Il maggior numero degli abitanti di Gaza uccisi in guerra erano civili

Haaretz.com

09.09.2009

 

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1113402.html

 

"Gruppo per i Diritti Umani: La maggior parte degli abitanti

  di Gaza uccisi durante la guerra erano civili."

  di Avi Issacharoff

 

 

La stragrande maggioranza dei palestinesi uccisi durante le operazioni israeliane nella Striscia di Gaza lo scorso inverno è costituita da civili innocenti, più che da combattenti, secondo quanto risulta dal nuovo rapporto pubblicato mercoledì mattina dall’organizzazione B’Tselem. Tutto ciò è l’esatto contrario di quanto era stato affermato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).


Secondo B’Tselem, durante le tre settimane dell’Operazione "Piombo Fuso" sono stati uccisi 1.387 palestinesi, dei quali ben 773 non erano combattenti, mentre soli 330 erano combattenti.

I restanti 248 erano poliziotti di Hamas, uccisi all’inizio delle operazioni a seguito dei bombardamenti israeliani delle strutture della polizia palestinese. L’IDF ha sostenuto che questi poliziotti, in quanto membri di Hamas armati, avrebbero dovuto essere considerati come combattenti. Tuttavia, ha fatto notare B’Tselem, essi non avevano preso parte concretamente al combattimento. Su 36 casi, l’organizzazione non è stata in grado di stabilire se le vittime erano quelle di combattenti o di non combattenti. Essa ha dichiarato che tra i civili uccisi 320 erano minori di età inferiore a 18 anni e altre 108 erano donne.

Diversamente, l’IDF sostiene che durante "Piombo Fuso" vennero uccisi 1.166 palestinesi dei quali 709 erano combattenti di Hamas e i civili erano solo 295. Ha detto che risulta impossibile stabilire lo status dei rimanenti 162.

Fra le vittime. l’IDF elenca 89 bambini di età inferiore ai 16 anni e 49 donne, laddove B’Tselem registra 252 bambini al di sotto dei 16 anni e 111 donne di età superiore.

A differenza dell’IDF, B’Tselem ha però catalogato ogni vittima per nome ed ha detto di aver raccolto per ciascuna di esse testimonianze oculari, certificati di morte ed altri tipi di prove.

La portavoce dell’organizzazione, Sarit Michaeli, ha raccontato ad Haaret che i ricercatori di B’Tselem avevano preso in esame ogni possibile fonte di informazioni, dalle conclusioni delle indagini interne fatte dall’IDF alle liste preparate dalle organizzazioni palestinesi per i diritti umani. Comunque, lei ha detto che è stato impossibile confrontare la loro lista delle vittime con quella dell’IDF, in quando l’IDF si è sempre rifiutata di metterla a loro disposizione.

Ella ha aggiunto che B’Tselem aveva identificato 19 minori come combattenti, ma ciò non ha permesso di avvicinarsi alla giustificazione della differenza esistente tra le due serie di numeri.

Durante "Piombo Fuso" vennero uccisi anche nove israeliani. Quattro furono uccisi nel sud di Israele dal fuoco dei missili, tre civili e un militare, mentre gli altri cinque vennero uccisi in combattimento.

 

(traduzione di mariano mingarelli)