progetto servizio civile di pace per le acque di Gaza

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0595567120 // Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. // Gaza Port

 

Progetto Servizio civile di pace per le acque di Gaza

del CpsGaza

cpsgaza 

Obiettivo generale: Schierare un servizio di pace come parte terza internazionale non violenta nelle Acque territoriali di Gaza che darà sostegno allo stato di diritto e monitorerà le possibili violazioni dei diritti umani. CPSGAZA definisce le Acque territoriali di Gaza in accordo con la Legge Internazionale e agli Accordi di Oslo fra Israele e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.   CPSGAZA opererà nelle Acque territoriali di Gaza accompagnando le imbarcazioni dei pescatori e monitorando il loro lavoro, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della legge e monitorare possibili violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza. 

 

Obiettivo specifico: CPSGAZA metterà a disposizione nelle Acque territoriali di Gaza un piccolo peace team di circa 10-20 osservatori internazionali professionalmente preparati. Questi osservatori avranno il compito di perseguire l’obiettivo generale e specifico di questa dichiarazione e si atterranno rigorosamente alla missione e ai principi di CPSGAZA. Il Team di CPSGAZA viaggerà su una imbarcazione identificabile, chiamata “Oliva”. L’Oliva accompagnerà i pescatori di Gaza monitorando e informando  le parti e i rappresentanti delle Comunità Internazionale sulle violazioni dei Diritti Umani e delle Leggi. 

Identificare l’imbarcazione: l’imbarcazione della CPSGAZA, chiamata Oliva, è un piccolo yachts di 7,4 metri completamente dipinto di bianco. Avrà a bordo due bandiere con il simbolo della CPSGAZA, lo stesso simbolo presente nell’intestazione di questo foglio. Tutti gli osservatori internazionali a bordo dovranno indossare abiti bianchi e il giubbotto di salvataggio ufficiale di color arancione. 

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Problemi in cui incorrere CPSGAZA 

1. Violazione della Legge Internazionale e degli accordi bilaterali: in base agli accordi di Oslo, un accordo di pace fra l’OLP e Isreale firmato nel 1993, ai pescatori di Gaza era permesso per legge di spingersi fino a 20 miglia nautiche dalla costa. L’autorità Militare in israele ha ridotto l’area a 12 miglia nel momento del ritiro unilaterale di Israele dalla striscia di Gaza nel 2005. A partire dall’operazione militare “Cast lead” nel dicembre 2008, il limite è stato fissato a 3 miglia. Testimoni internazionali e locali affermano che questo limite è imposto con l’uso di armi da fuoco. 

2. Arresti e detenzioni: Fonti locali affermano che fra il 27 dicembre 2010 e il 27 gennaio 2011 sono stati denunciati[1] cinque attacchi contro pescatori perpetrati dalla marina israeliana, arrestando 16 persone, fra cui 2 bambini[2]. Secondo PCHR, fra giugno 2008 e Agosto 2009, 55 pescatori e 3 attivisti internazionali sono stati detenuti. 

3.  Sequestro delle attrezzature da pesca. Fra Giugno 2008 e Agosto 2009, Ie forze armate israeliane hanno confiscato 26 imbarcazioni e numerose reti e attrezzi da pesca. In conseguenza di ciò i pescatori non possono lavorare e hanno dovuto sopportare pesanti perdite finanziarie. Una piccola imbarcazionet (Hasaka), come quelle confiscate, è l’unica fonte di sostentamento per 6 famiglie in media. Il livello di povertà fra i pescatori nel 2010 è stato il più elevato fra tutti i gruppi di popolazione a Gaza, ed è aumentato al 90% rispetto al  50% nel  2008[3] 

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4. Violazioni della sicurezza e del diritto alla vita dei pescatori.

Secondo il PCHR (4), Le Forze Armate Israeliane violano il diritto alla vita ed alla sicurezza dei pescatori Palestinesi. Il rendere bersaglio i civili è una violazione della legge umanitaria e equivalgono a un crimine di guerra. PCHR ha documentato fra Giugno 2008 e Agosto 2009 molte circostanza in cui i pescatori e le loro barche erano attaccati. Questi attacchi hanno provocato la morte di un pescatore ed il ferimento di altri 8 oltre al danneggiamento di barche da pesca. 

5.  Cause di povertà: Secondo il think-tank palestinese PAL-Think di base a Gaza, 10 anni fa a Gaza c’erano circa 6.000 pescatori che catturavano 3.000 tonnellate di pesce all’anno. Oggi ci sono circa 4.000 pescatori e circa 50.000 posti di lavoro nell’indotto della pesca[5]. Il blocco israeliano impedisce inoltre di esportare il pesce fuori da Gaza, mettendo ulteriormente a rischio la sussistenza dei pescatori. Secondo il sindacato dei pescatori, la presenza internazionale nel mare riduce le azioni ostili contro i pescatori e aumenta più di 10 volte la quantità di pescato.[6]. 

Principi fodamentali di CPSGAZA 

1. Professionalità dei membri del peace team e strutture organizzative. Il peace team che sarà impiegato come parte terza dell' intervento non violento dovrebbe essere composto da uomini e donne con molti anni di esperienza lavorativa rilevante che sono stati sottoposti a una accurata selezione e formazione prima dell’assegnazione. Inoltre queste persone lavoreranno con una struttura organizzativa stabile, che segue regole come il Codice di Condotta e Procedure Operative Standard. 

