Gerusalemme, 17 novembre 2010, Nena News – I vertici della destra al potere continuano a discutere del destino delle case presunte «illegali» in cui vivono tante famiglie palestinesi del quartiere di Silwan, nella zona araba (Est) di Gerusalemme occupata da Israele nel 1967 e da allora annessa unilateralmente allo Stato ebraico.

 

Ieri, riferisce il quotidiano Jerusalem Post, i deputati della destra che domina la Knesset hanno discusso di un progetto per abbattere un numero consistente delle case di Silwan situate nella zona del «Gan HaMelech», il «Giardino di Re Davide», che i coloni israeliani appoggiati da governo e dal Comune intendono ricostruire ultimando il «parco archeologico» al quale lavorano da anni. Quelle abitazioni, almeno 130, sarebbero «abusive» – secondo i criteri delle autorità comunali di Gerusalemme non riconosciute dai palestinesi sotto occupazione e dalle risoluzioni internazionali – e le famiglie proprietarie  potrebbero essere risistemate in altri edifici.

In ogni caso la destra più oltranzista preme per mettere fine all’«abusivismo» palestinese «ovunque» a Gerusalemme Est, non solo a Silwan, e si fa forte di un recente rapporto del Controllore dello Stato (una sorte di Corte dei Conti israeliana) che parla di oltre 20mila case illegali nella parte araba della città.

Da parte sua il sindaco israeliano di Gerusalemme, Nir Barkat, rilancia il piano della sua amministrazione per risolvere il «problema» in Gan Hamelech e un’altra sezione di Silwan. Tenendo presente che non sarà possibile – per le pressioni internazionali –  demolire tutte le case «abusive», Barkat propone di legalizzarne una parte e costruire edifici a quattro piani: i primi due verrebbero usati per scopi commerciali e turistici, gli altri due invece conterebbero gli appartamenti per coloro che «ha occupato illegalmente sul parco».

La soluzione non soddisfa gli estremisti di destra. Il deputato Michael Ben-Ari (Unione Nazionale) ha accusato Barkat di «dare luce verde a chi viola la legge». «Non accetto questo compromesso – ha detto – voglio che ogni abusivismo edilizio venga punito». Il suo collega di partito Arye Eldad ha commentato che la situazione a Gerusalemme Est è «orribile perché non esiste una regola di diritto». Eldad nemmeno considera che Israele viola le risoluzioni internazionali per Gerusalemme. La discussione sfiora appena il futuro di Beit Yehonatan, l’edificio di sette piani costruito senza alcun permesso dai coloni israeliani a Silwan. La sanatoria parziale proposta dal sindaco Barkat include, naturalmente, anche Beit Yehonatan.

Intanto il ministero della giustizia rifiuta alcun compromesso. L’assistente legale del ministero, Hovev Artzi, ha detto che non è possibile concedere la sanatoria di Barkat e che sono da escludere eccezioni, come Beit Yehonatan che dovrebbe essere sgomberato e sigillato al più presto. Una ipotesi che la destra nemmeno intende prendere in considerazione, poiché ritiene illegale la presenza di oltre 20 mila abitanti palestinesi che vivono a Silwan in molti casi da decenni e non delle poche decine di coloni che si sono insediati con la forza in quel quartiere negli ultimi 15 anni. (Nena News)