Gaza, 06 novembre 2010, Nena News – Per Mohammed Hawajri Gaza offre spunti ad un artista più di Manhattan o Barcellona e lui la abbandonerebbe mai, neppure per il posto più bello del mondo. Scelto come artista del mese dall’Università palestinese di Bir Zeit (Ramallah), 34 anni appena compiuti, Hawajri ha avuto poche occasioni di poter lasciare la Striscia di Gaza. «Siamo prigionieri qui a Gaza ma i miei quadri e le mie sculture invece viaggiano, ovunque nel mondo, con quella libertà che io non posseggo», dice lasciandosi sfuggire una risata tanto sonora quanto colma di amarezza.

 

MOHAMMED HAWAJRI

 

Nel piccolo lembo di terra dove è nato e cresciuto (nel campo profughi di Al Burej) e dove ha vissuto come tutti gli abitanti esperienze di guerra e sofferenza, come l’offensiva israeliana «Piombo fuso» e l’embargo totale, l’artista palestinese trova continui elementi di novità. Dalla tragedia dei rifiuti che inondano la Striscia perché difficili da smaltire sotto il blocco israeliano fino alla natura tipica delle zone semidesertiche come i ben noti catcus di Gaza. Dal conflitto con i suoi crudeli strumenti di morte all’impossibilità di poter viaggiare senza impedimenti.

Ecco perché i suoi dipinti spesso mostrano figure sorridenti che volano superando muri e barriere. «Con la fantasia riesco ad aggirare ogni ostacolo, per me è una risorsa infinita di vita», spiega Hawajri che, proprio grazie alla sua immaginazione e creatività è riuscito a dipingere anche nel periodo più duro dell’ambargo israeliano, quando trovare colori era una impresa impossibile.

Spezie e cibo per molti mesi presero il posto dei tubetti colorati che lo accompagnano da tutta la vita. «Siamo gente di Gaza, forte, capace di resistere ad ogni difficoltà», dice sorridendo soddfisfatto. Nena News