La Giornata della Terra, in Palestina, è tutti i giorni

La Giornata della Terra, in Palestina, è tutti i giorni.

di Nagham Yassin

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GERUSALEMME- La giornata del 30 marzo coincide con la Giornata della Terra in Palestina, che commemora l'anniversario dell'uccisione di sei giovani palestinesi - cittadini d'Israele - da parte delle forze di sicurezza israeliane nel 1976, che erano tra le migliaia di persone intente a protestare contro l'espropriazione di terre palestinesi, utilizzate per costruire nuove colonie ebraiche ed espandere le esistenti città israeliane.

Oggi, la Giornata della Terra simbolizza la resistenza palestinese contro l'espropriazione, la colonizzazione, l'occupazione e l'apartheid tuttora in corso in Israele

 

 La Giornata della Terra è tutti i giorni ...

La terra è la città natale,...la nostra terra è l’est e l’ovest, è il nord e il sud…
L'occupazione britannica ci ha rubato giorno dopo giorno le nostre terre, ora anche l'occupazione israeliana ci sta portando via la nostra terra in vari modi ...
Con il tempo abbiamo scoperto che il conflitto non riguarda solo la nostra terra, ma anche la nostra presenza. Quando l'occupazione ha deciso di toglierci la terra, addolorati, abbiamo scoperto di non avere un posto in cui vivere, abbiamo scoperto che la terra in cui vivevamo non è nostra ... abbiamo scoperto di essere senza casa!
Il conflitto non riguarda i confini, non riguarda la terra, il problema siamo noi palestinesi...

La storia della nostra terra non è iniziata quando siamo nati noi ma molto tempo prima...
La nostra storia inizia dal giorno in cui Dio ha creato questo universo, da quella luce nacque la Palestina! La storia della Palestina è fatta di guerre e di molte persone che hanno sempre voluto controllarla ...
Correva l'anno 1948 e c'era una delle tante guerre: milioni di palestinesi sono stati costretti a lasciare il loro paese, mentre migliaia di sionisti s’impossessarono del posto dei palestinesi ...
Questa guerra costrinse quasi un milione di arabi a lasciare le città e i villaggi. Più di 300 mila ebrei sionisti presero il loro posto.
Nel 1948 il governo israeliano distrusse circa 270 villaggi arabi appena usurpati dalle sue milizie, rubò più di un milione di acri di terra araba, e molte altre terre furono confiscate utilizzando la potenza delle armi, fino ad avere il controllo del 40% delle terre, ignorando le convenzioni e i trattati internazionali.
Israele ha continuato ad occupare le terre palestinesi…oggi oltre il 70% delle terre arabe sono sotto il controllo israeliano ...

Nel 1975 il governo israeliano ordinò di perseguire una politica di aumento degli ebrei sionisti in Palestina. In poco tempo diventarono più di 416 mila contro i 290 mila palestinesi.
Nel mese di ottobre decise di sequestrare altri 20 mila ettari di terre in Galilea e questo ultimo atto fece indignare tutti i palestinesi. Così, nel momento in cui la rabbia palestinese raggiunse l’apice, il capo dei consigli di avvocati, medici, agricoltori, e giornalisti provenienti da tutto il paese formarono una commissione speciale per discutere del continuo saccheggio della terra palestinese, e per la prima volta chiesero alla gente di tutta la Palestina di fare uno sciopero per proteggere questa terra santa. E questo è esattamente quello che successe il 30 marzo del 1976: una grande folla dimostrò pacificamente in tutto il paese, gridando: "Questa terra è nostra, viva il popolo palestinese. Con l'anima e il sangue, noi ci sacrifichiamo per te Galilea".
Sei palestinesi furono martirizzati e da quel giorno le loro anime riposano in pace (Khairy Yassin da Araba, Khadija Kasem Choi Hena, e Raja Abu Raya, Khadier Khalayla da Sakhnin, Ra'fat Ali Zuhere dal campo profughi di Nur Shams, e Muhsen Taha da Kafr Kana).

Da sempre occupano la nostra terra, uccidono i nostri bambini, stuprano le nostre figlie e le mogli, distruggono le nostre case, ci costringono a lasciarle, ci umiliano, e cancellano giorno dopo giorno la nostra terra non solo la nostra cultura e, naturalmente tutto questo senza umanità ignorando convenzioni e trattati internazionali ...
La nostra strada è ancora una strada lunga e difficile, ma noi resteremo a combattere; siamo qui, qui siamo nati e qui moriremo, nessuna pistola ci fa paura, e neanche il denaro ci farà tradire il nostro paese, perché i palestinesi veri non daranno mai il loro paese alla spietato nemico senza combattere, e tutti i vostri soldi e fucili non saranno utili, perché la Palestina è come un tatuaggio impresso nei nostri cuori.
.. Questa la nostra storia, questa è la Palestina che spera ancora...
Lunga vita a tutti noi palestinesi ...

Nagham Yassin

VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=xzJYtAd85tA&feature=player_embedded