Diario di Paola in Palestina - 17 ottobre

Diario di Paola in Palestina – 17 ottobre

  Per il cugino, E., Pagliara è un 'venduto' (testuale). Tuttavia E. continua ad essere persuaso che i palestinesi siano nemici, pronti a farsi saltare in aria su un bus, e che le prospettive di pace siano pari a zero.

  

Usciamo a comprare il giornale. Un negozio ha l'insegna in russo. "Meno male che ci sono i russi. Così ora puoi comprare carne di maiale, e anche il panettone", è l'opinione della cugina, D.

(Molto) ortodossi a Rechovot. Per D., semplicemente 'religiosi'. "Quando siamo arrivati a Rechovot era una cittadina laica. Ora i "religiosi" sono almeno un terzo degli abitanti. Hanno quartieri tutti loro.
Sulla strada verso casa, sinagoga fondamentalista.

E tuttavia, non ci si capisce gran che, con i cugini (che hanno all'incirca l'età di mio padre). Sono ancora fieramente laici, cercano di resistere al peggio della propaganda israeliana, ma hanno ceduto integralmente a quella USA. Quindi il nemico è l'islam. E sarà che, contro il loro volere, il figlio è andato a stare in una colonia, ora ritengono non c'è niente da fare sul lato palestinese, perché 'vogliono solo ucciderci'. Vorrei tornare rapidamente a Beit Jalla, ma non si può. Il primo pullman parte quando finisce il sabato, alle 18. Nel Paese 'laico', che fa da 'barriera contro il fondamentalismo (islamico)'.

Ieri, giornale radio. Capisco pochissimo, e mi faccio tradurre l'essenziale. "Dicono che l'ONU ha approvato il report di Goldstone. La Turchia ha ridotto le relazioni con Israele, e Shalom, che prima era ministro degli esteri, dice che sono antisemiti", è la sintesi.