Roma, 23 agosto 2010, Nena News – La nave «Mariam» di attiviste libanesi, intenzionate a portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, non è salpata questa sera alla volta di Cipro dopo che da Nicosia hanno ribadito che non avrebbe ricevuto il permesso per fare scalo in un porto cipriota. La principale promotrice dell’iniziativa, Samar Hajj, durante una conferenza stampa, ha affermato che resta ferma l’intenzione delle attiviste di portare a termine appena possibile la missione in solidarietà con i palestinesi e di rompere l’assedio navale di Gaza, nonostante le pressioni che Israele sta esercitando a livello internazionale.

«Tutto il mondo è contro di noi – ha detto Hajj – ma il viaggio è solo rinviato. Partiremo non appena troveremo un porto intermedio dove dirigerci». La legge libanese non consente alle navi di salpare in direzione di porti israeliani o controllati, come nel caso di quello di Gaza city, dallo Stato ebraico. La «Mariam» pertanto ha bisogno di indicare alle autorità libanesi come sua destinazione ufficiale un porto non israeliano. Sino ad oggi però Cipro ha opposto un netto rifiuto ad accogliere la «Mariam» ritenendo l’intenzione delle attiviste libanesi di rompere il blocco navale di Gaza una «provocazione» in grado di scatenare una dura reazione militare e diplomatica di Israele. Lo scorso 31 maggio decine di commando israeliani si lanciarono all’arrembaggio delle sei navi della Freedom Flotilla dirette a Gaza con aiuti umanitari e uccisero sul traghetto «Mavi Marmara» nove civili turchi.

Gli ostacoli sempre più numerosi che si trovano di fronte coloro che, in vari modi, cercano di raggiungere Gaza, non scoraggiano gli attivisti di “Viva Palestina” – una associazione umanitaria fondata dall’ex parlamentare britannico George Galloway – che contano di far partire da Londra il 18 settembre un gigantesco convoglio via terra per Gaza in collegamento con altri due che partiranno da Casablanca e da Doha, con l’obiettivo di raggiungere Gaza con 500 veicoli di aiuti. L’iniziativa è parallela a quella dell’“International Committee to Break the Siege on Gaza” che sta organizzando la Freedom Flotilla 2, una flottiglia più grande della precedente (della quale farà parte almeno una nave italiana), con l’obiettivo di arrivare a Gaza, a ottobre, nello stesso momento dei convogli.

“Viva Palestina Italia”, su delega di “Viva Palestina UK”, sta coordinando la partecipazione italiana al convoglio terrestre che partendo da Londra arriverà a Gaza attraverso la Francia, l’Italia, la Grecia, la Turchia, la Siria, la Giordania e l’Egitto. L’obiettivo è la partenza di almeno 20 autoveicoli italiani.

Nei giorni scorsi, a Tipperary, in Irlanda, durante una iniziativa di raccolta fondi per “Viva Palestina”, è intervenuto anche Shane McGowan, singer dei “The Pogues”. Dopo aver proposto a migliaia di persone presenti alcuni dei brani più noti della sua band, MacGowan ha dichiarato «di essere onorato» di sostenere Viva Palestina e il popolo di Gaza «in un momento tanto delicato».

In preparazione è anche “Kia Ora Gaza”, un’iniziativa umanitaria neozelandese. (red) Nena News