2. Sostenibilità dei risultati:

 La modifica delle strutture e degli atteggiamenti violenti richiede tempi lunghi di pianificazione.

Il team di pace dovrebbe consentire agli attori locali di continuare il lavoro o i cambiamenti ai livelli socio-politici che sono di supporto. Gruppi mirati saranno abilitati a lavorare in modo costruttivo. 

3. Sensibilità del conflitto:l'attività proposta deve partire da una profonda analisi del conflitto. tutte le azioni del progetto dovrebbero essere confermate e approvate dai sostenitori locali dell'intervento prima dell'inizio del progetto. I membri del team di pace saranno addestrati al rispetto della cultura locale e dovranno essere consapevoli della possibilità di creare danni involontari alla società civile locale ed alla dinamica del conflitto. 

4. Politicamente indipendenti: Il team di pace deve cercare il dialogo con tutte le parti interessate al conflitto. Il team di pace deve assolutamente seguire i principi della non violenza e essere indipendente dalle parti politiche. Nonostante l'apertura al dialogo deve essere fortemente impegnato alla difesa e protezione dei diritti umani e ai principi della non violenza, tenedo posizioni chiare contro la violenza ed ogni abuso effettuato. 

5. Legittimità: L'intervento esterno deve essere basato sulla accettazione e il supporto locale. L'intervento e le attività proposte devono basarsi su criteri trasparenti, necessitano accertamenti, progetti basati e applicazioni che includano competenze e supporto locale delle organizzazioni della società civile. La trasformazione del conflitto e il cambiamento locale non può essere raggiunto attraverso un intervento esterno, ma richiede la partecipazione attiva della gente del luogo. 

6. Internazionalità: Il team di pace localmente accettato e non di parte, riceverà benefici dalla grande visione mediatica e dalla portata politica di fronte alla forza militare operante nelle acque territoriali di Gaza. Il team di pace attraverserà più facilmente le divisioni geografiche e potrà comunicare con tutte le parti . 

Durata: Il progetto partirà il 20 Aprile 2011 e sarà lanciato nel quadro delle attività della 6°

Conferenza Internazionale di Bil'in. 

About Us:

Civil Peace Service for the Gaza waters 

CPSGAZA, the Civil Peace Service for the Gaza waters, è una missione congiunta lanciata da the Popular Struggle Coordination Committee, the Palestinian Centre for Human Rights, the Union of Agriculture Working Committes, the Fishing Marine Sports Association in Gaza e un grande numero di Internazionali NGO impegnate con Rule of Law and Peace building promotion in the Middle East. 

The supporters of this initiative are:

1.      Popular Struggle Coordination Committee
2.      Palestinian Center for Human Rights
3.      Union of Agriculture Working Committees
4.      Fishing and Marine Sports Association (Palestine)
5.      International Network for Palestinian Nonviolent Resistance
6.      The Fishermen's Syndicate of Gaza (Palestine)
7.      The Fishermen's Association in Gaza (Palestine)
8.      International Solidarity Movement (ISM)
9.      International League for Human Rights (International)
10.   Nova – Centro para la Innovación Social (Spain/Catalonia)
11.   Servizio Civile Internazionale (Italia)
12.   IPRI Rete CCP - Network of Civilian Peace Services (Italia)
13.   Italian Peace Association (Italia)
14.   IDHC – Human Rights Institute of Catalonia (Spain/Catalonia)
15.   ACSUR-Las Segovias (España)
16.   European Jews for a Just Peace (Europe)
17.   Paz con Dignidad (Spain/Catalonia)
18.   Jewish Voice for a Just Peace (Germany)
19.   Un Ponte per ... (Italia)
20.   Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese (Italian Network)
21.   Stopagrexcoroma (Italia)
22.   Operatori di Pace (Italia)
23.   Peace  Workers (Italia)
24.   Associació Catalana per la Pau (Spain/Catalonia)
25.   Al Dameer Association for Human Rights (Palestine)
26.   AK Nahost Berlin (Germany)
27.   Associació De Recerca per la Pau (Spain/Catalonia)
28.   Associacio Josep Vidal I Llecha (Spain/Catalonia)
29.   Celrà X Palestina  (Spain/Catalonia)
30.   Centre d'Estudis Joan Bardina (Spain/Catalonia)
31.   CEOSI, Spanish Campaign against the Ocupation and for the Sovereignty of Iraq (Spain)
32.   CODEPINK Maine (USA)
33.   Comite Chileno de Solidaridad con Palestina (Chile)
34.   Gaza Community Mental Health Programme (Palestine)
35.   Heidelberger Friedensratschlag (Germany)
36.   JUNTS Associació Catalana De Jueus i Palestins (Spain/Catalonia)
37.   Palästina/Nahost-Initiative Heidelberg (Germany)
38.   Palestinian Center for Human Rights (Palestine)
39.   Peace Workers (Italia)
40.   Radio Free Maine (USA)
41.   Red De Judíos Antisionistas - IJAN España (Spain/Catalonia)
42.   WeAreWideAwake.org (USA)
43.   Coordination De L'Appel De Strasbourg (France)
44.   Farrah - France (France)
45.   Center For Encounters And Active Non-Violence (Austria)
46.   Peace Action Maine (USA)
47.   Dones De Negre Per La Pau (Spain/Mallorca)
48.   Colectivo De Solidaridad Coliche (Spain)
49.   Asociación Iberoamericana Pro Derechos Humanos CLM
50.   CREART (Spain/Catalonia)