Notizie da Israele: la Corte Europea impone tariffe doganali ai prodotti israeliani delle colonie

Haaretz.com

01.11.2009

 

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1124931.html

 

"Corte Europea: nessuna riduzione di tariffe doganali

  per i beni prodotti da Israele negli insediamenti."

  di Ora Coren

 

I beni israeliani prodotti in insediamenti in Cisgiordania non hanno i requisiti per godere dei vantaggi commerciali nell’Unione Europea, ha stabilito un avvocato generale della Corte Europea di giustizia l’altra settimana.



Israele e l’Unione Europea hanno un accordo di libero commercio che dà alle esportazioni israeliane una sostanziale riduzione delle tasse doganali.

L’opinione non-vincolante dell’avvocato generale, se seguita, potrebbe significare che i prodotti realizzati nei territori potrebbero essere gravati dalle tariffe doganali intere.

L’opinione, sottoposta in un caso in Germania portato dall’azienda di purificazione dell’acqua Brita nel 2002, potrebbe servire come precedente nell’ UE. La compagnia ricevette l’ordine di pagare 19,155 € di tasse per l’apparecchiatura che aveva importato dall’azienda israeliana Soda Club, la cui fabbrica era in Cisgiordania.

Le autorità doganali tedesche chiesero se i prodotti fossero stati realizzati nei territori, e quando non ebbero ricevuto risposta alcuna, alla Brita fu imposto di pagare le tasse d’importazione.

Allora, la Brita si appellò alla Corte Tedesca contro la decisione e la Corte finanziaria di Amburgo rispose con un pronunciamento sulla materia delle autorità giudiziarie dell’Unione europea.

In passato, le autorità dell’UE avevano deciso che anche le alture del Golan e Gerusalemme Est facevano parte dei "territori occupati", ma in questo caso, l’avvocatura generale disse la propria opinione riferendosi solo alla Cisgiordania e Gaza.

Attualmente, beni provenienti dai territori, per ricevere tariffe ridotte, devono recare un certificato rilasciato dall’Autorità Palestinese.

Il disaccordo dell’UE sulle esportazioni israeliane dai territori si ha da lungo tempo. Ad un certo punto, l’UE minacciò sanzioni contro tutte le esportazioni israeliane se un accordo non fosse stato raggiunto. In ogni caso, Israele rifiutò di etichettare o differenziare in altro modo i prodotti provenienti dagli insediamenti.

Cinque anni fa, Israele e l’UE si accordarono che tutte le esportazioni sarebbero state etichettate con il luogo di produzione, o con il codice di chiusura della fabbrica, e le autorità doganali europee avrebbero potuto decidere allora se imporre le tasse.

Le esportazioni israeliane verso l’UE ammontarono nel 2008 a 17.8 milioni di $, dei quali soltanto una esigua frazione veniva dai territori. Comunque, Der Spiegel recentemente riferisce che un terzo delle esportazioni israeliane verso l’UE sono prodotte in parte o completamente nei territori.

(tradotto da Flavia Lepre)