Gerusalemme, 09 settembre 2010, Nena News – Televisioni, radio e giornali in questi giorni pieni di notizie e commenti su un possibile prolungamento «tacito» della moratoria che Israele avrebbe attuato negli ultimi dieci mesi sulle nuove costruzioni nelle colonie ebraiche nei territori occupati. Ma il 14 settembre, quando Israele e Anp torneranno ad incontrarsi a Sharm el Sheikh per i negoziati diretti (ripresi il 2 settembre a Washington) sul tavolo ci saranno anche altre questioni scottanti, determinanti per il futuro della Palestina. A cominciare dal tipo di accordo che dovrebbero raggiungere entro un anno, almeno stando alle affermazioni del presidente Usa Barack Obama. Il presidente dell’Anp Abu Mazen vorrebbe un accordo definitivo, una soluzione permanente in tempi stretti. Ma Israele è disposto ad accettarlo? Secondo i media dello Stato ebraico, il premier Netanyahu ha ben altro in mente.

 

Netanyahu vorrebbe per il momento solo un accordo sui principi generali che dovranno «gradualmente» portare alla nascita di uno Stato palestinese. Secondo il secondo canale della televisione israeliana, i palestinesi dovranno aspettare addirittura trent’anni per essere indipendenti, peraltro su di una porzione minima del loro territorio storico. Durante questa lunghissima attesa dovranno dimostrare di essere «capaci» di avere uno Stato. Solo dopo Israele deciderà se e quando evacuare le sue colonie più isolate all’interno della Cisgiordania (tutte le altre comunque verrebbero annesse allo Stato ebraico).

In sostanza l’Anp di Abu Mazen rimarrebbe sotto test per tre decenni, impegnata a dimostrare, evidentemente sulla base dei criteri che imporrà Israele, di poter trasformare lo Stato provvisorio senza sovranità al quale spesso si fa riferimento in questi giorni in uno Stato indipendente a tutti gli effetti. Non è difficile immaginare che Tel Aviv insisterà particolarmente sulla «sicurezza» e sulla continua azione della polizia politica dell’Anp contro gli oppositori laici e islamisti degli accordi.

Il quotidiano Yisral HaYoum, vicino al governo israeliano, ha annunciato ieri che Netanyahu formulerà la «proposta dei trent’anni» il 14 settembre a Sharm el Sheikh, dove saranno presenti anche il Segretario di stato Hillary Clinton e l’inviato Usa per il Vicino Oriente George Mitchell.(red) Nena News