Palestina, pulizia etnica e resistenza.

 

Collana “Crimini contro l’umanità”

I volti di Abele

 

A.A.V.V.  “PALESTINA” 

Pulizia etnica e resistenza

ZAMBON EDITORE – 2010

                                                                              aavv_palestinapuliziaetnicaeresistenza

 

<<Il presente numero della collana “crimini contro l’umanità”, dopo quelli che hanno trattato, in ordine cronologico, i temi di Auschwitz, Hiroshima, Vietnam e America Latina, è dedicato alla Palestina.

La decisione di inserire la Palestina in una collana che inizia con Auschwitz, è stata per noi una decisione sofferta. Alcuni lettori, senz’altro in buona fede, non saranno d’accordo con la nostra scelta editoriale. Infatti, una parte dell’opinione pubblica è disposta ad accettare qualsiasi crimine commesso da Israele (espulsioni, espropri di case e di terreni, esecuzioni sommarie, carcerazioni di decine di migliaia di palestinesi), in nome di un giustificato senso di colpa che ognuno dovrebbe nutrire in Europa verso gli ebrei a seguito degli orribili crimini che il nazismo ha commesso ai loro danni….. 

La giustificazione adottata per legittimare l’espulsione dalla loro terra degli abitanti autoctoni, i palestinesi, è la più ingiusta delle assurdità: gli ebrei “tornano” nella terra che Dio promise ai loro padri, dimenticando che i discendenti di quei “loro padri” sono proprio i palestinesi (sic!). E questo perché, se è vero che – dopo la distruzione del Tempio – molti furono i prigionieri, i deportati e gli “emigrati”, è altrettanto vero che la maggioranza degli ebrei rimase in Palestina, dove fu in gran parte assimilata culturalmente dalle popolazioni arabe provenienti dal sud, cristianizzata prima e successivamente islamizzata…. 

Con la fondazione e le azioni dello Stato Ebraico, i nazionalisti ebrei non hanno commesso soltanto un crimine a danno di terzi, ma hanno anche contemporaneamente distrutto la parte migliore della tradizione spirituale ebraica: l’internazionalismo cosmopolita e pacifista…..

L'informazione, libera dalle deformazioni propagandistiche dominanti, costituisce premessa indispensabile per individuare l'assoluta priorità politica del momento: render giustizia e restituire pace al popolo palestinese.
Soltanto pagando un simile "prezzo" Israele sarà in grado di porre fine alla tristissima sua attuale deriva culturale che la sta trascinando nel baratro di una concezione sempre più violenta e inumana dell'esistenza....>>