Notizie da Isreale: i ricatti dello Shin Bet

Ha’aretz.com
12.05.2010

http://www.haaretz.com/print-edition/news/shin-bet-recruiters-enticing-palestinian-medical-students-with-jerusalem-entry-permits-1.289805

 "Reclutatori dello Shin Bet allettano studenti in medicina palestinesi
  
con i permessi di ingresso a Gerusalemme." 

   Studenti sostengono che il servizio di sicurezza ha bloccato la possibilità di frequentare il corso di
   medicina dopo che essi si sono rifiutati di fare la spia per conto di Israele.

  
di Amira Hass

Il servizio di sicurezza Shin Bet sta cercando di reclutare studenti in medicina palestinesi come condizione per accogliere la loro domanda d’ingresso a Gerusalemme, secondo quanto affermano due studenti in medicina presso l’Università Al-Quds che seguono un tirocinio nell’ospedale universitario palestinese all’interno della città.

                                                              qalandiya

 


I due studenti hanno raccontato ad Ha’aretz che un tal "capitano Biran", che aveva asserito di essere un agente dello Shin Bet responsabile del monitoraggio dell’università, aveva richiesto loro di riferire sugli altri studenti e sulle loro attività, come condizione per il rinnovo dei loro permessi di ingresso. Dopo che entrambi si erano rifiutati, era stato loro impedito di scegliere il periodo di tirocinio per continuare il loro corso in medicina. 

Come risposta, lo Shin Bet ha affermato che il permesso d’ingresso dei due studenti non era stato rinnovato per motivi di sicurezza. L’agenzia non ha fatto allusioni alle accuse dei due studenti secondo le quali gli agenti hanno cercato di ricattarli in cambio del rinnovo dei loro permessi. 

A. e T., entrambi di 23 anni di età, sono studenti in medicina al quinto anno presso l’Università Al-Quds nel villaggio di Abu Dis vicino a Gerusalemme Est. La facoltà di medicina è affiliata con alcuni dei più antichi e più grandi ospedali di Gerusalemme – che comprendono l’Augusta Victoria Hospital e l’Al-Makassed Islamic Charitable Society Hospital. 

Circa 170 studenti di medicina, d’infermieristica e di fisioterapia hanno bisogno di un permesso d’ingresso per entrare a Gerusalemme. L’ Al-Makassed presenta le richieste alle autorità dell’Amministrazione Civile che si trovano nella colonia di Beit El, e dopo che lo Shin Bet accorda il permesso, funzionari dell’Amministrazione emettono permessi che sono validi tra i due ed i sei mesi. 

Dopo l’inizio del loro tirocinio in medicina nel settembre del 2008, ad A. e a T. era stato concesso il permesso d’ingresso. Fino al giugno del 2009, T. aveva continuato il suo interinato in diversi ospedali di Gerusalemme ed era passato attraverso i checkpoint ogni giorno. Ma dopo il suo pellegrinaggio alla Mecca, il permesso di ingresso di T. non era stato rinnovato, e l’Amministrazione Civile gli aveva detto di incontrarsi con un coordinatore dello Shin Bet. Alla fine di giugno, ha raccontato, ha avuto il suo primo incontro con Biran. 

Biran chiese a T. se era disponibile ad "aiutarlo" controllando i compagni di studio e le attività al campus di Al-Quds. T. disse di non avere tempo a causa del suo carico di lavoro pesante. 

Lo studente ha affermato che Biran l’avrebbe minacciato che lo Shin Bet potrebbe "interferire con la sua possibilità di concludere i suoi studi", ma che se lui avesse accondisceso alla sua richiesta, l’agenzia gli avrebbe "accordato perfino il permesso d’ingresso all’Hadassah", il prestigioso centro medico all’interno dei confini della Gerusalemme pre-1967. 

A. incontrò Biran per la prima volta nel marzo dello stesso anno. Il 28 febbraio, il suo permesso d’ingresso a Gerusalemme gli era stato confiscato al checkpoint Zeitim, fuori da Gerusalemme Est. Presto pure lui era stato mandato ad un incontro al checkpoint con Biran. 

Ad A. venne detto che il suo permesso d’ingresso era stato requisito a causa di "alcune cose illegali che erano state trovate nella tua borsa." A. ha raccontato che Biran gli disse, "Se vuoi che ti venga restituito il tuo permesso, parla con me. Se non lo vuoi, va." Lo studente ha affermato che lui gli aveva ordinato di riferire allo Shin Bet informazioni sugli studenti che andavano all’estero. Anche A. respinse le proposte dell’agente. 

M., una studentessa della zona di Nablus, si trova lei pure a frequentare il quinto anno di medicina ad Al-Quds. Anche il suo permesso d’ingresso a Gerusalemme le venne confiscato al checkpoint di Zeitim nel settembre del 2009, poco dopo essere ritornata da una visita negli Stati Uniti. 

Come risposta ad Ha’aretz, lo Shin Bet ha detto che "era cosa grata che le tre persone prendessero contatto, una volta l’anno, con i funzionari militari responsabili per la concessione dei permessi d’ingresso in Israele, per richiedere che anche le loro domande venissero rinnovate. Quelle richieste saranno esaminate dalle pertinenti autorità di sicurezza." 

I tre studenti hanno stabilito un contatto con il gruppo di pressione dei Medici per i Diritti Umani, che ha sede a Tel Aviv, con il quale stanno prendendo in considerazione come procedere. 

(tradotto da mariano mingarelli)