A Gerusalemme Est 131 abitazioni palestinesi a rischio demolizione

The Palestine Telegraph
01.10.2009

http://www.paltelegraph.com/palestine/west-bank/2466-threat-of-demolition-against-131-apartments-in-jerusalem-homes-for-1000-citizens  

131 abitazioni di mille persone sono sotto
  minaccia di demolizione a Gerusalemme”
 
  
di Maisa Abu Ghazaleh  
                             

Procede con rapidità la politica israeliana di distruggere le case dei palestinesi che abitano nella Gerusalemme Est, militarmente occupata. Oggi Hatem Abdel Quader, rappresentante per gli interessi palestinesi in  Gerusalemme (Fateh), ha notato come ogni iniziativa diplomatica o negoziato sia stata inutile al riguardo.

Oggi la delegazione di Fateh deposita presso la Corte Suprema Israeliana, una risoluzione contro il ministro dell’interno israeliano Eli Yishai.

L’oggetto è il plateale rifiuto del ministro a ratificare la documentazione necessaria ad aggiornare le abitabilità nei quartieri palestinesi di Gerusalemme, nonostante tutti i requisiti richiesti siano stati messi in opera dai cittadini coinvolti e siano stati approvati dalle commissioni tecniche e legali.

Sono state anche rilasciate le approvazioni di piano da parte degli uffici locali e distrettuali.

Ma il fatto è semplice: per i palestinesi di Gerusalemme è impossibile ottenere permessi di costruzione.
 Quest’ultima infrazione, da sola, causa la demolizione di 131 abitazioni dove alloggiano mille cittadini: a meno che i permessi non siano rilasciati. 

Abdel Qadar ha già descritto la prassi israeliana, come razzista ed illegale, mirata a ostacolare lo sviluppo demografico dei palestinesi di Gerusalemme. Gli israeliani si rendono disponibili a piani che cambiano la demografia della città in modo da assicurarvi una maggioranza ebraica. Questi piani praticano la sostituzione di palestinesi con coloni. 

Oggi Abdel Quader ha affermato: “il rifiuto a ratificare i piani, inserisce nei programmi di demolizione 131 abitazioni riguardanti mille cittadini di Gerusalemme. Ciò è particolarmente ingiusto considerato che c’erano già i piani elaborati per modificare la condizione legale per quelle case dei quartieri Shu’fat, Beit Hanina, Monte Scopus, Baher, e altri ancora, che sono prive di autorizzazione.   

(tradotto da Francesco Francisci)