ADESIONE DI ISRAELE ALL'OCSE

                          ISRAELE NON DEVE ENTRARE ALL'OCSE

 

Il prossimo maggio ci sarà il voto all'OCSE sulla candidatura di Israele. Ci vuole un solo voto negativo per bloccare il suo ingresso, e dobbiamo fare di tutto per garantire che l'Israele, già dimostratosi un potere oppressivo di occupazione e colonizzazione con un sistema di discriminazione razziale istituzionalizzata, che commette crimini di guerra come documentato nel rapporto Goldstone dell'ONU, non entri a far parte dell'OCSE.

In Europa e in tutto il mondo c'è una campagna svolta a bloccare l'ingresso di Israele.



Di seguito è riportata la lettera, in italiano, indirizzata ai ministri Frattini e Tremonti, insieme all'ambasciatore italiano all'OCSE.

Basta copiare e incollare il testo, aggiungere la firma e inviarlo agli indirizzi e-mail indicati nelle lettere.

Una prima riunione dove si deciderà in linea di massima la questione si svolgerà l'11 maggio. Il voto finale sarà durante il consiglio dell'OCSE, presieduta da Frattini, il 28/29 maggio.

Ricordatevi - ci vuole un solo voto negativo.  Facciamo di tutto perché ci sia.


Per chi volesse inviare la lettera – scritta in inglese - ai rappresentanti dei paesi più propensi a votare no (Messico, Turchia, Irlanda, Svizzera e Portogallo), può rivolgersi a
http://holdisraelac countable. net/

 

                          TESTO DELLA LETTERA

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Roma, 22 aprile 2010

 

ATT.NE:

On. Franco FRATTINI, Ministro degli Affari Esteri

On. Giulio TREMONTI, Ministro dell'Economia e delle Finanze

Amb. Antonio ARMELLINI, Rappresentante Permanente presso l'OCSE

 

Oggetto: Adesione di Israele OCSE 

L'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE) prevede di riunirsi nel mese di maggio 2010 al fine di prendere una decisione formale sulla candidatura di Israele come stato membro dell'Organizzazione. Un voto per l'adesione di Israele all'OCSE sarà considerato dalla gente di coscienza in tutto il mondo come un atto di complicità decisivo e di vasta portata nel premiare e perpetuare l'occupazione, la colonizzazione e l'apartheid israeliana contro il popolo palestinese. Inoltre, comprometterà irrimediabilmente lo stato di diritto e contribuirà a rafforzare la cultura di impunità che ha permesso ad Israele di continuare a commettere crimini di guerra, che, alcuni esperti del diritto internazionale hanno descritto come un preludio al genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza illegalmente assediata ed occupata.

Vi chiedo di far sì che Israele non sia ammesso nell'OCSE e di votare contro la sua adesione quando, a maggio, verrà fatto l'esame finale della sua domanda di ingresso. L'appartenenza all'OCSE alimenterà intensamente il militarismo, la belligeranza e l'aggressività israeliana, destabilizzando ulteriormente l'intera regione, minando la sicurezza nonché lo sviluppo sociale, politico ed economico e rendendo la ricerca di una pace giusta una meta irraggiungibile. 

Non è pensabile che l’OCSE si rifiuti di tener conto delle prove presentate dalle organizzazioni per i diritti umani e della società civile nel corso del processo per l’esame della domanda di adesione di Israele[1]. Inoltre chiedo che l'OCSE riveda la sua decisione di non porre come ostacolo determinante per la sua adesione all'OCSE l'incapacità di Israele[2] di fornire statistiche economiche che distinguano tra lo stato di Israele e i territori palestinesi e siriani che esso occupa 

Ritengo inoltre che l'OCSE si renderà complice degli atti illeciti commessi da Israele, se  non riuscirà ad affrontare e vedere la realtà di Israele come un potere oppressivo di occupazione e colonizzazione – come del resto ampiamente dimostrato - in Cisgiordania, Gerusalemme est e nella Striscia di Gaza e se continuerà ad ignorare che il sistema israeliano di discriminazione razziale istituzionalizzata è la causa principale della povertà estrema tra i suoi cittadini palestinesi, così come peraltro evidenziato nelle stesse relazioni dell'OCSE. 

