Come fiori di mandorlo o più lontano

        Darwish Mahmud – “Come fiori di mandorlo o più lontano”

                                                        EPOCHE’ – 2010

 

<<Quando penso a Mahmud, penso alla parola Corpo. La sua presenza fisica era riservata, discreta, non appariscente. 

                                                                 mahmuddarwishcomefioridimandorloopilontano

Penso alla parola Corpo con altre connotazioni. Per esempio, un corpo politico – un’unione di persone che condividono le stesse urgenze politiche. O un corpo di saperi – cui hanno contribuito tante vite e tanti pensatori. O un corpo di opere – alludendo alla creazione di un’intera vita. O un corpo celeste per indicare una stella in cielo. 

Penso alla parola perché le sue poesie si articolano come gli arti e le membra di un corpo. Le articolazioni dei suoi poemi sono fisiologiche e senzienti piuttosto che esteriche o intellettuali. 

Le sue poesie sono come le antiche statue greche di Kouros e Kore, tranne che sono fatte, non di marmo, ma di frasi, ritornelli, parole…..>>

                                                                                John Berger

 

Mahmud Darwish – Considerato tra i più grandi poeti arabi contemporanei, nel corso della sua vita ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali tra cui il Lannan Foundation Prize for Cultural Freedom (2002, USA), il Prince Claus Prize (220, Paesi Bassi) e il Golden Wreath Award, Struga Poetry Evenings (2007, Macedonia).