sud del distretto di Nablus, hanno aggredito Imad Yousef Salahat, 47 anni, con pietre e bastoni. È stato ferito alla testa e alla schiena ed è stato portato nell’ospedale di Nablus, dove le sue condizioni sono state definite stabili. Lo stesso giorno, un membro del Consiglio Locale del villaggio di Madama, ha raccontato che alcuni coloni di Yitzhar hanno danneggiato i tubi dell’acqua nell’area di Ain Al-Sha’ra, a Sud del villaggio. Ha aggiunto che le tubature erano state già danneggiate tre settimane prima e il Consiglio aveva dovuto sostituirle. 

Il 9 aprile, le guardie di sicurezza della colonia di Nofim, a Ovest del distretto di Salfeet, hanno fermato diverse famiglie del villaggio di Diar Istia mentre lavoravano le proprie terre a Kherbit Shihada. Il contadino Samih Salman, 45 anni, ha raccontato: “Mentre lavoravo nel mio campo, la guardia delle colonia è arrivata con la jeep: conosciamo queste jeep, c’è scritta la parola  ‘sicurezza’ in ebraico sopra. Mi ha chiesto di dargli la mia carta d’identità e ha fatto lo stesso con gli altri contadini. Un’ora dopo è tornato e ci ha detto di lasciare l’area o ci avrebbe arrestato. Ci ha ordinato di non tornare ancora”. 

La mattina del 9 aprile, dozzine di coloni di Yitzar hanno dato fuoco all’auto di Ali Hasan del villaggio di Asera El-Qibliyya, a Sud del distretto di Nablus. L’evento si è verificato durante l’attacco perpetrato dai coloni contro il paese. 

L’11 aprile, coloni di Rotem hanno piantato alberi nelle terre recentemente confiscate al villaggio di Al-Maleh. Il presidente del Consiglio Locale del villaggio, Aref Daraghma, ha detto che “la terra appartiene ai contadini del villaggio e di altri villaggi nell’area di Ain AlBaida. La terra è stata confiscata anche se i proprietari hanno mostrato i documenti che ne attestano il possesso rilasciati dallo stesso Stato di Israele”. Ha aggiunto che “la politica di prendersi le terre nell’area è incrementata moltissimo negli ultimi anni”. 

Nelle prime ore del mattino del 21 aprile, dieci coloni di Yakir a Nord della Cisgiordania hanno attaccato con le pietre dei contadini che lavoravano nell’area di Ain El-Bassa, nel villaggio di Dair Istia. I coloni li hanno obbligati a lasciare l’area minacciandoli con le armi. Il sindaco del villaggio, Nazmi Salman, ha detto che “i coloni attaccano di tanto in tanto i contadini: vogliono prendersi la terra per ingrandire la colonia e negli anni passati abbiamo sporto molte denunce, ma senza risposte positive dalle autorità israeliane”. Ha aggiunto che l’area è fertile e ricca di sorgenti d’acqua, che aiutano i contadini ad avere buoni raccolti. Se i coloni continueranno le aggressioni e si prenderanno la terra, i contadini del villaggio perderanno una delle più importanti fonti di reddito.