Notizie da Israele - Gideon Levy

Haaretz.com

07.09.2009 

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1112589.html 

“Vigila bene su di loro.”  
  di Gideon Levy 

Ehud Barak ha detto “non a qualsiasi prezzo”? C’è una sola cosa in Israele per la quale sarà pagato qualsiasi prezzo: la sicurezza e la tranquillità di coloro che appartengono al club esclusivo della leadership. Qui la sicurezza per i VIP è diventata una farsa. Se non fosse così dispendiosa, ci sarebbe da ridere fino a piangere. Se non fosse così scandalosa, sarebbe divertente. Non è solo per i 100 milioni di NIS o giù di lì che lo stato spende ogni anno per proteggere i suoi beniamini, i suoi eletti ufficiali. Piuttosto, è per lo sconcertante e pericoloso messaggio trasmesso dall’eccessivo interesse per la loro sicurezza.


In Israele ci sono dei “personaggi” e c’è la gente. I personaggi li proteggiamo ad ogni costo; i soldati e la gente normale, no. In quanto tale, il Ministro della Difesa può dire ad uno studente di una scuola superiore che presto sarà arruolato: “Lo stato non può garantire il tuo benessere e la tua vita,” mentre allo stesso tempo, lo stato sta proteggendo la sua stessa vita ad ogni costo. Barak e il primo ministro Benjamin Netanyahu hanno messo a rischio entrambi il loro benessere quando erano più giovani, ma ora possono andare a dormire certi che non sarà toccato un solo capello della loro testa. Un esercito massiccio di duri li protegge in ogni istante, ad ogni costo. 

In questo teatro dell’assurdo, il primo ministro si sposta, a sirene spiegate, in una grande carovana di SUV che infrange quasi tutte le leggi del traffico. Ci sono “aree sterili”, che con parole semplici stanno a significare dozzine di guardie, di agenti segreti, di sensori di bombe e di posti di controllo ovunque egli svolti. Quando va all’estero, è a capo di un battaglione di guardie. Quando gioca con i suoi figli sulla spiaggia, è circondato da una falange di guardie armate di fucili mitragliatori. Le sue tre case, compreso il suo appartamento vuoto, sono protette costantemente. Ministri, deputati e persone anonime vanno e vengono notte e giorno, circondate da guardie del corpo. Il ministro dei trasporti  viene protetto da guardie del corpo mentre corre sul lungomare. Il ministro per gli affari religiosi entra in un ristorante solo dopo che la maggior parte dei preparativi sono stati fatti completamente, come se si trattasse di una operazione militare. Tutto ciò è una combinazione di vantaggi legati al potere, di copertura del proprio posteriore, di auto-esaltazione e di culto della divinità della sicurezza – sicurezza che è troppo preziosa perché venga assicurata alla nazione. Questo è ciò che assomiglia ad una repubblica delle banane e non a una democrazia. 

E’ vero che qui sono stati assassinati un primo ministro e un ministro del turismo. In Svezia sono stati uccisi un primo ministro e un ministro degli esteri, ma gli svedesi non hanno perduto il senso delle proporzioni. Le vite dei loro pubblici funzionari sono preziose, ma non più preziose di quelle degli altri cittadini. Qui, in certe occasioni soldati e civili sono soggetti a qualche rischio. Il loro sangue non è più rosso, loro stessi devono mettersi a repentaglio. E’ il pericolo affrontato da tutti quelli che salgono su un autobus, un rischio che  dovrebbe affrontare anche il ministro per lo sviluppo della Galilea e del Negev.Il rischio deve essere ridotto al minimo per entrambi, ebbene in che modo ha suggerito Barak? Non a qualsiasi prezzo. 

E’ vero che ci sono state poche brecce dipinte nell’orrendo muro di ferro che abbiamo costruito attorno a loro. C’è stato il capo dello staff derubato della carta di credito e la presunta spia al tapis roulant vicino al suo in palestra. Dopo queste due sviste balorde, la protesta popolare ha dimostrato soltanto che si era perduto completamente il senso delle proporzioni. La sicurezza di Israele non sale e non precipita con la carta Visa di Gabi Ashkenazi. Le pretese di alcuni funzionari eletti di rafforzare la loro sicurezza sono ugualmente ridicole. C’è un governo in Israele ed esso deve assumere decisioni, compresa quella relativa alla materia inevitabile di proteggere i suoi membri. Solo nei regimi più ottenebrati i servizi segreti possono imporre la condotta del governo. 

Non c’è bisogno di eliminare del tutto la sicurezza, ma è ormai giunto il momento di recuperare una percezione delle prospettive. Una sicurezza responsabile dovrebbe essere messa a disposizione di un piccolo numero di “simboli di governo” e dovrebbe essere tolta a dozzine di ministri e di altri personaggi protetti. Il servizio di sicurezza dello Shin Bet è meno preoccupato della loro sicurezza di quanto non lo sia per il proprio status, potere, influenza, pantagruelico finanziamento e nome. Tutto ciò non dovrebbe andare a scapito dei contribuenti o dell’immagine dello stato. 

Si dovrebbe riesaminare il commovente richiamo di Barak: “Una nazione che ha cara la vita, che sta ritta sulle sue proprie gambe, che dipende da sé stessa, ed è sicura di sé, deve essere pronta a mettere a repentaglio la sua stessa vita.” E che dire del ministro della difesa? Queste affermazioni valgono anche per lui? E’ stato da un po’ che non si è udita un’affermazione così ipocrita, falsa ed oltraggiosa provenire da un uomo che antepone, a qualsiasi rischio e a qualsiasi prezzo, la sua personale sicurezza. 

(tradotto da mariano mingarelli)