Ramallah, 9 dicembre 2010 (foto Activestill) – Al Walajah è  un villaggio palestinese tra Gerusalemme e Betlemme nella parte sud della Cisgiordania: ci vivono 2000 palestinesi, soprattutto agricoltori. Anche il villaggio di Al Walajah ha inaugurato a maggio la sua prima manifestazione settimanale, il giorno dopo che le ruspe militari israeliane avevano iniziato a devastare i suoi uliveti.

 

Il piano attuale vede infatti l’intera area circondata dal muro, da tutti i lati, con una solo punto di accesso per  entrare e uscire dal villaggio, sotto completo controllo delle forze armate israeliane: i residenti si vedranno così definitivamente isolati sia da Gerusalemme che da Betlemme e dalle loro terre, quasi 5000 dunam. Già metà della terra agricola di Al Walajah è stata confiscata negli anni per l’espansione delle colonie illegali di Gilo e Har Gilo.

Mahmoud Al-Araj, del comitato popolare di Al Walajah, ha più volte sottolineato come tutta l’area sia considerata “area militare chiusa”, un’escamotage che l’esercito israeliano utilizza per evitare la presenza di attivisti internazionali, palestinesi e israeliani che ogni finesettimana arrivano sul luogo come in altre aree della Cisgiordania, per protestare contro la costruzione del muro, la requisizione di terra agricola e l’espansione delle colonie.

Dal 2007, i residenti di Al-Walajah hanno ricevuto 4 diverse mappe che definiscono ogni volta un percorso differente della barriera israeliana. Nel primo piano, il villaggio avrebbe dovuto essre diviso in due parti, distinte e separate, un piano poi modificato in seguito al ricorso alla Corte israeliana, da parte dei residenti; ma anche l’ultimo piano, definitivamente approvato dalle autorità israeliane, soffoca totalmente il villaggio e  lo lascia isolato dagli altri centri circostanti.

In questi giorni i fotografi di Activestill, un collettivo di fotografi attivi in Cisgiordania si è recato ad Al Walajah e a Beit Jala per documentare lo scempio dei lavori di costruzione del muro. Ecco quello che hanno fotografato.

 

Beit Jala è un villaggio prevalentemente cristiano, situato a 10 chilometri a sud di Gerusalemme, sulla parte occidentale della strada che arriva a Hebron. Una volta completato, qui il muro taglierà 3.200 dunum di terrà agricola (inclusi circa 3000 dunum di uliveti) dai legittimi residenti palestinesi.

La sentenza della Corte suprema israeliana ha di fatto autorizzato la ripresa dei lavori e lo scorso 22 aprile l’esercito ha demolito la casa e danneggiato il giardino di Mitri Ghneim, residente dell’area .

I nuovi lavori di costruzione del Muro di separazione tra Israele e la Cisgiordania stanno isolando il distretto di Betlemme.  Il completamento dei lavori nella zona significherebbe il completo accerchiamento del distretto, che a causa del Muro e degli insediamenti israeliani illegali ha già perso circa un’ampia percentuale della propria originale estensione. 

Come denuncia il comitato popolare lolale, l’area è inoltre già frammentata dalla superstrada 60, riservata unicamente ai coloni israeliani. Nena News