Vienna, 24 settembre 2010, Nena News – Alla fine hanno vinto Israele e gli Stati Uniti. I 151 membri dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) hanno respinto con 51 voti contrari contro 46, la mozione presentata dai paesi arabi che chiedeva l’adesione allo Stato ebraico al Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) e l’apertura dei suoi impianti atomici alle ispezioni internazionali. Israele è l’unico paese del Medio Oriente a possedere la bomba atomica (tra le 100 e le 200 testate secondo gli esperti), sebbene non lo abbia mai riconosciuto apertamente. Tel Aviv mantiene la cosiddetta «ambiguità nucleare», non ha mai negato nè ammesso di possedere ordigni atomici, limitandosi a dichiarare che non userà mai per primo l’arma nucleare.

 

A votare contro la mozione sono stati in gran parte i paesi occidentali e gli Stati Uniti ma le pressioni israeliane (ed americane) sono riuscite a convincere anche altri paesi, come Cina e Russia, a far decadere la mozione. I rappresentanti americani hanno addirittura sostenuto che il testo avrebbe potuto ostacolare i negoziati in corso, oltre a spingere Israele a disertare la conferenza del 2012 per la creazione di un Vicino Oriente libero da armi di distruzione di massa. Una risoluzione che chiedeva un «Medio Oriente denuclearizzato» invece era passata lo scorso anno con un margine di quattro voti, incluso quello degli Usa. Il testo presentato quest’anno dagli Stati arabi sottolineava i timori per le segrete capacità nucleari israeliane e chiedeva di aprire il paese alle ispezioni dell’Aiea.

Diversi rappresentanti arabi hanno espresso «forte delusione» per il rapporto annuale presentato all’inizio del mese dal direttore dell’Aiea, Yukiya Amano, che sorvola sulla presenza di un nutrito arsenale atomico in Israele mentre insiste sulla necessità di intensificare i controlli sulle produzioni nucleari dell’Iran (accusato da Usa e Israele si volersi dotare di ordigni atomici a scopo militare). Un testo fortemente criticato da Tehran. Il capo dell’organizzazione iraniana per l’energia atomica, Ali Akbar Salehi ha definito ingiusto il rapporto presentato da Amano. «L’agenzia sta vivendo una crisi di autorità morale e di credibilità», ha detto Salehi all’assemblea dell’Aiea.  Amano rispetto al suo predecessore, Mohamed El Baradei, ha avuto sin da subito un approccio duro accusando l’Iran di impedire agli ispettori di svolgere il loro lavoro.

Un anno fa gli Usa avevano adottato una linea più equilibrata e, di fatto, accettato l’idea dell’adesione di Israele al Tnp. In seguito l’Amministrazione Obama ha fatto marcia indietro e, secondo quanto hanno riferito in questi mesi i media israeliani, avrebbe «ammesso» durante colloqui con i rappresentanti dello Stato ebraico di aver commesso un «errore»  ad appoggiare sia pure indirettamente la linea dei paesi arabi. Gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali, senza dichiararlo ufficialmente, riconoscono a Israele il diritto di possedere segretamente armi atomiche. E pongono inoltre ostacoli alla produzione di energia atomica a scopi civili da parte non solo dell’Iran ma anche di Stati arabi «filo-occidentali», come Giordania ed Egitto.(red) Nena News.