Notizie da Israele - Un caso di inutile furore.

Haaretz.com

19.10.2009  

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“Un caso di inutile furore”

  di Gideon Levy 

Il Ministro della Difesa Ehud Barak dovrebbe dare le dimissioni. Ci sono paesi nei quali un rapporto  rigoroso quanto quello richiesto dal supervisore dello stato non gli avrebbe concesso altra possibilità se non quella di dimettersi. Ci sono pure paesi i cui ministri governativi si comportano diversamente. Ma, alla luce delle rivelazioni sulle dissolute e salate spese folli fatte a Parigi può succedere che si determini una reazione rabbiosa solo in un paese nel quale autentici scandali vengono spazzati sotto il tappeto – compreso il tappeto sul pavimento dell’InterContinental Paris Le Grand. Solo un paese con così tanto da nascondere è capace di fissarsi su questioni di così poco conto. Solo un paese di questo tipo fa il possibile, e oltre, per dimostrare la sua moralità ed integrità. Solo un paese così si sforza di comprovare quanto può essere vigile sia la sua opinione pubblica che la stampa “impegnata”, due entità che affrontano le questioni facili tanto quanto quelle difficili. Salvo che in questo caso, si occupano solo delle prime e non delle ultime.

Il difensore civico statale ha svolto il suo compito per ciò che riguarda il caso della manifestazione aerea parigina, tanto che in ministro della difesa è stato immediatamente aggredito in modo brutale. Un difensore civico differente, il difensore civico del mondo, ha fatto pure il suo lavoro. Eppure, chi è stato criticato in questo caso, e con la stessa brutalità? La risposta è, naturalmente, lo stesso difensore civico, Richard Goldstone, e non i destinatari delle sue critiche. Uno straniero che fosse in visita in questo paese per il fine settimana avrebbe potuto credere che il nostro ministro della difesa fosse sospettato di omicidio, di peculato su larga scala o di bestiale stupro. Che cosa non è stato detto di Barak? Perfino l’editore di un giornale di economico era stato convocato in uno studio televisivo, dove ha rilasciato una critica severa. Questa ondata di indignazione morale è una questione di furore inutile. Essa è destinata a nascondere altri misfatti, dei quali nessuno parla. 

Qual’è la questione a portata di mano? Soltanto un piccolo spreco di denaro, anche se l’episodio è scandaloso e esasperante. Subito dopo, tuttavia, abbiamo un altro scandalo da aggiungere alla lunga lista degli attacchi di ira finiti in nulla: il Brig. Gen.Moshe (Chico) Tamir, che ha lasciato suo figlio al volante di un veicolo messo in circolazione dall’IDF per tutti i tipi di terreni; il Brig. Gen. Imad Fares, che ha permesso a sua moglie di guidare la sua auto messa a disposizione dall’esercito, un altro fatto fatale per la carriera; l’ex-primo ministro che ha corretto a proprio vantaggio il suo biglietto aereo; il quotidiano svedese Aftonbladet che ha pubblicato affermazioni scurrili; la televisione turca che trasmette una serie colma di distorsioni della verità; Barak che ha venduto il suo appartamento molto in alto nella Akirov Tower. Tutti questi problemi sono degni di una discussione pubblica, ma come nel villaggio francese di Clochemerle, il furore del paese è sproporzionato. E’ lo stesso Clochemerle che continua a rimanere in silenzio. Ecco ciò che risulta così bello e comodo riguardo all’attacco a Barak per il suo lussuoso appartamento: tutto avviene nel rispetto del consenso ed è così democratico. Non c’è da pagare alcun prezzo pubblico o politico per una protesta di lusso di questo tipo, molto simile a quella di richiedere un boicottaggio dei villaggi turistici di lusso in Turchia. Per favorire chi non ci si dovrebbe associare a un tale coro? Chi non ritiene che  2.500 euro per notte in un hotel sia una cifra scandalosa? Chi potrebbe tacere di fronte a un seguito di persone che comprende due case fotografiche? Ma allo stesso tempo, dove sono tutti quegli striduli contestatori, quei segugi della giustizia, quei cittadini ligi alla legge quando l’argomento che è in  discussione riguarda la condotta criminosa su una scala molto più grande – com’è quella descritta da Goldstone? In tali circostanze, perché risulta che le loro bocche sono rimaste chiuse allucchettate? Perché avviene  che essi si rinchiudono in sé stessi,avvolti nel silenzio e nella vigliaccheria? 

Che cosa? Pensano veramente che Israele non abbia commesso crimini di guerra a Gaza? Pensano veramente che se qualcuno riceve una telefonata nel cuore della notte, che lo avverte di fuggire dalla propria casa per sottrarsi alla morte – in un tempo e in un luogo dove non ha da fuggire da nessuna parte – che questo riduca la responsabilità che ricade su chiunque bombarda la casa e i bambini che vi vivono dentro? 

Che cosa? Non ritengono che sia uno scandalo che a una persona che sta sanguinando fino a morire davanti ad un ospedale israeliano, per ferite da pugnale,  venga impedito il ricovero per le terapie semplicemente perché si tratta di un arabo? L’assedio di Gaza non è forse uno scandalo colossale? L’occupazione non è forse una vergogna di proporzioni storiche? Le gigantesche somme di denaro, il denaro veramente corrotto che viene sprecato qui – non è lo stesso contante che viene inutilmente riversato nell’organizzazione coloniale? Sono gli incentivi dei ministeri i soli sprechi scandalosi? Non è’ scandaloso che Barak se ne vada a Parigi per la manifestazione aerea a nome del quarto più grande esportatore di armi del mondo, un paese che vende le sue merci ad ogni regime oscuro, un paese le cui prove di laboratorio per quelle armi sono talvolta più crudeli di quanto  possa essere concepito? Essi conoscono la risposta a tutte queste domande,  eppure se ne stanno in silenzio. Sono coloro che si ritengono moralmente superiori – “i figli della luce” - come alcuni di loro alludono umilmente facendo riferimento a se stessi. 

La proprietà del diavolo: L’uomo indiziato ora di saccheggio del bilancio e del soggiorno in lussuosi alloggi si dà il caso che, per caso e solo per caso, sia la stessa persona che per molti anni è stato responsabile di gran parte degli scandali e dei crimini sopra elencati. Noi non rimarremo in silenzio e neppure gli perdoneremo le sue notti e i suoi lussi a Parigi. Eppure lo saluteremo ed applaudiremo, il nostro eterno Mr. Sicurezza, per le notti di terrore a Gaza. Perché questo è ciò che siamo. Noi siamo rabbiosamente eccitati da questioni frivole e di poco conto. Siamo indifferenti ai veri scandali. Barak avrebbe dovuto essere rimosso molto tempo fa. Lo spargimento di sangue descritto nel rapporto Goldstone – non le spese folli citate dal rapporto Lindenstrauss – avrebbero dovuto portare alle sue dimissioni. 

(traduzione di mariano mingarelli)