Lettera aperta a Thomas Quasthoff

BRICUP – British Committee for the Universities of Palestine

London, 8 Dicembre 2010

www.bricup.org.uk

 

Lettera aperta al basso-baritono tedesco Thomas Quasthoff. 

Caro Thomas Quasthoff, 

Comprendiamo che tu abbia messo in programma per il febbraio 2011 cinque concerti in Israele, dove canterai le Kindertotenlieder (Canzoni sulla morte di bambini) di Mahler. Abbiamo delle difficoltà a capire perché possa sembrarti una cosa appropriata da farsi. 

Può darsi che tu stia già pensando con quale diritto un gruppo di accademici britannici mette in discussione un impegno professionale che tu hai stipulato – ma noi speriamo che tu voglia ascoltarci fino alla fine.

                         thomas quasthoff

 

Stiamo guardando un servizio sulla bambina di due anni Nasma Abu Lasheen, che è deceduta nell’ottobre 2010. Nasma ha avuto la sfortuna di nascere palestinese nella Striscia di Gaza, sottoposta al blocco imposto dal governo israeliano. Nella sua vita molto breve essa è vissuta immersa nel terrore dell’Operazione Piombo Fuso, l’aggressione di tre settimane alla popolazione di Gaza intrappolata, scatenata da Israele nel dicembre 2008 -gennaio 2009. 

Ma questa non è stata la causa della morte di Nasma. E neppure è deceduta perché nella Striscia devastata nove decimi dell’acqua che la gente beve è contaminata e il mare è colmo di liquami non depurati (gli israeliani hanno bombardato il sistema idrico e quello fognario e non hanno permesso l’ingresso dei materiali necessari per la ricostruzione). 

Nasma si è ammalata di leucemia. Agli ospedali di Gaza è proibita l’importazione di macchine per le radiazioni e di altre apparecchiature necessarie per trattare i pazienti affetti da tumore. I genitori di Nasma hanno fatto richiesta di un permesso urgente per portarla in un ospedale in Israele. Nonostante gli sforzi dei Medici per i Diritti Umani – Israele, il permesso ha impiegato otto giorni per arrivare - troppo tardi per Nasma. 

Quando nella silenziosa sala dei concerti di Haifa o di Tel Aviv canterai Quando la tua mammina…[Quando la tua mamma entra nella stanza, i miei occhi vanno a posarsi laddove avrebbe dovuto essere il tuo caro, piccolo volto, mia piccola bambina], ci saranno i genitori di Nasma Abu Lasheen ad ascoltarti? No, non ci saranno.
Ai palestinesi di Gaza e della West Bank occupata non è permesso di entrare in Israele. Così non potranno essere consolati, anche se di sfuggita, dall’intensità della musica di Mahler e dalla calda umanità e dalla bellezza della tua voce. 

Leggiamo che quando la gente si fissa, come nel tuo caso, sulle conseguenze fisiche della talidomide, sei, giustamente, stanco – tu conduci, a tuo dire, una “vita normale”. Ma vorremmo domandarti se tu sai della possibilità che disabilità permanenti vengano spesso inflitte deliberatamente a bambini palestinesi. Per esempio, l’organizzazione Internazionale per la Difesa dei Bambini afferma che in otto mesi, fino al 28 novembre 2010, a Gaza, le forze israeliane hanno sparato deliberatamente a 16 bambini colpendoli alle gambe o alle braccia. Qual era il loro crimine? Stavano frugando per fare della ghiaia tra gli edifici bombardati vicino alla barriera di confine con Israele. 

Non stiamo negando il fatto che bambini israeliani siano stati uccisi e mutilati, a causa prevalentemente di esplosioni suicide di militanti palestinesi. Non perdoniamo tali atti. Ma richiamiamo la tua attenzione su Nurit Peled-Elhanan, la cui figlia di 13 anni, Smadar, è morta in una esplosione suicida nel 1997. Peled-Elhanan ha trasformato il suo dolore in attivismo risoluto contro l’occupazione israeliana, definendo sia sua figlia che l’attentatrice come “vittime dell’occupazione”. 

Il nostro ragionamento è che con l’esibirti in Israele, tu aiuti a stendere un velo sulla “uccisione, liquidazione, distruzione, devastazione e violenza nei confronti di milioni di civili” che Peled-Elhanan descrive in modo così eloquente nel suo articolo del 4 dicembre per l’Archivio dell’Occupazione Israeliana. Tu aiuti il governo di Israele a camuffare alcune cose che sono molto razziste, molto sistematiche e molto abiette. E tranquillizzi gli israeliani che qualsiasi cosa di crudele e di illegale commettano il loro governo, il loro esercito e i coloni contro i palestinesi, essi avranno ancora un posto nel mondo “civile”. Vuoi proprio fare tutto questo?

Tu insegni a Berlino in un’accademia intitolata a un compositore, Hanns Eisler, che dalla partecipazione alle lotte anti-fasciste degli anni ’30 non si tirò indietro. Le canzoni di Eisler e di Brecht non furono in grado, naturalmente, di impedire l’olocausto nazista della gente disabile, dei comunisti, degli ebrei, degli zingari, degli slavi, dei polacchi in tutta l’Europa. Ed ora possiamo essere meno emozionati dal ritmo marziale e dalla speranze semplici di “Solidarity Song”. Ma la solidarietà è ancora una cosa importante, non è vero? 

Le organizzazioni civili palestinesi stanno chiedendo agli artisti internazionali di non collaborare con le istituzioni israeliane. Sappiamo che nella domanda di rispettare questa richiesta palestinese, stiamo chiedendoti qualcosa di molto arduo. Ma solo quest’anno il cineasta Mike Leigh e i musicisti Elvis Costello, Gil Scott-Heron e Tindersticks fanno parte dell’alto numero di artisti che si sono ritirati dagli impegni in Israele per motivi politici e umanitari. 

Se tu decidi di unirti a loro, eviterai di dare l’apparenza di perdonare lo strangolamento delle vite, dei diritti e della libertà palestinesi ad opera di Israele. “Ma i potenti / posavano senza di me: o lo speravo”*, scrisse Brecht. Noi viviamo nella speranza che tu possa condividere la sua ambizione. Per favore, non cantare con l’orchestra filarmonica di Israele. 

Cordialmente 

Professore Haim Bresheeth
Mike Cushman
Professoressa Hilary Rose
Professore Steven Rose
Professore Jonathan Rosenhead

* Tratto da "Am die Nachtgeboren" , Svendborger Gedichte, 1939
   traduzione Franco Fortini 

(tradotto da mariano mingarelli)