Notizie da Israele - I crimini della "Squadra della Castit

Ynet News.com

Jewish world
22.10.2009  

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3791902,00.html
 

“La ‘Squadra della Castità’ di Gerusalemme sta

  ampliando il campo delle proprie attività.” 
 
di Ari Galahar 

Gli abitanti del quartiere di Beit Israel, nella capitale, affermano che membri della “Guardia del Pudore” hanno aggredito recentemente una giovane divorziata e studenti americani della yeshiva, sospettati di aver proiettato film pornografici.

La “Squadra della Castità” di Gerusalemme sta ampliando il campo della propria attività cominciando ad intervenire nel quartiere di Beit Israel della capitale. Secondo gli abitanti del posto, alcuni residenti del quartiere sono stati aggrediti violentemente da membri della “Guardia del Pudore”. 

Uno dei residenti ha raccontato a Ynet che una donna divorziata che vive nel quartiere è stata assalita da membri della squadra, che in un parco giochi del posto le hanno versato addosso acqua bollente e poi l’hanno picchiata. 

Uno del posto, che è stato testimone dell’episodio, ha raccontato: “Membri della “Squadra della Castità” l’hanno scippata al parco giochi, le hanno versato addosso acqua bollente e quando lei ha cominciato a urlare l’hanno malmenata.” 

In una vicenda a parte, componenti della squadra, a quanto si dice, hanno fatto irruzione in un appartamento dove vivevano alcuni studenti americani della Yeshiva, e dopo averli spruzzati di gas lacrimogeno, li hanno derubati del computer portatile. 

Un vicino che era arrivato in aiuto degli studenti non ha potuto identificare gli assalitori che si sono dileguati rapidamente dalla scena. 

Abitanti del luogo hanno spiegato che i membri della squadra avevano sospettato che i giovani stessero proiettando film pornografici alle ragazze locali.

A seguito del fatto, gli studenti della yeshiva hanno lasciato l’appartamento.
 Un altro incidente si è verificato in casa di un residente del posto, dove i suoi amici avevano l’abitudine di recarsi ogni sera trattenendosi poi fino alle ore piccole della notte. 

Circa una settimana fa, gente sconosciuta ha dipinto le scale che portano all’appartamento, e colui che vi abita ha raccontato ai suoi amici di aver ricevuto diverse minacce da membri della “Squadra della Castità”, che accusavano i suoi amici di dar fastidio alle ragazze che passavano nei paraggi. 

In questi ultimi anni, il quartiere di Beit Israel sta cambiando la sua natura, da un quartiere tradizionale sefardita, ad uno simile a quello degli ebrei ortodossi integralisti (haredi) di Mea Shearim. 

Secondo l’opinione di uno dei residenti, la “Squadra della Castità” sta dandosi da fare per cambiare i valori di vita del quartiere, accettabili, e imprimere al luogo un aspetto maggiormente tradizionalista. 

PRECEDENTI

 Ynet News.com
 
Jewish World  
 
02.04.2008
 

 
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3696590,00.html 

 
“Un uomo della ‘Squadra della Castità’ accusato  
  
di aver aggredito gli impiegati di un negozio di computer.”
 
  
di Aviad Glickman

Shmuel Weisfish è accusato per aver minacciato di assassinare gli impiegati di un negozio di computer di Gerusalemme per la vendita di lettori MP4 “non-kosher”.

L’ufficio del procuratore di Gerusalemme, giovedì, ha messo agli atti l’incriminazione presso il tribunale distrettuale della capitale nei confronti di Shmuel Weisfish, di 22 anni, membro della famigerata ultra-ortodossa “Squadra della Castità”. 

Weisfish è accusato di aggressione nei confronti degli addetti di un negozio di computer nel quartiere Geula a Gerusalemme e di minacce di appiccare il fuoco al negozio e di assassinio nei loro confronti. L’accusa comprende disordini, ricatto, di aggressione aggravata e di percosse. 

Secondo l’incriminazione, Weisfish ha partecipato alla protesta della “Squadra della Castità” che di regola veniva effettuata fuori dal negozio di computer, che era accusato dai membri di vendere dei lettori MP4 “non-kosher”. A detta della “Squadra della Castità”, i dispositivi espongono utenze per contenuti inappropriati. 

Durante queste dimostrazioni, che hanno avuto inizio nel giugno del 2008, Weisfish avrebbe cacciato dei clienti fuori dal negozio, danneggiato merci e minacciato di uccidere gli addetti e di dar fuoco al negozio. 

