Studentessa 22enne palestinese deportata dai soldati israeliani

 

PalestinaNews

03.11.2009 

http://palestinanews.blogspot.com/2009/11/studentessa-21enne-deportata-bendata-e.html 

 "Studentessa 21enne deportata, bendata,
   ammanettata, dai soldati israeliani"
 


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Berlanty Azzam
è una ragazza palestinese di 21 anni, che studiava e viveva a Betlemme sin dal 2005, dopo aver richiesto ed ottenuto dalle autorità militari israeliane un permesso che la autorizzava a viaggiare attraverso Israele per raggiungere la West Bank. Studentessa in business administration, le mancavano solo due mesi per completare i propri studi.
Il pomeriggio del 28 ottobre, mentre tornava a casa a Betlemme dopo essere stata ad un colloquio di lavoro a Ramallah, la macchina in cui viaggiava Berlanty veniva fermata ad un check point. I soldati israeliani, accortisi del fatto che la sua residenza era registrata a Gaza, la arrestavano e la chiudevano in cella. 

Nonostante la promessa delle autorità israeliane di non procedere subito al trasferimento a Gaza di Berlanty, in modo da consentirle di presentare appello contro il provvedimento alla Corte suprema, la notte stessa la ragazza veniva bendata, ammanettata e caricata su una jeep che provvedeva a deportarla nella Striscia contro la sua volontà, nonostante ogni assicurazione ricevuta in contrario. 

Racconta Berlanty: "Fin dal 2005, ho evitato di andare a visitare la mia famiglia a Gaza per paura che non mi venisse permesso di ritornare ai miei studi in Cisgiordania. Ora, proprio a due mesi da laurea, sono stata arrestata e portata a Gaza nel cuore della notte, senza alcuna possibilità di terminare i miei studi". 

Da anni, Israele impedisce ai Palestinesi residenti nella Striscia di Gaza di frequentare corsi di laurea nelle università della Cisgiordania, ma anche all'estero: attualmente, sono ben 838 gli studenti bloccati a Gaza e impossibilitati a recarsi all'estero per completare i propri studi o ottenere master post-laurea. 

Ma questo è diverso, si tratta di una vera e propria caccia all'uomo volta a deportare nella Striscia di Gaza quei Palestinesi che vivono, studiano e lavorano, anche da anni, nella West Bank, pur risultando iscritti - nei registri dello stato civile controllati da Israele - come residenti a Gaza. 

Esemplare è il caso di Muhammad Abu Sultan, denunciato dall'ong israeliana B'tselem. 

Muhammad Abu Sultan, originario del quartiere Rimal a Gaza, si era trasferito nel 1996 a Tulkarm e li ha conosciuto la propria moglie Alaa, che gli ha dato tre figli di 6, 3 e 2 anni. Alcuni anni fa l'Autorità palestinese aveva annunciato che i residenti di Gaza che vivevano in Cisgiordania avrebbero potuto cambiare la propria carta d'identità con un documento similare valido per la West Bank. 

Muhammad, che aveva una carta d'identità di Gaza, il 1 ottobre del 2007 si recò allora presso gli uffici dell'Autorità palestinese a Ramallah, ottenendo la sua brava carta d'identità valida per la West Bank. Voleva essere sicuro, dato che per lavoro si recava spesso a Nablus, Ramallah, Jenin e Gerico, e spesso si trovava a dover attraversare i posti di blocco dell'esercito israeliano. 

Ma, il 12 gennaio del 2008, Muhammad veniva fermato al checkpoint di Beit Iba, vicino Nablus, e nella stessa giornata veniva deportato nella Striscia di Gaza dai soldati israeliani, poiché considerato residente nella Striscia di Gaza.

Da allora, la moglie Alaa e i tre figli di Muhammad Abu Sultan vivono a Tulkarm senza il loro marito e padre, e la più piccola delle bambine, Riwa, di soli due anni, chiama "papà" il nonno.
 

Con buona pace di chi ancora sostiene la colossale menzogna del "disengagement" israeliano da Gaza, Israele non solo controlla le frontiere terrestri e marittime e lo spazio aereo della Striscia, non solo limita allo stretto indispensabile per la sopravvivenza l'ingresso di cibo, medicinali e merci, ma persino continua a controllarne i registri dello stato civile, non riconoscendo l'operato dell'autorità palestinese in materia. 

Le autorità israeliane, infatti, impongono ai Palestinesi registrati nella Striscia di Gaza di poter restare in Cisgiordania solo dopo aver ottenuto uno speciale "permesso" (difficilissimo da ottenere), imponendo un regime senza precedenti e, soprattutto, senza alcuna base legale, che trasforma i Palestinesi che vivono a casa propria e nella propria terra in dei veri e propri "immigrati clandestini". 

Israele in tal modo viola i diritti dei Palestinesi all'istruzione, alla libertà di movimento, al ricongiungimento familiare, e si rimangia persino accordi liberante firmati come l'accordo Movement and Access del novembre 2005, che doveva regolamentare il libero accesso da e per Gaza (nonché la costruzione del porto e dell'aeroporto.). 

Ma, naturalmente, sopra ogni norma e ogni diritto - anche i più basilari - prevalgono le ragioni della "sicurezza" di Israele, notoriamente minacciata, è risaputo, da studenti e padri di famiglia che per studio o per lavoro si recano da Gaza in Cisgiordania e viceversa.