Israele, come tutti gli altri Stati, deve rispettare le norme del diritto internazionale e dei diritti umani universali e deve rispettarli prima di essere accolto come membro dell'OCSE. Il rispetto e l'osservanza del diritto internazionale e dei diritti umani sono requisiti essenziali per i membri che accettino i regolamenti dell'OCSE. La Convenzione OCSE del 1960, per esempio, afferma che, per il raggiungimento degli scopi delle Nazioni Unite, sono essenziali “capacità economica, rispetto delle libertà individuali e favorire il benessere generale." Nella "Tabella di marcia per la l'adesione di Israele alla Convenzione OCSE", adottata nel novembre 2007, il Consiglio ha osservato che, per entrare a far parte dell'OCSE, Israele deve dimostrare il suo impegno a far valere i "valori fondamentali" condivisi da tutti i membri dell'OCSE e a rispettare i parametri relativi. I valori indicati dall'OCSE includono "un impegno per la democrazia pluralista basata sullo Stato di diritto e sul rispetto dei diritti umani, il rispetto di aperti e trasparenti principi dell'economia di mercato e un obiettivo condiviso di sviluppo sostenibile." 

Già condannato come uno stato che pratica l'occupazione, la colonizzazione e l'apartheid da un recente ed autorevole studio legale del Sud Africa sotto la supervisione dell'esperto di diritto internazionale ed ex relatore delle Nazioni Unite per i diritti umani, il Prof. John Dugard, Israele non si comporta conformemente al diritto internazionale e ai parametri di riferimento dell'OCSE[3]. Israele non ha ancora attuato le raccomandazioni della missione d'inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza e non ha indagato e perseguito, dove necessario, i responsabili di crimini di guerra e di crimini contro l'umanità che hanno portato alla morte di oltre 1.400 palestinesi, la maggior parte civili, nell'inverno del 2008/9. Israele non ha ancora posto fine all'assedio illegale della Striscia di Gaza, che ha portato sull'orlo della carestia quasi 1,5 milioni di palestinesi, molti dei quali profughi che Israele aveva spodestato nel 1948. Israele non ha ancora smantellato il Muro illegale nei territori occupati della Cisgiordania come sentenziato nel parere consultivo dalla Corte internazionale di giustizia nel 2004. Israele non ha ancora posto fine alla sua occupazione di quasi 43 anni della Cisgiordania, compresa Gerusalemme est e la Striscia di Gaza, non ha ancora terminato la sua impresa coloniale né rilasciato i palestinesi arrestati e imprigionati. Israele non ha ancora trasformato il suo sistema politico e giuridico al fine di risarcire milioni di vittime palestinesi, compreso il diritto di ritorno per i profughi, e di consentire piena ed uguale partecipazione da parte dei suoi cittadini palestinesi. Solo allora Israele rispetterà gli standard delle democrazie pluraliste ritenuti fondamentali per l'OCSE. 

Ribadisco le preoccupazioni espresse più volte presso l'OCSE da parte delle organizzazioni per i diritti umani e della società civile ed  esigo che il nostro governo voti contro la domanda di adesione di Israele all'OCSE. 

Distinti saluti,


[1] Vedere per esempio: - Lettera a Mr. Angel Gurria, Segretario generale, Ocse (22 organizzazioni della società civile e per i diritti umani), 28 Settembre 2008:

www.arabhra.org/HraAdmin/UserImages/Files/NGO%20Letter%20to%20the%20OECD.pdf; - Lettera ai Ministri degli Esteri agli Stati membri dell'Osce extra-UE (16 organizzazioni), gennaio 2009: http://www.badil.org/en/documents/category/36-regional-bodies; Lettera dell'Arab Higher  Monitoring Committee all'Ocse, 27 febbraio 2010: http://www.haaretz.com/hasen/spages/1152638.html