L’accusa ha sostenuto che durante una protesta, Weisfish con uno dei membri della “Squadra della Castità” ha trascinato un dirigente fuori dal negozio, tenendolo fermo perché i suoi amici lo picchiassero, mentre in un’altra dimostrazione ha tirato una pietra nel negozio, offendendo uno dei dipendenti.
 

Durante il suo interrogatorio, Waisfish ha riconosciuto di stare usando un nome falso , inoltre si è pure rifiutato di fornire il nome dei suoi genitori.

  

Ynet News.com

Jewish World
 04.03.2009  

http://www.yetnews.com/articles/0,734,L-3681367,00.html
 

“L’accusa richiede il massimo della pena

  per un criminale appartenente alla “Squadra della Castità.” 
 
di Aviad Glickman
 

Elhanan Buzaglo sottoscrive una richiesta di patteggiamento dopo aver malmenato una donna che nel passato era stata religiosa, in quanto stava conducendo una vita “impudica”.


L’accusa distrettuale di Gerusalemme ha sottoscritto una richiesta di patteggiamento con Elhanan Buzaglo,  accusato di aver aggredito una donna in un quartiere ultra-ortodosso della capitale. 

Buzaglo, un membro della cosiddetta  “Squadra della Castità”, ha malmenato e minacciato una donna che non si era adeguata agli standard di pudore della squadra. 

Durante l’udienza, tenutasi mercoledì, l’accusa ha sostenuto che a Buzaglo si sarebbe dovuto comminare il massimo della pena da scontarsi in carcere e obbligarlo a risarcire la donna. 

L’imputazione rivista e corretta asserisce che la “Squadra della Castità” è un’organizzazione che dichiara apertamente quali sono i suoi obiettivi – combattere casi di impudicizia femminile – e cerca di ottenere quegli scopi con mezzi violenti. L’accusa ha affermato che a Buzaglo erano stati pagati 2.000 dollari per aggredire la donna divorziata nel proprio appartamento.  

Nel giugno del 2008, Elhanan Buzaglo ed altri sei uomini erano penetrati a forza nell’appartamento della donna nel quartiere Maalot Dafna a Gerusalemme. L’accusa sostiene che la donna, nel passato, aveva fatto parte di una comunità ultra-ortodossa, ma che aveva poi abbandonato quel tipo di vita dopo il suo divorzio, avvenuto nel 2005. 

Dopo aver afferrato la donna, l’uomo l’aveva fatta cadere sul pavimento, l’aveva presa a calci ripetutamente e poi imbavagliata, avvisandola che l’avrebbe accecata con la mazza e accoltellata se lei avesse osato aprire gli occhi. Poi era stata “interrogata” da Bozaglo e dal suo gruppo, nel tentativo di costringerla a rivelare l’identità dell’uomo con il quale aveva rapporti. 

Il gruppo, che ha scagliato anche volgarità durante tutto il tempo della terribile esperienza della donna, è pure accusato di minacce di omicidio nei confronti della donna nel caso in cui lei non se ne fosse andata dall’appartamento. 

La richiesta di patteggiamento firmata dal legale di Buzaglo lo accusa di violente percosse, ma non di complotto per commettere un crimine. La corte al momento sta deliberando sulla sentenza di condanna di Buzaglo. 

L’accusa sostiene che Buzaglo era un mercenario che eseguiva gli ordini della “Squadra della castità”, un gruppo che stava cercando di imporre il suo codice etico a coloro che se ne erano allontanati. 

Al tribunale, l’accusa ha dichiarato che: “La ‘Squadra della Castità’ è illegale. E’ un fenomeno inaccettabile e merita di essere punito severamente.” 

Ma, il legale di Buzaglo, Orna Saban Eroati, ha detto che il suo cliente era profondamente pentito ed ha affermato che il suo comportamento è stato per la maggior parte legale. Lei ha sostenuto che lui non ha fatto propria l’ideologia della squadra e che stava eseguendo solamente un servizio come mercenario. 

Buzaglo ha chiesto perdono alla donna e ha dichiarato: “Voglio esprimere i sentimenti di un padre che ha tradito la sua famiglia. Ho compiuto un’azione abominevole che ha causato inutili sofferenze a una donna che non le meritava. Mi rendo conto di aver commesso un’azione grave e sono pronto ad accettare la decisione del tribunale.” 

Si è rivolto alla corte dicendo che non stava chiedendo una condanna di minore entità per sé stesso, “ma piuttosto per i miei bambini e per mia moglie che stanno soffrendo a causa delle mie azioni.” La sentenza verrà emessa approssimativamente fra 10 giorni. 

(tradotto da mariano mingarelli)