La storia dell'altro

 

PEACE RESEARCH INSTITUTE IN THE MIDDLE EAST – “La storia dell’altro”

Israeliani e Palestinesi

UNA CITTA’ – 2003

 

un manuale di storia per le scuole con due narrazioni, “due verità” che corrono parallele nella stessa pagina. L’impresa straordinaria di un gruppo di insegnanti israeliani e palestinesi.

                                                                                   aavvlastoriadellaltro                                                                              

 

<<Il fatto essenziale e nuovo, assolutamente nuovo, è l’esistenza stessa di questo testo. Il discorso comune è per l’istante impossibile e lo resterà per molto tempo. Ciononostante, i professori che hanno redatto queste pagine l’hanno fatto nel rispetto reciproco dell’altro……Senza dubbio, da una parte e dall’altra si è talvolta nel mito. Se la colonizzazione come “ritorno” rientra nel campo del mito, che dire della definizione del “Muro occidentale”, detto Muro del pianto, come appartenente alla moschea Al Aqsa e atto a commemorare non il Tempio ma il volo del Profeta Maometto sulla giumenta Baraq? Non è neanche certo che il re Davide abbia conquistato Gerusalemme battendo un popolo arabo. E ad ogni modo che cosa servono, da ambo le parti, queste leggende? I due popoli sono stati traumatizzati, gli Israeliani dal ricordo del genocidio, i Palestinesi da quello dell’espulsione. Sarebbe puerile chiedere loro di scrivere la stessa storia. E’ già ammirevole che accettino di coesistere in due racconti paralleli. Auguro buon vento a questa magnifica impresa.>>

                                                                Dalla prefazione di Pierre Vidal-Naquet 

<<Gli studenti che imparano la storia nelle scuole, in tempo di guerra e di ostilità, ne conoscono alla fine dei conti soltanto una versione – la loro, ovviamente ritenuta come quella che sta dalla parte del giusto. Spesso prevale nell’insegnamento la volontà di indottrinare e legittimare una sola delle parti in conflitto, mettendo in cattiva luce le posizioni dell’altra. Varie ricerche dimostrano che i libri di storia si concentrano generalmente sulle guerre, sui morti e sulla sofferenza umana, mentre i periodi di pace, di convivenza vengono di regola trascurati. Quello che da una parte è considerato l’eroe, dall’altra è visto come il criminale della storia. In una simile situazione, lo Stato forma gli insegnanti a diventare degli agenti culturali preparati solo a giustificare le ragioni dell’uno a scapito di quelle dell’altro….>>

                                     Dall’introduzione di Dan Bar-On, Sami Adwan, Adnan Musallam, Eyal Naveh