Imbarcazione di ebrei verso Gaza

Aloufok.net
domenica 26 settembre 2010

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Irene: una nave ebraica sfida il blocco di Gaza

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Una nave, con a bordo una decina di militanti pacifisti ebrei, israeliani, europei e statunitensi, ha lasciato, domenica 26 settembre 2010, il porto di Famagusta nel nord di Cipro, in direzione della striscia di Gaza. I suoi occupanti sperano di spezzare simbolicamente il blocco israeliano, secondo un giornalista dell’AFP.

 

«Per me è un dovere sacro in quanto sopravvissuto (alla Shoah) di protestare contro la persecuzione, l’oppressione e la reclusione di tanta gente, tra cui oltre 800.000 bambini a Gaza», ha dichiarato all’AFP Reuven Moshkovitz, 82 anni, uno dei passeggeri.

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La nave, battezzata Irene, è un veliero che batte bandiera britannica. Il tragitto verso Gaza dovrebbe, in teoria, durare circa 36 ore. «Noi abbiamo una strategia non violenta e di non scontro, se l’esercito israeliano ferma la nave, noi non collaboreremo a portarlo al porto (di Ashdod)», ha dichiarato Yonatan Shapira, un ex soldato israeliano, membro dell’equipaggio 

(domenica 26 settembre 2010, con le agenzie) 

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Una nave ebraica è partita da Cipro verso Gaza 

Una nave carica di aiuti destinati alla popolazione di Gaza e noleggiata da gruppi ebraici a livello internazionale ha preso il largo oggi alle 13.32 ora locale.

La nave, Irene, che viaggia con bandiera britannica, ha imbarcato dieci passeggeri e l’equipaggio. Sono ebrei degli Stati Uniti, del Regno Unito, dalla Germania e da Israele. A bordo vi sono anche due giornalisti
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britannici. In questo momento di crisi dei colloqui di pace, degli ebrei, degli israeliani, lanciano un appello affinché sia tolto l’assedio a Gaza e per la fine dell’occupazione.

Il carico della nave è composto da aiuti simbolici in giocattoli per i bambini e strumenti musicali, quaderni, reti per la pesca per i pescatori di Gaza e protesi per interventi chirurgici negli ospedali di Gaza. L’organizzazione ospite a Gaza è il Programma di salute mentale, diretta dal Dr. Eyad Sarraj, medico psichiatra. La nave tenterà di raggiungere la costa di Gaza e scaricare gli aiuti con un’azione simbolica non violenta di solidarietà e di protesta. Sarà fatto un appello per la fine dell’assedio di Gaza e perché sia possibile la circolazione di persone e merci da e verso Gaza. La nave issa diverse bandiere della pace che portano il nome di dozzine di ebrei che hanno espresso il loro appoggio a questa azione, simbolo del largo sostegno a questa nave da parte degli ebrei di tutto il mondo. 

Da Londra, Richard Kuper del gruppo Ebrei per la giustizia per i palestinesi membro del gruppo organizzatore, ha dichiarato, oggi, che la nave ebraica per Gaza è un atto di protesta simbolica contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi e contro l’assedio di Gaza ed è anche un messaggio di solidarietà con i palestinesi e gli israeliani desiderosi di pace e giustizia.              

«Il governo israeliano non ha il sostegno di tutti gli ebrei» ha detto Richard Kuper. « Noi ci appelliamo ai governi e ai popoli del mondo perché si esprimano e agiscano contro l’occupazione e contro l’assedio».

Riguardo il rischio di intercettazione da parte della marina israeliana, Richard Kuper ha precisato: «questa è un’azione non violenta. Noi vogliamo raggiungere Gaza, ma i nostri militanti non si impegneranno in alcuno scontro fisico. Non offriremo alcuna ragione né scusa agli israeliani per ricorrere alla forza o per attaccarli.

Reuven Moshkovitz, passeggero di 82 anni, a detto di aver dedicato la propria vita dei nemici degli amici. «Siamo due popoli ma abbiamo lo stesso futuro» ha aggiunto.

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Numero di telefono satellitare per raggiungere i passeggeri a bordo è: 008821668610337
Contatto stampa a Londra: Yosh 00 8821668610337
Contatto JNews in Israele: Miri 00 972 549270796 

Gruppi di sostegno: Organizzazioni ebraiche e singoli in Olanda, Germania, Stati Uniti, Svizzera, Danimarca, Svezia, Belgio, Francia, Austria, Australia e Israele 

Organizzatori e sponsor: Ebrei Europei per una Pace Giusta (EJJP), Jews for Justice for Palestinians (Regno Unito), Jüdische Stimme Für einen Gerechten Frieden in Nahost (Germania), American Jews for a Just Peace (USA), Jewish voice for Peace (USA), Jews Against the Occupation (Sydney, Australia) 

(Traduzione dal francese Cinzia Nachira)