La lentezza dei controlli dello Shin Bet impedisce ai cittadini di Gaza di fare le visite mediche

Haaretz.com
01.10.2009

 
http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=1117999&contrassID=2&subContrassID=1#

“Rapporto: L’esasperante procedere dello Shin Bet

  che priva gli abitanti di Gaza delle cure mediche.”

  di Amira Hass 
 

Secondo un recente rapporto, è stata la lentezza della risposta fornita dai Servizi di Sicurezza dello Shin Bet riguardo alla richiesta fatta da parte palestinese di lasciare la Striscia di Gaza passando per il valico di Erez, per usufruire di cure mediche, la ragione principale che ha fatto sì che, tra il gennaio e l’agosto 2009,  più di un terzo di coloro che ne avevano fatto richiesta, hanno perso il loro appuntamento con il medico.



I Medici per i Diritti Umani di Israele (PHR-Israel) hanno tratto queste conclusioni, dopo aver analizzato i dati raccolti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Delle 3.758 domande che sono state inoltrate dai pazienti in questo periodo, 1.310 hanno dovuto fissare nuovamente i loro appuntamenti e fare nuovamente richiesta per un permesso di uscita perché non hanno ricevuto in tempo un permesso. Lo Shin Bet ha respinto 77 domande. 

Funzionari del PHR-Israele sostengono che in passato le autorità israeliane erano relativamente veloci nel comunicare gli esiti delle domande. Una conseguenza del cambiamento – dicono - è nella quantità di tempo che impiegano i pazienti, la cui domanda è stata negata, per ricominciare il processo di richiesta (che può giungere fino agli alti livelli dell'Alta Corte di Giustizia israeliana).

Lo Shin Bet sta interrogando un gran numero di persone che hanno fatto richiesta di tale permesso: negli otto mesi coperti dal rapporto, almeno 325 abitanti di Gaza sono stati chiamati, 47, 68 e 84 rispettivamente in giugno, luglio e agosto. 

Il PHR-Israele  afferma che spesso lo Shin Bet chiama i richiedenti poco tempo prima o perfino dopo la data del loro appuntamento con il medico.

A Issa Hamdan, di 58 anni, in marzo venne diagnosticato un tumore maligno al cervello. Da quel momento l'operazione chirurgica per rimuovere il tumore in un ospedale a Gerusalemme Est  è stata fissata, da aprile fino ad oggi,  in sette date diverse.
 

L'operazione programmata per il 27 aprile venne cancellata in seguito alla sospensione di un mese dei viaggi da Gaza aventi finalità di cura, a causa delle tensioni tra il governo di Ramallah e quello di Gaza City. L'operazione venne rimandata fino al 28 giugno, ma le autorità israeliane non risposero alla richiesta di Hamdan. Gli venne così fissato un appuntamento per il primo agosto, ma per il colloquio venne chiamato dallo Shin Bet solo il 2 agosto. La moglie di Hamdan, Fadya, di 50 anni, disse di averlo accompagnato per il colloquio dalla loro casa di Rafah fino ad Erez, dove fu costretta a spingere con difficoltà la sua sedia a rotelle prima di poter mostrare la loro carta d'identità per l'ispezione. Quando gli ufficiali israeliani realizzarono, chiaramente, che Hamdan era troppo malato per essere interrogato, gli dissero di andarsene. 

Da quel momento l'operazione venne fissata ancora per tre volte - il 3 agosto, il 13 settembre e oggi - ma ogni volta non è stato concesso alcun permesso. 

In luglio, sono state inviate 735 domande per ottenere permessi per cure mediche. Di questi, 515 vennero approvati in tempo, 17 vennero respinti e in 203 casi la risposta arrivò in ritardo; in 51 casi il permesso fu dato più di un mese dopo la data fissata per l'appuntamento. 

In agosto, di 856 richieste, 601 vennero approvate in tempo, 11 vennero rifiutate e la risposta arrivò in ritardo in 244 casi. In 163 casi, il permesso venne emesso come minimo una settimana dopo l'appuntamento programmato inizialmente. 

Il coordinatore delle attività governative nei territori, in una dichiarazione affermò: “Durante il processo di valutazione delle domande fatte dai pazienti per permessi d'uscita, i ritardi possono essere dovuti a varie cause, come ad esempio la falsificazione di documenti e il sospetto che canali umanitari possano essere utilizzati per permanenze illegali in Israele, Giudea e Samaria. Ogni richiesta deve essere controllata attentamente alla luce della complessa situazione di sicurezza”. 

Lo Shin Bet ha dichiarato che in parte le sue decisioni sono basate su un attento bilancio della sicurezza e delle necessità sanitarie.

Sostiene  che “in molti casi le richieste per permessi di uscita sono presentate solo poco tempo prima dell'appuntamento”. Ha dichiarato, inoltre, che il colloquio con Hamdan venne fissato per ben due volte ad Erez, ma lui non si presentò o non spiegò in alcun modo la sua assenza, “questo è il motivo per cui il procedimento non fu completato.”
 

Fonti militari anonime dichiararono di essere consapevoli che in circa 300 casi gli abitanti di Gaza a cui era stato dato il permesso per lasciare la striscia per cure mediche durante il 2009, non avrebbero fatto ritorno a Gaza.
 

(tradotto da Irene Miracca)