Il diritto allo studio a Gaza

da www.aljazeera.it

Il diritto allo studio:Testimonianze di universitari di Gaza.

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Ahmed
: prima dell’assedio, uscivamo da casa per andare all’università con tanta serenità, decidevamo noi quando volevamo uscire e qualche lezione seguire. Trovavamo l’autobus in qualunque ora al giorno. Ora, con l’assedio imposto dagli israeliani, ogni volta che vogliamo seguire una lezione ci troviamo costretti a uscire da casa almeno due ore prima, verificare se c’è il coprifuoco o meno, salutare tutti come se fosse l’ultima volta che possiamo incontrarci.

Khaled: prima dell’assedio, arrivare con l’autobus era comodo e veloce, bastava un mezz’ora da casa per arrivare all’università. Ora, dobbiamo attendere l’autobus che funziona all’olio di sesamo e va lentissimo, lasciando una scia d’odore insopportabile. arriviamo sempre in ritardo, se arriviamo!

Jameel: prima dell’assedio, dopo una giornata di lezioni tornavo a casa stanco , pranzavo, dormivo per un po’, mi alzavo per studiare fino a sera tardi. Ora, torno dalla lezione vado a lavorare con mio padre per guadagnare qualcosa, torno a casa troppo tardi. Dove trovo il tempo per studiare?

Muayad: i quaderni! Sono altri tempi! Una volta al lezione prendevi gli appunti, coloravi come ti pare e spesso scrivevi messaggi e poesie.. Ora ci danno una fotocopia preparata dal Professore sul quale studiare, non puoi nemmeno sottolineare una frase perché va riconsegnata a fine semestre per gli studenti dell’anno dopo. A Gaza non si trovano i quaderni. Per studiare noi non scriviamo più!

Mahmoud: ero abituato a studiare di notte. a me piace vivere la notte, sentivo musica e studiavo! Ora i miei mi obbligano a studiare di giorno prima del tramonto, dopo aver consumato le ultime candele che mia mamma aveva messo da parte per usarle quando manca la corrente. Ultimamente manca spesso!